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Ho ritrovato la mobilità che avevo a 30 anni!

Moveinside
Caso Studio · Tarcisio

Ho ritrovato la mobilità che avevo a 30 anni!

55 anni, project manager informatico, un lavoro seduto al computer. Dopo un incidente in moto, anni di Pilates finiti in stallo e un’ernia operata, non riusciva più a sedersi per terra. Se ti alleni da anni ma il tuo corpo continua a chiudersi, la storia di Tarcisio ti riguarda.

Guarda la storia di Tarcisio · 17 min
La sua storia

Voleva solo tornare al Pilates. Ha trovato tutt’altro.

Tarcisio è di Siracusa, ha 55 anni ed è project manager per un’azienda di software: una professione, dice lui, prevalentemente sedentaria. Alla fine del 2019, dopo anni di Pilates anche a livello avanzato e un incidente in moto, era in stallo: non riusciva più a stare seduto per terra senza dolore. Ha cercato una soluzione online e ha trovato Ale Demaria. Oggi dice di avere una mobilità che non aveva neanche a 30 anni, e si allena con il bilanciere. Ecco com’è andata, con parole sue.

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Prima di Moveinside

Si allenava da una vita, ed era fermo.

Tarcisio ha un rapporto lungo con l’attività fisica, ma lo definisce tormentato e mai del tutto soddisfacente. Alla fine del 2019, dopo tanti anni di Pilates anche a un livello avanzato, si è ritrovato in una condizione che non si aspettava: certe cose non riusciva più a farle. In mezzo c’era stato un incidente in moto, con la moto caduta sul piede e una piccola frattura.

Il corpo non era più tornato come prima. C’erano problemi al ginocchio che non riusciva a risolvere e posizioni che non poteva più assumere senza dolore. Le più banali: stare seduto comodamente, a gambe incrociate, a gambe tese. Sedersi come si siede un bambino. Per lui era frustrante, e per un po’ ha fatto finta che non lo fosse.

E poi c’era una porta chiusa da venticinque anni: nel 1995 era stato operato di ernia del disco, e da allora gli era stato proibito qualsiasi cosa caricasse la schiena. Dopo i 40, anche la forza era uscita dai suoi orizzonti, per precauzione o per paura. Il suo unico obiettivo, a quel punto, era uno: tornare a fare Pilates nelle condizioni migliori.

“Ero arrivato in stallo, in una situazione peggiore di quella da cui ero partito.”

Tarcisio, sull’inizio

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Cosa ha ottenuto

Si è ripreso il pavimento. Poi il bilanciere.

Il primo risultato è tornato dove tutto si era chiuso: per terra. Oggi Tarcisio si siede a terra, sta seduto sulle sue ginocchia, lavora accovacciato a fare lavoretti che prima sarebbero stati spaventosamente faticosi. Erano obiettivi lontani, dice, e adesso non ci pensa neanche più: ci arriva e basta.

Poi è caduta la porta chiusa nel 1995. Nel primissimo Mobility 101 ha imparato a fare il Jefferson curl, cioè a caricare un peso con le gambe tese e srotolare la schiena: proprio lui, che dopo l’operazione all’ernia aveva il divieto assoluto di caricarla. La chiama una scoperta dirompente ed entusiasmante allo stesso tempo.

Dalla mobilità è passato alla forza, con lo stesso metodo: prima il Chin-up Master, poi Forza Organica con un coach. Il risultato: pull-up, chin-up a presa inversa, squat col bilanciere e dips con sovraccarico. Nei video dei suoi inizi non sollevava nemmeno il proprio peso corporeo. E le gambe, dice, sono diventate così solide che nessuna scala, camminata o trekking gli fa più venire il dubbio di farcela.

55 anni
e una mobilità che non aveva a 30
Pull-up
la skill che riteneva inarrivabile

“Ho riacquistato una mobilità che non avevo neanche a 30.”

Tarcisio, oggi

“
Non è un metodo di allenamento: è un modo per ritrovarsi e superare i propri limiti, piano piano, nel tempo.

Tarcisio, a chi è ancora indeciso

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Il metodo che ha applicato

Cosa ha fatto, concretamente.

Niente scorciatoie. Tarcisio ha applicato con costanza alcuni principi semplici del metodo Moveinside, gli stessi dei libri di Ale Demaria.

