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Troppa forza di volontà uccide: ecco perché

Crescita personale
25/11/2024

La forza di volontà è spesso celebrata come la chiave del successo in ogni ambito della vita, movimento compreso. “Basta volerlo!” è il mantra che ci ripetono.

Ma è davvero così? Secondo Ale Demaria, autore di “Corpo Intelligente”, un eccesso di forza di volontà può essere tanto dannoso quanto la sua mancanza.

L’eccesso di forza di volontà ti sta sabotando: ecco perché

“La forza di volontà è qualcosa che viene da dentro ognuno di noi, non dall’esterno. Nessuno può occuparsi della tua forza volontà, solo tu puoi farlo”, ci spiega Ale condividendo la sua esperienza personale nel libro “Corpo Intelligente”.

La forza di volontà è quindi una caratteristica profondamente personale e interna, che nessun altro può gestire al posto nostro.

La sua esperienza personale ne è una chiara dimostrazione: fin da bambino, affrontando le iniezioni al ginocchio per l’artrite reumatoide senza mai lamentarsi, ha mostrato una forza di volontà straordinaria.

Tuttavia, questa stessa determinazione che gli ha permesso di superare sfide incredibili si è rivelata spesso un’arma a doppio taglio: ci racconta infatti di come abbia sempre fatto fatica ad accettare di rallentare, anche quando tutti i segnali dell’universo gli suggerivano di fermarsi e prendere fiato.

D’altra parte, la forza di volontà è letteralmente una Forza, e come tale segue le stesse leggi fisiche.

Quando generiamo troppa forza nel nostro corpo, questa non svanisce nel nulla ma rimane immagazzinata nei tessuti, creando tensioni croniche che possono manifestarsi a diversi livelli: articolare, muscolare e persino viscerale.

È lo stesso principio della violenza fisica: se applichi troppa forza, qualcosa si rompe.

Nel caso della forza di volontà eccessiva, questa energia in eccesso “non consumata” può tradursi in rigidità fisica, tensioni emotive trattenute, difficoltà nel sonno, problemi digestivi e persino malattie autoimmuni.

Ale lo ha sperimentato sulla propria pelle: l’eccesso di determinazione e la riluttanza ad ascoltare i segnali del corpo lo hanno portato a sviluppare una rettocolite ulcerosa in giovane età.

Proprio come un elastico tirato troppo può spezzarsi, così un eccesso costante di forza di volontà può portare il corpo a “rompersi” in vari modi, manifestando sintomi che sono in realtà un grido d’aiuto, un invito a rallentare e trovare un equilibrio più sostenibile.

Il giusto equilibrio

La forza di volontà è letteralmente una Forza, e come tale deve essere bilanciata:

  • Se è poca, avrai difficoltà a muoverti, ad agire, a prendere slancio nella vita
  • Se è troppa, non riuscirai a fermarti, fino a quando inizierà a lederti e farti cadere

Il problema è che la società moderna celebra solo un lato della medaglia, spingendoci a “non mollare mai” e “dare sempre il massimo”. Ma questo approccio può portare a:

  • Sovrallenamento
  • Infortuni
  • Burnout
  • Disconnessione dal proprio corpo
  • Perdita del piacere nel movimento

E’ quindi chiaro che c’è bisogno di trovare un compromesso tra la Forza di volontà e la necessità di rallentare e seguire ritmi più naturali e sani.

I segnali da non ignorare

Il nostro corpo ha un linguaggio sofisticato per comunicarci quando stiamo esagerando con la forza di volontà.

