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La via del corpo perfetto: le domande e le risposte di Ale Demaria

La via del corpo perfetto, le domande e le risposte della community Moveinside
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Moveinside · Domande e risposte

La via del corpo perfetto: le domande e le risposte di Ale Demaria

Durante le tre serate live “La via del corpo perfetto” di agosto 2026, seguite da oltre 1.500 persone, la community ha fatto decine di domande vere: dalla tendinite acuta alla paura di ricominciare dopo un infortunio. In questa pagina Ale Demaria risponde a tutte, raccolte per tema e cercabili.

di Ale Demaria ·Fondatore Moveinside

In sintesi

Il metodo lavora sulla causa e non sul sintomo: i test individuano il punto più debole, si parte da lì e il resto migliora a cascata. La rigidità non si scioglie con lo stretching passivo, è debolezza mascherata e si risolve costruendo forza in tutto l’arco di movimento. Il percorso dura in genere sei mesi e parte sempre da una consulenza gratuita, senza impegno.

  • Il dato citato in diretta: dopo i 30 anni, senza allenamento della forza, si perde dal 3 all’8 per cento di massa muscolare ogni dieci anni (fonte: Volpi et al., PubMed).
  • Dolori: si lavora anche con artrosi, ernie, tendiniti e osteoporosi; i casi clinici complessi passano al team di fisioterapisti e osteopati guidato da Iacopo Landi.
  • Tempi: una settimana per una connessione nuova col corpo, tre mesi per risultati grossi, sei mesi per dimenticarsi del motivo per cui ci si è iscritti. Nessuna garanzia.
  • Impegno: massimo tre allenamenti a settimana da 40 minuti, più abitudini da uno o due minuti nella giornata.
Filtra per tema o cerca una parola: le risposte che corrispondono si aprono da sole.

Dolori e condizioni

Dolori e diagnosi non sono un motivo per rimandare: sono il motivo per cui il percorso esiste. Tendiniti, artrosi, ernie, osteoporosi e dolori cronici si affrontano con carico graduale e valutazione individuale. Nei casi clinici complessi non ti segue un coach ma un terapista del team di fisioterapisti e osteopati guidato da Iacopo Landi.

Ho una tendinite in fase acuta: mi muovo o sto fermo?

Il tendine risponde al carico: se stai fermo, la tendinite tende a cronicizzare. Si lavora con protocolli specifici e un ritorno al carico graduale, senza però “saltare sui carboni ardenti”. La sintesi di Ale è secca: più stai fermo, peggio va.

Ho l’osteoporosi, anche avanzata: posso fare questo percorso?

Ale è netto: “È un motivo in più per iniziare”. Lo scheletro si rimodella con il movimento quotidiano, quindi il carico allenato è parte della risposta e non un rischio da evitare a priori. La storia che cita ogni volta è quella di Giulia.

Ho la coxartrosi e dolori un po’ ovunque: posso partire?

“Sì, è il nostro lavoro lavorare con i dolori”. Quasi nessuno arriva a Moveinside da un corpo in perfette condizioni: si arriva da un corpo che fa male. Il lavoro non punta a togliere il sintomo, cambia il modo in cui usi l’articolazione, che è la causa a monte.

Ho una tripla ernia lombare e sono in lista per l’intervento: aspetto o comincio?

Risposta testuale di Ale: “Mi farei una chiacchierata col tutor e valuterei un percorso con i nostri fisioterapisti. Se fosse la mia schiena farei questo”. Non è un invito a rinunciare all’intervento, ma a far vedere il caso a chi lavora ogni giorno con le schiene.

Ho le ernie L5-S1: posso tornare a correre e a giocare a pallavolo?

Sì, ma in due tempi: prima i terapisti del team lavorano sul problema, poi entra il coach per l’obiettivo sportivo, per esempio la tecnica di corsa. Prima si mette in sicurezza la struttura, poi si costruisce la prestazione.

Ho la cartilagine del ginocchio consumata: posso tornare come prima?

Ale ha risposto partendo da sé, che si è operato due menischi. Le strade sono due: continuare a raccontarsela, oppure fare il massimo con quello che c’è per essere, a novant’anni, uno che salta ancora. Nessuno promette un ginocchio nuovo, ma un margine di lavoro quasi sempre esiste.

