Il nuoto è spesso lodato come uno degli sport più completi e benefici, ma come ogni medaglia, ha il suo rovescio, e quindi tante controindicazioni sconosciute a molti.

In realtà, il nuoto presenta diversi svantaggi, che meritano un’analisi più approfondita.

In questo articolo vedremo alcuni di questi aspetti, che spesso vengono trascurati quando si parla di questo sport.

Muscoli antigravitari: il primo limite del nuoto

Uno degli aspetti meno conosciuti del nuoto è il modo in cui influisce sullo sviluppo muscolare.

Nuotare, infatti, è un’attività che si svolge in un ambiente a gravità ridotta, il che significa che i muscoli lavorano diversamente rispetto a come fanno sulla terraferma.

Questo può portare a sviluppare muscoli che sono meno forti e resistenti alle sollecitazioni quotidiane normali, poiché non sono abituati a lavorare contro la piena forza di gravità.

Questo dettaglio fa un’enorme differenza.

Significa che i benefici muscolari acquisiti nel nuoto potrebbero non tradursi efficacemente in forza e resistenza necessarie nella vita di tutti i giorni.

Di fatto – e so di dire quella che molti considerano un’eresia – il nuoto è lo sport più IN-COMPLETO esattamente per questo motivo, perché ti fa lavorare in assenza di gravità.

Tra le altre cose, e contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il nuoto contribuisce alla perdita di flessibilità.

Questo perché la natura stessa del nuoto, fatta di gesti molto ripetitivi, impone al corpo un range di movimento davvero ristretto.

Movimenti che tra l’altro non sono minimamente simili a quelli che compiamo ogni giorno fuori dall’acqua (pensa solo agli stili delfino e rana).

Non vengono quindi allenate forza e flessibilità naturali (proprio perché non si è in un ambiente del tutto naturale per l’uomo, l’acqua) e vengono perse le abilità innate che abbiamo da bambini.

Ovviamente tutto questo è accentuato se si nuota in modo professionale.

    Mal di schiena? Non fare nuoto!

    So bene che il nuoto viene consigliato per chi ha problemi alla schiena o sta affrontando un periodo di riabilitazione dopo un infortunio, e come approccio iniziale “delicato” può essere anche corretto.

    Anche a me venne consigliato da bambino proprio per questi stessi motivi.

    Tuttavia, la realtà è che il nuoto non sempre rappresenta la soluzione ideale per chi soffre di qualche limitazione fisica.

    Il nuoto da solo, infatti, non fornisce un allenamento completo per rafforzare i muscoli, anzi, limita di molto il loro sviluppo perché ci fa lavorare praticamente in assenza di gravità, e questo non fa altro che aumentare il dolore sulla parte coinvolta.

    Le recenti ricerche in campo medico e fisioterapico, infatti, hanno finalmente confermato che quando ci si infortuna, o si soffre di mal di schiena, l’importante è andare subito a rafforzare i muscoli coinvolti (senza ovviamente esagerare) e non aver paura di tornare a far lavorare la parte infortunata.

    In breve, per riprendersi da un infortunio serve una disciplina che sfrutti appieno la forza di gravità e l’uso corretto e intelligente dei pesi.

    Cosa che il nuoto evidentemente non fa.

    Se vuoi saperne di più sulla connessione tra nuoto e mal di schiena (e sui falsi miti che aggravano il problema), leggi questo articolo.

    Mal di schiena - farmaci

    Iper-Specializzazione: un’arma a doppio taglio

    Concentrarsi esclusivamente sul nuoto può limitare la capacità di apprendere e adattarsi ad altre attività.

    L’allenamento intensivo nel nuoto, infatti, può rendere più difficile l’apprendimento di nuove abilità fisiche e riduce la capacità del corpo di adattarsi a diversi tipi di movimenti e sport.

    Anche perché, essendo il nuoto un insieme di gesti ciclici e ripetitivi, non viene mai allenata la capacità della nostra mente di gestire fattori imprevisti come invece avviene per altri sport.

    Oltre a ciò, il nuoto può essere un’esperienza solitaria e competitiva, soprattutto a livelli avanzati.

    Gran parte del tempo trascorso in piscina è in solitudine, senza interazione significativa con gli altri.

    In più, quando si partecipa a gare, il nuoto diventa estremamente competitivo, il che può aggiungere stress e pressione, specialmente per gli atleti più giovani.

    E specialmente per chi non sa ancora come gestire le emozioni che derivano da queste esperienze.

    Infine, c’è la questione importantissima della respirazione.

    Il modo in cui si respira durante il nuoto può avere implicazioni a lungo termine:

    • Questo può cambiare il modo in cui il corpo utilizza ossigeno e anidride carbonica, potenzialmente influenzando l’efficienza respiratoria generale.

    Ripeto: tutti questi effetti collaterali si manifestano soprattutto nei nuotatori professionisti; se nuoti alcune volte al mese non avrai nessuna di queste conseguenze.

    Se vuoi saperne di più, guarda il video qui sotto: ti parlo di altri limiti (ma anche di tanti benefici) del nuoto.

    Nuotare fa bene (se lo fai così)

    In conclusione, mentre il nuoto offre indubbiamente molti benefici, è importante riconoscere e affrontare anche i suoi limiti e le sue controindicazioni. 

    Come in ogni disciplina sportiva, è fondamentale mantenere un approccio equilibrato e consapevole, integrando diverse forme di movimento e attività per un benessere fisico e mentale completo. 

    Infatti, ogni sport nel suo piccolo finisce per trasformarci in “specialisti” di quello stesso sport. In questo senso uno sport è davvero completo.

    L’unica soluzione è integrare il nuoto in un quadro di movimento più complesso e più completo, dove il nuoto è solo una delle varie forme di movimento che pratichi.

    Questo approccio ti permetterà di godere dei vantaggi del nuoto, senza accusare gli effetti collaterali.

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