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Storia di Michele (coach)

Moveinside
Caso Studio · Michele R.

Un mal di schiena lo bloccava ogni giorno.
Oggi si muove senza limiti.

Michele studiava il movimento all’università, ma un forte mal di schiena gli impediva anche le cose più semplici. Se convivi con un dolore che non passa, o vuoi imparare a muoverti davvero, la sua storia ti riguarda.

La sua storia

Quattro anni per cambiare il suo rapporto con il corpo.

Michele lavora nel movimento: coach, studi in scienze motorie e osteopatia. Eppure, quando ha conosciuto MoveInside, un forte mal di schiena gli impediva anche le cose più semplici, e sentiva che alla teoria mancava la pratica vissuta sul corpo. Quattro anni dopo, il dolore è un ricordo e il suo corpo fa cose che prima sembravano lontane. Ecco com’è andata, con parole sue.

1
Prima di Moveinside

Tanta teoria, e un corpo che faceva male.

Michele non era a digiuno di movimento, anzi: studiava scienze motorie, aveva iniziato osteopatia e lavorava già come coach. Sulla carta sapeva tante cose.

Eppure il suo corpo raccontava un’altra storia. Un forte mal di schiena lo accompagnava ogni giorno e gli impediva anche i gesti più semplici, costringendolo a rimandare o a interrompere quello che stava facendo.

E poi quella sensazione comune a tanti dopo l’università: tanta teoria, poca pratica vissuta sul proprio corpo, più domande che risposte. Nel 2018, dopo l’ultimo esame, ha deciso di contattare Ale per provare il percorso.

“Avevo un forte mal di schiena che mi impediva anche le cose più semplici.”

Michele, sull’inizio

2
Cosa ha ottenuto

Dal dolore alla libertà di movimento.

La prima sorpresa è arrivata subito: già nelle prime settimane il mal di schiena era praticamente scomparso. Da lì Michele ha dato fiducia piena al percorso, affidandosi al coach Ale Demaria a 360 gradi.

Nel primo anno ha rimesso a posto le fondamenta, ed è passato da un chin-up a un muscle-up. Poi, in tre anni di lavoro sulla mobilità, dal toccare a malapena le ginocchia è arrivato a toccarsi i piedi con la testa. Ha imparato il ponte, il pancake e si è avvicinato alla spaccata.

Ma la conquista più grande non è una singola skill. Dopo sei mesi ha aggiunto la meditazione e la pratica interna, e ha cambiato il modo di vivere ogni allenamento: più calma, più consapevolezza, più sicurezza anche nella vita di tutti i giorni.

Settimane
e il mal di schiena era già sparito
Muscle-up
da un semplice chin-up, in un anno

“Fin dalle prime settimane il mal di schiena era praticamente scomparso.”

Michele, sui primi risultati

“
Mi sono innamorato del processo.

Michele

3
Il metodo che ha applicato

Cosa ha fatto, concretamente.

Niente formule magiche. Michele ha applicato con costanza alcuni principi semplici del metodo Moveinside, gli stessi del libro Corpo Intelligente.

1

Ripartire dalle basi

Il primo anno è stato soprattutto pulizia e fondamenta, quella che Michele chiama l’assicurazione: la costruisci una volta e ti resta a vita. Pazienza all’inizio, valore enorme dopo.

2

Togliere il dolore, subito

Già nelle prime settimane il mal di schiena è praticamente scomparso. Risolvere ciò che bloccava ogni giorno gli ha restituito fiducia e voglia di andare a fondo.

3

Costruire mobilità vera, nel tempo

Dal toccare le ginocchia al toccarsi i piedi con la testa, passando per il ponte, il pancake e l’avvicinarsi alla spaccata. Un pezzo alla volta, senza scorciatoie.

4

Allenare anche l’interno

Dopo sei mesi ha aggiunto la meditazione e la pratica interna: una marcia in più, per vivere ogni allenamento con un’altra consapevolezza e portare calma nella giornata.

5

Innamorarsi del processo

Smettere di rincorrere solo il risultato finale e usare la pratica per crescere come persona. Per Michele è stato il vero ribaltamento, anche quando un obiettivo è arrivato più tardi del previsto.

“
“È stata la decisione di affidarmi ad Ale a dare inizio al mio cambiamento.”

Michele

Prima e dopo

Quattro anni, due modi di stare nel corpo.

✕ Prima di Moveinside
  • ✕Un forte mal di schiena che bloccava anche i gesti semplici
  • ✕Tanta teoria dall’università, ma poca pratica sul corpo
  • ✕Nel piegarsi in avanti arrivava appena alle ginocchia
  • ✕Un overhead squat pessimo, un lontano ricordo
  • ✕Rimandava o interrompeva le attività per il dolore
  • ✕Più domande che risposte sul proprio corpo
✓ Dopo Moveinside
  • ✓Mal di schiena sparito già dalle prime settimane
  • ✓Si tocca i piedi con la testa
  • ✓Ha imparato muscle-up, ponte e pancake
  • ✓Meditazione e pratica interna integrate
  • ✓Più energia, mobilità e sicurezza in sé
  • ✓Ha collegato i puntini anche da professionista
Addio dolore
la sua svolta
Muscle-up
una nuova skill
4 anni
di percorso
Moveinside
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Il metodo che ha cambiato il movimento di Michele parte da una nuova intelligenza del corpo. Il libro di Ale Demaria ti insegna da dove cominciare.

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Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

Si può risolvere il mal di schiena con il movimento?
Spesso sì. Michele aveva un forte mal di schiena che gli impediva anche le cose più semplici. Allenandosi col metodo MoveInside, già nelle prime settimane il dolore era praticamente scomparso. Ogni caso è diverso e va valutato col proprio medico, ma muovere e caricare bene il corpo, invece di proteggerlo, spesso cambia tutto.
In quanto tempo si vedono i risultati?
I primi miglioramenti arrivano presto: per Michele il mal di schiena è sparito nelle prime settimane. Le abilità più avanzate si costruiscono nel tempo: in circa un anno è passato dal chin-up al muscle-up, e in tre anni dal toccare le ginocchia al toccarsi i piedi con la testa.
Quanto bisogna allenarsi ogni giorno?
In media circa 30 minuti al giorno. All’inizio ogni persona fa un’analisi personalizzata con il coach, per individuare il tempo e il tipo di allenamento migliore per sé, in base al proprio livello e ai propri obiettivi.
Funziona anche se sono già un professionista del movimento?
Sì. Michele studiava scienze motorie e osteopatia ed era già coach, eppure col metodo MoveInside ha trovato la pratica vissuta sul corpo che all’università mancava, collegando finalmente tutti i pezzi. Anche chi lavora nel settore trova un modello con cui vivere il movimento e crescere.
Devo già essere flessibile o allenato per iniziare?
No. All’inizio Michele nel piegarsi in avanti arrivava appena alle ginocchia e aveva un overhead squat pessimo. Si parte dal proprio livello reale e si progredisce un passo alla volta: col tempo è arrivato a toccarsi i piedi con la testa.

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