Come riconoscere quando la forza di volontà sta prendendo il sopravvento? Ecco alcuni segnali:

  • Ti alleni anche quando sei esausto
  • Non ascolti i segnali di dolore del corpo
  • Ti senti in colpa se salti un allenamento
  • Non riesci a goderti i momenti di riposo
  • Vivi l’allenamento come un dovere più che un piacere

Altri campanelli d’allarme possono includere:

    • Disturbi del sonno o difficoltà ad addormentarsi
    • Irritabilità crescente
    • Calo delle prestazioni nonostante l’impegno costante
    • Perdita di entusiasmo per attività prima piacevoli
    • Tensioni muscolari che non si risolvono con il riposo
    • Difficoltà digestive
    • Stati ansiosi legati all’allenamento

Di fronte a questi segnali, Ale ci propone un principio apparentemente controintuitivo ma fondamentale: “Prima di muoverti, è necessario fermarti”.

Questo principio si applica perfettamente all’allenamento: i periodi di recupero non sono semplicemente parentesi vuote tra un allenamento e l’altro, ma momenti fondamentali in cui il corpo consolida gli adattamenti indotti dall’allenamento, ripara i tessuti sollecitati, ricarica le riserve energetiche, riequilibra il sistema nervoso e integra i nuovi pattern di movimento.

La saggezza del recupero

La vera maestria non sta nel pushare sempre al massimo, ma nel saper alternare momenti di spinta e momenti di recupero.

Come un’onda che si ritira per poi tornare con più forza, così il nostro corpo ha bisogno di questi cicli naturali di impegno e riposo.

Ignorare questo ritmo naturale significa andare contro la nostra stessa natura, rischiando non solo il burnout fisico ma anche quello mentale ed emotivo.

La forza autentica sta proprio nella capacità di riconoscere quando è il momento di spingere e quando invece è necessario rallentare o fermarsi completamente.

Questa non è debolezza, ma saggezza: la stessa saggezza che permette agli atleti di costruire carriere lunghe e sostenibili, invece di brillare intensamente per poco tempo per poi “bruciarsi”.

Come trovare il giusto equilibrio?

Ecco alcuni suggerimenti per trovare il giusto equilibrio tra spinta e riposo, tanto nell’allenamento, quanto nella vita.

1. Ascolta il corpo:

  • Impara a riconoscere i segnali di stanchezza
  • Rispetta i tempi di recupero
  • Non ignorare il dolore

2. Coltiva la consapevolezza:

  • Pratica la meditazione
  • Concentrati sul respiro
  • Sviluppa la propriocezione

3. Bilancia push e pull:

  • Alterna momenti di intensità e recupero
  • Non forzare quando il corpo chiede riposo
  • Trova il tuo ritmo naturale

La vera forza non sta nel rigido controllo ma nella flessibilità di adattarsi.

Come scrive Ale: “È necessario capire che un palazzo costruito sulle sabbie mobili o con il primo piano fatto di materiali scadenti cadrà appena arriva un po’ di vento forte”.

Lo stesso vale per il nostro percorso di movimento: costruire su basi solide significa rispettare i ritmi naturali del corpo, alternando impegno e riposo, sfida e recupero, disciplina e libertà.

Tra forza di volontà e libertà: come trovare il tuo centro

La forza di volontà è uno strumento potente, ma come tutti gli strumenti potenti deve essere usato con saggezza. Non si tratta di eliminarla, ma di imparare a modularla in base alle reali necessità del momento.

Il vero successo non sta nel forzare costantemente i nostri limiti, ma nel trovare un equilibrio sostenibile tra spinta e accettazione, tra fare e essere.

La prossima volta che ti trovi a spingere oltre i tuoi limiti, fermati un momento e chiediti: “Sto usando la forza di volontà come un alleato o mi sta controllando?”.

La risposta a questa domanda potrebbe fare la differenza tra una pratica sostenibile nel lungo periodo e un percorso destinato all’esaurimento.

Se vuoi approfondire questo aspetto, ne parliamo meglio nel libro “Corpo Intelligente” di Ale Demaria, il manuale che insegna a superare la trappola dell’eccessiva forza di volontà per arrivare alla vera libertà e indipendenza di movimento.

Lo trovi cliccando su questo link o nel banner qui sotto.

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