Quando faccio l’esercizio del collo all’indietro mi viene la nausea: è normale?

Sì, ed è un segnale interessante: è il sistema vestibolare che si è addormentato perché non lo usi da anni, e quando lo risvegli protesta. La strada è l’esposizione graduale ai movimenti del collo, non l’abbandono dell’esercizio.

Ho un dolore cronico che nessuno ha mai risolto: perché dovrebbe funzionare adesso?

Nessuno risolve il problema al posto tuo: il percorso ti guida a risolverlo tu, con l’intelligenza del corpo. E qui Ale ha aggiunto un filtro scomodo: se hai già fatto esattamente questo lavoro, cioè abitudini, pratica interiore e movimento, e non è cambiato niente, non iscriverti.

Ho sempre avuto poco equilibrio: si può recuperare?

Sì, totalmente. L’equilibrio ha tre componenti, la vista, la propriocezione e il sistema vestibolare, e si allenano tutte e tre: nel percorso c’è un laboratorio dedicato. Non è un talento che hai o non hai.

Il mio è un caso clinico complicato: chi mi segue?

Non un coach, ma un terapista. Moveinside ha un team di fisioterapisti e osteopati guidato da Iacopo Landi, head coach della parte terapeutica: nei casi complessi vieni assegnato a loro, e solo dopo, quando ha senso, entra il coach per gli obiettivi di movimento.

Sono obesa e sedentaria da molti anni: posso partire lo stesso?

“Assolutamente sì”. Il punto non è il livello di partenza, è che il programma parta davvero da lì. I tutorial della piattaforma sono migliaia e, come dice Ale, sono pensati “per il peggior studente”.

Il blocco fisico è anche un blocco mentale?

In parte sì. In chat qualcuno ha obiettato che i programmi inconsci non se ne vanno con uno schiocco di dita e Ale ha dato ragione: lo schiocco riattiva il processo, come nell’esercizio di riconnessione fatto in diretta in tre minuti, ma poi servono l’allenamento e una guida.

“La rigidità è debolezza mascherata.”
Ale Demaria

Età e paure

L’età, la rigidità di sempre, gli infortuni e il poco tempo sono le quattro obiezioni più frequenti, e Ale ha risposto a tutte con casi reali: studenti over 80 arrivati al pancake, ex infortunati tornati più forti di prima, imprenditori pieni di impegni. La regola è una sola: iniziare dal punto in cui sei davvero.

Sono troppo vecchio per cambiare il mio corpo?

No. Lucio, 84 anni, ex insegnante di educazione fisica, ha raggiunto il pancake. Germano, 84 anni aveva attacchi di cervicale che lo facevano vomitare per due ore e oggi fa verticale e parkour. Pina, oltre 80 anni, è passata dal deambulatore alla canoa.

Sono rigido dalla nascita e niente ha mai funzionato: cambia qualcosa?

“La rigidità è un segnale, non un limite. Non ci sei nato, ci sei diventato”. Si scioglie lavorando sulla causa: Davide e Tommy sono partiti da corpi definiti “di legno” e sono arrivati a spaccate, ponti e pancake.

Sono infortunato: cosa posso fare adesso?

Fermarsi del tutto è quasi sempre la scelta peggiore. Nella prima serata Ale ha intervistato in diretta Fabio, lussazione completa anteriore della spalla trattata per via conservativa: oggi fa verticali, ponti, acrobatica e danza, con più range e più forza di prima dell’infortunio.

Non ho tempo: come faccio?

Le abitudini durano uno o due minuti e si incastrano nella giornata che hai già: colazione seduto a terra, dieci minuti di camminata dopo i pasti, un minuto di corpo appena sveglio, l’accosciata, appendersi alla sbarra. Il tempo è una scusa che puoi accantonare.

Ho ritmi di vita molto serrati e non posso cambiarli: ottengo risultati lo stesso?

Sì, e Ale lo dice partendo da sé: “io stesso ho un’azienda e ci riesco”. Bastano abitudini da uno o due minuti e anche solo tre allenamenti da 40 minuti a settimana sul punto debole. Il sistema per cambiare le abitudini è quello del libro L’ultimo programma.

