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Storia di Luca

Moveinside
Caso Studio · Luca

Non credeva di poter diventare flessibile da adulto.
Oggi fa la spaccata.

Luca veniva dalla kickboxing agonistica, convinto che da adulti non si potesse più diventare flessibili. Se pensi che certe cose “non siano per te”, o vuoi muoverti con più libertà, la sua storia ti riguarda.

La sua storia

Da una convinzione che lo bloccava, a una nuova libertà.

Luca Ratti oggi è coach di MoveInside, ma è arrivato come studente. Veniva dalla kickboxing agonistica e, soprattutto, era convinto che da adulti non si potesse più diventare flessibili. Ha scoperto MoveInside durante la pandemia, quasi per caso su Instagram. Col tempo è arrivato a fare cose che credeva impossibili, e si muove con tutta un’altra libertà. Ecco com’è andata, con parole sue.

1
Prima di Moveinside

Un kickboxer convinto di non poter diventare flessibile.

Luca arrivava dalla kickboxing, vissuta in modo agonistico: tutto focalizzato sugli incontri e sulla performance. Aveva anche studiato scienze motorie e provato altri corsi, online e dal vivo, che però non gli calzavano.

Quello che proponeva MoveInside, invece, risuonava con ciò che sognava: diventare flessibile, muoversi come un gatto, come una scimmia, saltare come una rana.

C’era però una grande convinzione a frenarlo: da adulto, pensava, flessibili non si diventa. Non ci credeva. A dargli una spinta sono state le storie e le foto di altri come lui: se ci erano riusciti loro, poteva provarci anche lui.

“Avevo quella grande convinzione di non poter diventare flessibile da adulto.”

Luca, sull’inizio

2
Cosa ha ottenuto

La spaccata, e poi molto oltre.

Il percorso è partito dalla flessibilità, dal trovare più spazio nel corpo. I primi segnali erano oggettivi: le gambe più tese, la mano sempre più vicina al pavimento, i centimetri che si contavano. E poi è arrivata la spaccata. “Non ci ho creduto finché non ce l’ho fatta”, dice.

Da lì, una cosa dopo l’altra, con il coach Ale Demaria: il muscle-up (uno dei primi obiettivi), la verticale, la giocoleria, il lavoro a terra e il controllo del corpo, dove prima si sentiva goffo.

Ma il cambiamento più grande è nel rapporto con i limiti: i punti deboli, da cui prima scappava, sono diventati “fammi vedere dov’è il prossimo”. Non per conquistarli, ma per curiosità, per sciogliere un altro strato e sentirsi più libero, dentro e fuori.

Spaccata
da chi non credeva nella flessibilità
Più libero
nel corpo e nella testa

“Non ci ho creduto finché non ce l’ho fatta.”

Luca, sulla spaccata

“
Quello che prima era un problema, oggi è normalità.

Luca

3
Il metodo che ha applicato

Cosa ha fatto, concretamente.

Niente formule magiche. Luca ha applicato con costanza alcuni principi semplici del metodo Moveinside, gli stessi del libro Corpo Intelligente.

1

Togliere il limite più grande

All’inizio si lavora su quella che il metodo chiama l’assicurazione: il limite più grande, che spesso è un dolore o una rigidità. Per Luca era la convinzione di non poter diventare flessibile.

2

Misurare i progressi, nero su bianco

Gambe più tese, mani più vicine al pavimento, centimetri che si contano. Vedere il cambiamento in modo oggettivo ha sciolto i dubbi di chi non ci credeva.

3

Espandere il vocabolario di movimento

Dalla flessibilità al muscle-up, alla verticale, alla giocoleria, al lavoro a terra. Niente etichette (yoga, CrossFit, calisthenics): una cultura di movimento personale.

4

Cambiare rapporto con i limiti

Invece di scappare dai punti deboli, andarli a cercare con curiosità: “fammi vedere dov’è il prossimo”, per sciogliere un altro strato e sentirsi più liberi.

5

Allenare anche la mente

Meno rumore, più tranquillità. Il problema smette di essere protagonista: non una resa, ma affrontare le cose con un “fammi vedere come posso fare”.

“
“Ogni strato che sciogli ti rende più libero di essere te stesso.”

Luca

Prima e dopo

Due modi di stare nel corpo e nella testa.

✕ Prima di Moveinside
  • ✕Kickboxing agonistica, tutto sulla performance
  • ✕Convinto che da adulto non si diventi flessibili
  • ✕Altri corsi provati che non gli calzavano
  • ✕Goffo nel controllo e nel lavoro a terra
  • ✕Tanto “rumore” in testa, il problema da protagonista
  • ✕La corsa vissuta come una cosa stremante, da subire
✓ Dopo Moveinside
  • ✓La spaccata, da chi non ci credeva
  • ✓Muscle-up, verticale, giocoleria, lavoro a terra
  • ✓Cerca i propri limiti per curiosità, non li evita
  • ✓Una nuova libertà di movimento e di espressione
  • ✓Una vita più leggera, meno rumore in testa
  • ✓Oggi è coach di MoveInside
Spaccata
da chi non ci credeva
Più libero
dentro e fuori
Oggi coach
di MoveInside
Moveinside
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Il percorso che ha trasformato il movimento e la vita di Luca parte da una nuova intelligenza del corpo. Il libro di Ale Demaria ti insegna da dove cominciare.

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Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

Si può diventare flessibili da adulti?
Sì. Luca era convinto di no, eppure partendo da adulto è arrivato alla spaccata. I progressi sono oggettivi e misurabili: gambe più tese, mani sempre più vicine al pavimento, centimetro dopo centimetro. La flessibilità si costruisce a qualsiasi età, con il lavoro giusto.
Si può fare la spaccata da adulto, anche partendo rigidi?
Sì. Luca veniva dalla kickboxing, si sentiva rigido e non credeva fosse possibile, fino a quando non l’ha fatta. Si parte dal proprio livello reale e si progredisce un passo alla volta, misurando i centimetri che si guadagnano.
Quanto bisogna allenarsi ogni giorno?
In media circa 30 minuti al giorno. All’inizio ogni persona fa un’analisi personalizzata con il coach, per individuare il tempo e il tipo di allenamento migliore per sé, in base al proprio livello e ai propri obiettivi.
Che disciplina è MoveInside, yoga, calisthenics o CrossFit?
Nessuna di queste. MoveInside esce dalle etichette: si sviluppa una cultura di movimento personale, prendendo il meglio di flessibilità, forza, verticale, coordinazione e altro, per una vera libertà di movimento. Luca è partito dalla flessibilità e ha poi esplorato muscle-up, verticale, giocoleria e lavoro a terra.
Conta solo l’allenamento fisico o anche la mente?
Contano entrambi. Per Luca è cambiato il rapporto con i problemi: meno rumore mentale, più tranquillità, e i limiti affrontati con curiosità invece che con frustrazione. È il mix di corpo e mente a fare la differenza.

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