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Capire come funziona il corpo, prima di allenarlo

La scoperta più grande del primo Mobility 101 non è stato un esercizio: è stato capire la biomeccanica. Con la guida e il metodo giusti, problemi che sembravano insuperabili hanno iniziato a muoversi.

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Riprendersi il pavimento, un target alla volta

Sedersi a terra, stare in ginocchio, lavorare accovacciato: obiettivi concreti e misurabili, non generici. Erano lontani, poi si sono avvicinati, poi sono diventati normali.

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Riaprire quello che sembrava chiuso per sempre

Con un’ernia operata alle spalle, il Jefferson curl sembrava impensabile. È arrivato lo stesso, con la progressione giusta e una guida, e con lui la fiducia nel proprio corpo.

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Dalla mobilità alla forza, con carico progressivo

Stesso approccio della mobilità, applicato ai carichi: prima il Chin-up Master, poi Forza Organica con un coach. Da “la forza non fa per me” a sollevare il proprio peso con sovraccarico.

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Trasformare tutto in abitudini quotidiane

La mobility routine, la pratica interna, quante volte si alza dalla sedia mentre lavora, quante volte al giorno si appende a una sbarra. La skill è solo la punta: sotto ci sono le abitudini.

“
“La fiducia nel proprio corpo è una fiducia che ritorna poi nella vita di tutti i giorni.”

Tarcisio

Prima e dopo

Lo stesso corpo, due età diverse.

✕ Prima di Moveinside
  • ✕Anni di Pilates anche avanzato, poi lo stallo: nessun progresso
  • ✕Dopo l’incidente in moto, ginocchio e piede non erano più tornati
  • ✕Non riusciva a stare seduto a terra, né a gambe incrociate né tese
  • ✕Ernia del disco operata nel 1995: vietato caricare la schiena
  • ✕Dopo i 40 aveva escluso la forza: niente carichi, per paura o precauzione
  • ✕Tutto sembrava lontano e faticoso da raggiungere
✓ Dopo Moveinside
  • ✓Una mobilità che non aveva neanche a 30 anni
  • ✓Sta in ginocchio e lavora accovacciato senza pensarci
  • ✓Torna a sedersi per terra come fa un bambino
  • ✓Fa il Jefferson curl: carica il peso e srotola la schiena
  • ✓Pull-up, chin-up, squat col bilanciere e dips con sovraccarico
  • ✓Scale, camminate e trekking: nessun dubbio di farcela
55 anni
e una mobilità che non aveva a 30
Pull-up
la skill che riteneva inarrivabile
A terra
seduto, in ginocchio, accovacciato
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Domande frequenti

Mobilità e forza dopo i 50: le domande più comuni

Si può recuperare la mobilità dopo i 50 anni?
Sì. Tarcisio ha 55 anni e dice di avere oggi una mobilità che non aveva neanche a 30. La mobilità non è una dote che si perde con l’età: è una qualità che si allena, un grado alla volta, se il lavoro è progressivo e guidato. Il suo primo passo è stato capire come funziona la biomeccanica del corpo, non fare più stretching.
Come allenarsi a 55 anni se si ha un lavoro sedentario?
Tarcisio è project manager per un’azienda di software e passa la giornata al computer. Allenarsi a 55 anni, nel suo caso, non ha significato solo la sessione: conta quante volte si alza e si muove durante il lavoro, la mobility routine quotidiana, la pratica interna e quante volte al giorno si appende a una sbarra. Sono le abitudini a tenere in piedi il risultato, non il singolo allenamento.
Si può tornare ad allenare la forza con un’ernia del disco operata?
Tarcisio è stato operato di ernia del disco nel 1995 e gli era stato proibito qualsiasi carico sulla schiena. Nel percorso è arrivato a fare il Jefferson curl, cioè a caricare un peso con le gambe tese srotolando la schiena, e lo racconta come la scoperta più dirompente del suo percorso. Questa è la sua esperienza personale, non un consiglio medico: ogni situazione clinica va valutata con chi ti segue, e il carico va costruito in progressione con una guida.
Non riesco a sedermi a gambe incrociate: si può migliorare?
Sì. Per Tarcisio stare seduto a terra, a gambe incrociate o a gambe tese, era diventato frustrante al punto da fingere che non fosse un problema. Oggi si siede per terra come fa un bambino, sta in ginocchio e lavora accovacciato. Il pavimento è un obiettivo allenabile: si riconquista con un lavoro mirato su anche, ginocchia e caviglie, non con la forza di volontà.
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