< /

Sei interessato? Contattaci su WhatsApp per maggiori dettagli

Dalle ore 9:00 alle ore 18:00,
oppure contattaci alla nostra email

Sei interessato? Contattaci su WhatsApp per maggiori dettagli

Dalle ore 9:00 alle ore 18:00,
oppure contattaci alla nostra email

Come tornare a correre veloce a qualsiasi età

Ale Demaria mentre scatta a piedi nudi sull'erba, allenamento sprint del metodo Moveinside
Guida Moveinside · Sprint

Perché non riesci più a correre veloce (e come ricominciare a qualsiasi età)

Lo sprint è uno dei test di salute più completi che esistano. Se oggi non riesci a scattare senza dolore su un prato, il tuo corpo ti sta mandando un messaggio. Ecco perché succede e i primi passi concreti per tornare a correre veloce in sicurezza, spiegati da Ale Demaria.

Ale Demaria ·Fondatore Moveinside ·6 min di lettura

In sintesi

Perdere lo scatto non è solo una questione di età: è il segnale che piedi, caviglie, anche e tendini hanno perso forza, mobilità ed elasticità. Lo sprint le richiede tutte insieme, quindi è il primo gesto a sparire, ma è anche recuperabile a qualsiasi età.

  • Cos’è lo sprint: corsa a intensità massima sotto i 40 secondi, con le gambe davanti al centro di massa (nel jogging restano dietro).
  • Perché conta: testa piedi, mobilità di anche e ginocchia, elasticità dei tendini e cuore, tutto in un gesto solo.
  • Da dove partire: prima piedi, caviglie e tendini d’Achille, poi due drill tecnici, bounding e dribbling.
  • Regola di sicurezza: arriva a 50 ripetizioni pulite di calf raise e tibialis raise prima di provare i primi scatti.
Guarda il video di Ale Demaria

Perché non riesci più a correre veloce?

Non è (solo) l’età. Se non scatti più è perché piedi, caviglie, anche e tendini hanno perso forza, mobilità ed elasticità per mancanza di uso. Lo sprint richiede tutte queste qualità nello stesso istante, quindi è il primo gesto a sparire, ma proprio per questo è anche un ottimo indicatore di quanto margine di benessere hai ancora davanti.

Lo sprint è una doccia fredda per molte persone. Se in questo momento non riesci a scattare a piedi nudi senza dolore su un prato, il tuo corpo non sta funzionando al suo massimo potenziale. In un solo gesto, scattare ti dice se i tuoi piedi sono abbastanza forti da sostenerti, se ginocchia e anche sono abbastanza mobili da permetterti una falcata ampia, se i tuoi tendini riciclano bene l’energia dei muscoli e se il tuo sistema cardiovascolare ossigena i tessuti come dovrebbe.

C’è anche una ragione più profonda. A livello ancestrale, non poter scattare significava letteralmente pericolo di vita: eri impossibilitato a scappare davanti a un predatore più grande e più forte. Ecco perché, quando oggi non riesci a fare uno scatto, il corpo riceve comunque un messaggio di allarme. Scattare non è un lusso da atleti: è un gesto motorio prioritario per la tua salute, a qualsiasi età, e a differenza del classico jogging è molto meno conosciuto.

“Scattare deve essere un gesto motorio prioritario per la tua salute, a qualsiasi età.”
Ale Demaria

Sprint o jogging: qual è la differenza?

Si parla di sprint quando corri a intensità massima per meno di 40 secondi di fila, con le gambe che lavorano davanti al centro di massa. Nel jogging, invece, le gambe restano dietro il centro di massa. Sembra un dettaglio, ma cambia tutto: lo sprint coinvolge molte più parti del corpo, resta un gesto complesso anche per un runner esperto e allena qualità diverse.

La differenza principale è energetica. Lo sprint attiva soprattutto il sistema anaerobico e promuove l’ipertrofia, cioè la crescita muscolare; il jogging attiva il sistema aerobico e lavora sulla resistenza. Ti basta confrontare il fisico di uno sprinter con quello di un maratoneta per vedere quanto sia evidente la differenza di massa e di forma.

 SprintJogging
Gambe rispetto al corpoDavanti al centro di massaDietro il centro di massa
Sistema energeticoAnaerobicoAerobico
Effetto principaleForza, potenza, ipertrofiaResistenza
Mobilità richiestaAlta (soprattutto d’anca)Ridotta

Perché le anche sono decisive nello sprint?

Perché lo sprint chiede un arco di movimento dell’anca molto ampio: in flessione il ginocchio sale fino all’altezza dell’ombelico, in estensione supera la linea del bacino verso dietro. È questo range ampio a permetterti di sfruttare tutta la potenza della falcata; senza, la corsa perde spinta.

Nel jogging le ginocchia restano molto più basse e disegnano un range ridotto, quindi la richiesta di mobilità è minima. Ecco perché puoi correre piano per anni e comunque scoprire, il giorno in cui provi a scattare, di avere le anche rigide. Recuperare quella mobilità d’anca è uno dei tasselli che rende di nuovo possibile lo scatto, ed è lo stesso principio con cui tanti allievi Moveinside sono tornati a muoversi con libertà: puoi vedere alcune storie degli allievi Moveinside per farti un’idea concreta.

Come preparare piedi e caviglie prima di sprintare?

Prima di scattare devi rendere forti e reattivi piedi e caviglie: nello sprint i piedi impattano il terreno con picchi di potenza fino a cinque volte il tuo peso corporeo. Allena le dita, rinforza il complesso piede-caviglia e poi elasticizza i tendini d’Achille. È il passaggio che rende lo scatto sicuro a qualsiasi età.