Ho paura di allenarmi da solo e di farmi male: è pericoloso?

Nel livello autogestito i tutorial sono tra i 2.000 e i 3.000 e sono pensati, testualmente, “per il peggior studente”. C’è anche un filtro a monte: quel livello viene proposto solo a chi ha già l’esperienza per gestirlo, agli altri si consiglia il coach oppure di non partire.

Mi ero iscritta a un percorso e poi non ce l’ho fatta: come faccio a non rifarlo?

Quasi mai si molla per pigrizia: si molla perché il programma era troppo grande per il punto in cui eri. Qui si parte dal punto più debole e da abitudini minime, e nei livelli con coach c’è chi riadatta il piano quando la vita si mette di traverso.

Vorrei, ma con il dolore e la rigidità non me la sento: cosa mi consiglia Ale?

È la risposta più controintuitiva delle tre serate. A chi ha scritto “vorrei ma non ci riesco”, Ale ha detto di non prenotare adesso: riguardati le tre serate e poi vedi se te la senti. Se non è il momento, non è il momento.

Il metodo

Non è calisthenics, non è yoga, non è pilates: è un lavoro di integrazione. Si parte da una batteria di test che assegna un punteggio a ogni movimento, si individua il punto più debole e si costruisce forza in tutto l’arco articolare, invece di allungare passivamente. La pratica interiore serve a riportare l’attenzione dentro il corpo.

È come il calisthenics, lo yoga o il pilates?

No. Qualche esercizio della parte alta assomiglia al calisthenics, ma la logica è diversa: qui non si fa specializzazione, si fa integrazione. Ale lo ha messo in fila così: “non facciamo calisthenics, non facciamo yoga, non facciamo pilates, non facciamo arti marziali, non facciamo danza”.

Perché non si fa stretching passivo?

Perché la rigidità è debolezza mascherata: se un’articolazione non ha forza in un certo angolo, il sistema nervoso la blocca per proteggerti, e allungare passivamente non toglie il motivo del blocco. “Diventare flessibile è una questione di forza”.

E se ho più di un punto debole?

Succede quasi sempre. I test individuano il punto più debole in assoluto: si parte da quello e gli altri migliorano a cascata, perché il corpo è un unico tessuto connettivo. “Individuare il punto debole crea un effetto a cascata che libera tutto il corpo”.

Come funzionano i test e il punteggio?

È una batteria di movimenti valutati da 1 a 3: caviglia al muro, punte, salto su una gamba sola, fisherman squat, skater squat, alzarsi da terra senza mani. Il punteggio più basso indica il punto debole. Sulle soglie: sotto 30 è urgente, tra 30 e 45 prioritario, sopra 45 si va su obiettivi avanzati.

Che cos’è la pratica interiore e come si fa a smettere di pensare?

Non è meditazione astratta: è riportare l’attenzione dentro il corpo. L’esercizio fatto in diretta dura tre minuti: attenzione ai piedi, poi alle gambe, poi lungo la colonna, poi alla testa, e infine si resta fermi ad attendere il prossimo pensiero.

Posso integrarlo con altri allenamenti o con il mio sport?

Sì, per definizione. Al massimo si rimodella il piano settimanale: se giochi a calcio tre volte a settimana e le anche sono il tuo punto debole, si scende a due per fare spazio al lavoro specifico.

Non è che funziona solo perché c’è la voce di Ale che ti guida?

Domanda onesta, risposta onesta. Nel percorso la guida resta, sotto forma di classi live settimanali, laboratori mensili e tutorial: nessuno ti lascia da solo il primo giorno. Ma l’obiettivo dichiarato è il contrario della dipendenza: che la pratica diventi tua.

Il percorso

Il percorso dura in genere sei mesi ed è seguito da persone reali: programma personalizzato, classi live, laboratori mensili con Ale ed eventi dal vivo. Il tipo di supporto più adatto al tuo caso si definisce durante la consulenza gratuita.

Si può pagare a rate?

Sì, le rate sono possibili. Il piano di pagamento si definisce durante la consulenza gratuita, insieme al tipo di supporto più adatto al tuo caso: è uno dei motivi per cui la consulenza esiste.

Quanto dura e cosa succede dopo i sei mesi?

La durata tipica è di sei mesi, rinnovabili. Alla fine c’è chi ha risolto e saluta e c’è chi resta: ci sono studenti da cinque, sei, sette anni. L’accesso alla piattaforma scade con i sei mesi, ma i programmi di allenamento restano tuoi per sempre.

Quanto tempo serve per vedere i risultati?

Dipende da dove parti e da quanto ti impegni. L’indicazione onesta data in diretta: una settimana per sentire una connessione col corpo mai provata, tre mesi per risultati grossi, sei mesi per arrivare a “vi siete dimenticati del perché vi siete iscritti”. Non sono garanzie, e chi entra col cronometro in mano meglio che non entri.

Che ruolo ha il coach?

Guidarti passo passo: prima l’essenziale per il tuo caso, cioè le poche cose che spostano davvero l’ago, poi si costruisce sopra man mano che il corpo risponde. Non è un istruttore che ti conta le ripetizioni: è chi decide cosa ha senso fare adesso e cosa no.

Quanti allenamenti servono e quanto durano?

Si parte con un massimo di tre allenamenti a settimana nel primo mese, poi si aggiunge. Un allenamento tipo dura 40 minuti ed è concentrato sul punto debole. Sopra ci sono le classi settimanali in diretta e il laboratorio del primo sabato del mese.

La consulenza

La consulenza è una videochiamata gratuita con un tutor, non con un venditore: sono studenti di lungo periodo formati da Ale Demaria. Serve a capire da dove parti, guardare insieme i test e dirti con onestà se il percorso fa per te oppure no. Prenotarla non impegna a niente: “non ti mettiamo le manette”.

Chi fa la consulenza: un tutor o un venditore?

Studenti di lungo periodo formati da Ale, persone che hanno superato i propri limiti con lo stesso lavoro. Parole sue: “sono lì con pazienza e amore per capire cosa vi blocca”. E la contropartita è dichiarata: “se capiamo che non possiamo aiutarti, te lo diciamo”.

Se prenoto la consulenza mi sto impegnando a comprare?

“Assolutamente no, non ti mettiamo le manette”. Serve anche solo a ragionare sui piani e sulle rate. L’unica richiesta è di non prenderla sotto gamba, perché il posto in agenda lo occupi tu. E sì, capisci se fa per te prima di decidere: “certo, è fatto apposta”.

Come si svolge la consulenza?

È una videochiamata con la videocamera accesa, perché il tutor deve vedere come ti muovi nei test. Si guarda da dove parti, qual è il tuo punto debole, cosa hai già provato e che obiettivo hai davvero.

Devo fare i test prima della chiamata?

Non è obbligatorio, ma è caldamente consigliato: sono un primo screening di consapevolezza e ti danno una fotografia grezza di dove sei. In chiamata si valuta in profondità, guardando l’esecuzione e non solo il numero.

Nel test dei movimenti quale lato devo considerare?

Sempre il lato peggiore. Non serve la media tra destra e sinistra: conta il punteggio del lato che va meno bene, perché è da lì che si parte a lavorare.

Ho prenotato ma non mi è arrivata la mail di conferma: cosa faccio?

Controlla prima la cartella spam, perché è lì che finisce quasi sempre. Se non trovi niente, il consiglio dato in diretta è di riprenotare. In ogni caso il tutor scrive un messaggio prima della chiamata, quindi non resti senza contatto.

Logistica

Servono quattro metri quadrati di spazio, il corpo libero e al massimo cavigliere e manubri leggeri; chi va in palestra riceve il programma adattato. Gli orari li scegli tu, tranne le lezioni private da fissare in videocall. Gli eventi dal vivo in Italia sono inclusi nel percorso.

Servono attrezzi?

Poca roba: a casa bastano cavigliere e manubri leggeri, e la scelta esatta si fa con il coach. Chi si allena in palestra riceve lo stesso lavoro adattato agli attrezzi che ha a disposizione.

Quanto spazio serve in casa?