I piedi nello sprint tirano veri e propri pugni al pavimento e, come un pugile che colpisce un sacco pesante, tengono il polso rigido per sfruttare l’elasticità. Allo stesso modo la caviglia deve restare rigida per assorbire l’impatto e trasmetterlo ai tendini, che riciclano l’energia creata dai muscoli. Allenare lo sprint elasticizza proprio i tendini d’Achille, i più grandi del corpo, e la loro salute fa la differenza in tutta la qualità del movimento.

1
Sblocca le dita del piedeLavora sia in flessione sia in estensione, in modo che l’alluce si muova liberamente rispetto alle quattro dita piccole, fino a controllarle in modo indipendente dal resto del corpo.
2
Rinforza il complesso piede-cavigliaCostruisci una base solida con calf raise e tibialis raise. L’obiettivo minimo prima di iniziare un vero allenamento di sprint è arrivare a 50 ripetizioni di fila a due piedi, con tempo controllato, in entrambi gli esercizi.
3
Elasticizza i tendini d’AchillePreparali con semplici saltelli sul posto o saltando la corda. Tieni i piedi attivi e le caviglie rigide, lavorando con le ginocchia bloccate (non piegate): sentirai bene l’elasticità nei tendini.

Quali sono i primi due esercizi per iniziare a scattare?

I due drill d’ingresso allo sprint sono il bounding e il dribbling. Servono a costruire coordinazione ed elasticità prima dei primi scatti veri, e si possono fare a qualsiasi età. In entrambi il piede impatta il terreno piatto, né di avampiede né di tallone, per 20-30 metri e 6-8 serie.

Bounding. Piedi rigidi, gambe quasi tese, braccia libere: inizia a saltellare in avanti per 20-30 metri. È il primo vero passo che ti avvicina allo sprint ed è fondamentale per creare una base di coordinazione ed elasticità.

Dribbling. È una sorta di skip a ginocchia basse, che raggiungono circa l’altezza delle creste iliache o un po’ meno. Anche qui percorri 20-30 metri, con il piede che tocca il terreno piatto.

Ripeti entrambi gli esercizi per 6-8 serie. Vedrai che, costruita la base, ti verrà in modo naturale la voglia di fare i tuoi primi scatti.

Si può tornare a correre veloce a qualsiasi età?

Sì. Scattare è un gesto motorio prioritario a ogni età, e il corpo può ricostruire forza, mobilità ed elasticità anche più avanti negli anni. La chiave non è ripartire come se avessi il corpo di vent’anni fa, ma ricostruire la base (piedi, caviglie, tendini e mobilità dell’anca) e progredire per piccoli passi.

Tornare a correre veloce, quindi, non è una questione di talento o di gioventù: è il risultato di un percorso ordinato che riattiva le qualità che avevi lasciato dormire. Parti dai piedi, prepara i tendini, riguadagna la mobilità delle anche e introduci bounding e dribbling. Lo scatto tornerà a essere una possibilità, non un ricordo.

L’autore
Ale Demaria
Fondatore e coach del metodo Moveinside
Ale Demaria è il fondatore del metodo Moveinside e insegna un approccio al movimento naturale e alla mobilità per riscoprire forza, elasticità e libertà di movimento a qualsiasi età. Nei suoi contenuti traduce i principi del movimento in passaggi pratici, come quelli di questa guida allo sprint.

Vuoi imparare l’approccio completo?

Lo sprint è solo una porta d’ingresso. Se vuoi riscoprire un modo nuovo di muoverti e massimizzare la tua salute, puoi partire dai libri di Ale o da una consulenza gratuita con il team Moveinside.

Prenota una consulenza gratuita →
Domande frequenti

Le risposte veloci sullo sprint

Che differenza c’è tra sprint e jogging?
Nello sprint corri a intensità massima per meno di 40 secondi e le gambe lavorano davanti al centro di massa; nel jogging resti in aerobico e le gambe restano dietro il centro di massa. Per questo lo sprint coinvolge molti più muscoli, stimola l’ipertrofia e richiede più mobilità.
Lo sprint fa bene alla salute?
Sì. Lo sprint è un test completo che mette alla prova piedi, mobilità di anche e ginocchia, elasticità dei tendini e sistema cardiovascolare. Allenarlo in modo progressivo migliora forza, potenza ed efficienza del movimento a ogni età.
Si può iniziare a sprintare a 40 o 50 anni?
Sì. Scattare è un gesto motorio prioritario a qualsiasi età. La chiave è ricostruire prima la base (piedi, caviglie, tendini e mobilità dell’anca) e progredire per piccoli passi, senza ripartire come a vent’anni.
Come preparo piedi e caviglie per lo sprint?
Allena le dita del piede in flessione ed estensione, rinforza il complesso piede-caviglia con calf raise e tibialis raise (obiettivo: 50 ripetizioni pulite a due piedi) e poi elasticizza i tendini d’Achille con saltelli o corda tenendo le caviglie rigide.
Quali esercizi usare per iniziare a scattare?
I due drill d’ingresso sono il bounding (saltelli in avanti a gambe quasi tese, per 20-30 metri) e il dribbling (skip a ginocchia basse, per 20-30 metri), da ripetere per 6-8 serie prima di provare i primi scatti veri.
Fai il primo passo Prenota una consulenza ↑

Pin It on Pinterest