Bastano quattro metri quadrati, a corpo libero e con piccoli attrezzi, e la tecnologia richiesta è minima: ci sono studenti over 80 che ci riescono. Come dice Ale di se stesso, “io stesso sono un boomer”.

A che ora ci si allena?

Quando vuoi: gli allenamenti sono autogestiti. Le uniche cose da mettere in agenda sono le lezioni private in videocall e, se vuoi seguirle dal vivo, le classi settimanali, che comunque restano registrate.

Il materiale è fruibile in autonomia?

Sì, in tutti i casi e con tutti e tre i livelli: tutorial, programmi e registrazioni si consultano quando vuoi. Il supporto umano si aggiunge sopra, non sostituisce il materiale.

Dove sono gli eventi dal vivo e sono inclusi?

In giro per l’Italia: ci sono già stati in Piemonte e in Veneto, il prossimo è in Puglia a settembre. L’evento dal vivo è incluso nel percorso. Il calendario dell’anno successivo non è ancora stato ufficializzato.

Si può sospendere il percorso?

Sì, ma solo per motivi seri: un infortunio grave, una malattia, un ricovero. Non è una sospensione a richiesta per un periodo pieno di impegni, perché in quei casi la soluzione è ridurre il carico, non fermare tutto.

Dove trovo le registrazioni delle tre serate?

Sono sotto la pagina dell’evento. Il consiglio di Ale è di guardarle tutte e tre nell’ordine, perché ogni serata regge su quella prima: le abitudini del corpo, l’intelligenza articolare e poi la parte pratica.

Nessuna domanda corrisponde alla ricerca. Prova con una parola diversa, oppure prenota la consulenza e falla direttamente al tutor.

Le prove: le storie citate durante le serate

Nelle tre serate Ale non ha citato teorie, ha citato persone. Ogni volta che in chat compariva la parola osteoporosi, la risposta era la storia di Giulia e della sua osteoporosi. Pina, oltre 80 anni, è arrivata con la lombosciatalgia e il deambulatore e dopo poco più di un anno ha ripreso a camminare, a fare le scale senza bastone e ad andare in canoa: “questo mi ha ridato la vita”.

Germano, 84 anni, aveva attacchi di cervicale che lo facevano vomitare per due ore e oggi si allena con la verticale. Fabio ha risolto una lussazione completa della spalla per via conservativa, senza operazione. Valentina è passata dal crossfit con dolori cronici alla verticale e all’alpinismo e Michele, arrivato dalla corsa, ha raggiunto la spaccata centrale. Punti di partenza diversi, stesso metodo: trovare il punto debole e costruire forza dove manca.

Guarda tutte le storie degli allievi →

Ale Demaria, fondatore Moveinside
Chi è Ale Demaria
Fondatore Moveinside
Ale Demaria è il fondatore di Moveinside, la prima scuola di intelligenza del corpo in Italia. In più di dieci anni ha seguito oltre 10.000 adulti, dai principianti assoluti agli studenti over 80. È autore di Corpo Intelligente e de L’ultimo programma. Il suo approccio nasce da un percorso personale fatto di infortuni e di anni di studio tra scienze motorie, yoga e movimento naturale.

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Le risposte di questa pagina valgono per la maggior parte delle situazioni, ma il tuo corpo è tuo. La consulenza è una videochiamata gratuita con un tutor Moveinside, uno studente di lungo periodo formato da Ale Demaria: guardate insieme i test e ti viene detto con onestà se ha senso o no. Non impegna a niente.

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Nota. Le risposte di questa pagina riprendono quanto chiesto e detto durante le tre serate live: sono contenuti divulgativi e non costituiscono un parere medico, non sostituiscono la diagnosi, la valutazione o il trattamento di un medico o di un altro professionista sanitario e non promettono alcuna guarigione. I risultati descritti sono esperienze individuali e non sono garantiti. In presenza di condizioni cliniche in corso, per esempio neuropatie, malattie autoimmuni, osteoporosi o fratture recenti, rivolgiti al tuo medico prima di iniziare qualsiasi attività fisica; nei percorsi Moveinside questi casi sono seguiti dal team di fisioterapisti e osteopati guidato da Iacopo Landi.

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