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Volevo raggiungere la spaccata e poi ho ottenuto molto di più

Moveinside
Caso Studio · Luca S.

Volevo raggiungere la spaccata
e poi ho ottenuto molto di più

Luca è fisioterapista ed ex pattinatore artistico: è entrato in MoveInside per recuperare la mobilità. Se vuoi muoverti meglio, ma senti che c’è dell’altro da sciogliere, la sua storia ti riguarda.

La sua storia

Cercava la mobilità. Ha trovato anche se stesso.

Luca è fisioterapista e ha praticato quasi vent’anni di pattinaggio artistico. È arrivato a MoveInside nell’estate del 2022, prima su Instagram e poi sul canale, cercando un modo diverso di allenare la mobilità. Si è iscritto nell’ottobre del 2023, e in quasi due anni è arrivato a movimenti che non immaginava. Ma soprattutto è cambiato il suo modo di stare con se stesso. Ecco com’è andata, con parole sue.

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Prima di Moveinside

Una mobilità persa, e un mondo interiore ignorato.

Luca veniva da quasi vent’anni di pattinaggio artistico, uno sport che chiede mobilità avanzata. Da bambino era sempre stato più sciolto della media, ma nell’adolescenza quella mobilità era calata in modo netto. Voleva recuperarla, e renderla di nuovo utile nel suo sport.

Nel frattempo era diventato fisioterapista. Cercava strumenti pratici per la sua professione e una prospettiva più ampia di quella vista all’università. Il modo in cui MoveInside allenava la mobilità lo intrigava da tempo: aveva letto il libro, e gli aveva lasciato un sacco di spunti.

C’era poi qualcosa che ancora non sapeva spiegare. Il mondo interiore, semplicemente, non sapeva cosa fosse: lo ignorava. Prendeva le decisioni con lunghi ragionamenti, spesso sofferti, guidato più dalla paura del giudizio che da quello che sentiva davvero.

“Il mondo interiore non sapevo quasi cosa fosse, lo ignoravo completamente.”

Luca, sull’inizio

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Cosa ha ottenuto

La spaccata, la forza, e una testa nuova.

I primi risultati sono arrivati sulla mobilità, con il programma Super Range, partendo dagli elementi in cui era più carente: il pancake e il ponte toracico. Vedeva il petto e il mento avvicinarsi a terra, si sentiva più sciolto, senza più bisogno di riscaldamenti lunghi per essere pronto.

Dopo i primi sei mesi ha integrato la forza, affiancato dal coach Tommy: esercizi che non avrebbe mai immaginato, a partire dalle trazioni alla sbarra. È arrivata anche la spaccata sagittale, uno degli obiettivi che si era posto all’inizio. Più agile, più coordinato, meno impacciato.

Ma il cambiamento più grande è dentro. Con la pratica interna ha imparato ad ascoltarsi, a fidarsi delle proprie sensazioni invece di reprimerle, e a fare scelte che sente davvero sue. Persino le relazioni sono cambiate: le persone affini si avvicinano quasi senza sforzo. “Quasi non mi riconosco”, dice.

Spaccata
sagittale, ritrovata da adulto
Più autentico
nelle scelte e nelle relazioni

“Ho imparato a fidarmi di quello che sento, non di quello che frulla in testa.”

Luca, sul cambiamento

“
Quando impari ad ascoltarti dentro, inizi ad ascoltare meglio anche fuori.

Luca

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Il metodo che ha applicato

Cosa ha fatto, concretamente.

Niente formule magiche. Luca ha applicato con costanza alcuni principi del metodo Moveinside, gli stessi del libro Corpo Intelligente, affiancato dal suo coach.

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Partire dagli anelli deboli

All’inizio si lavora sugli elementi più carenti. Per Luca erano il pancake e il ponte toracico: da lì, con il programma Super Range, è ripartita la mobilità di anche, dorso e spalle.

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Misurare i progressi reali

Il petto e il mento che si avvicinano a terra, i centimetri guadagnati. Vedere il cambiamento in modo concreto dà fiducia e fa capire che il lavoro sta funzionando.

3

Allargare il vocabolario di movimento

Dopo i primi sei mesi di mobilità è arrivata la forza: trazioni e forza organica di tutto il corpo, fino alla spaccata sagittale. Nessuna etichetta, una cultura di movimento personale.

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Aggiungere la pratica interna

Una sorta di meditazione: ascoltare com’è fatto il corpo e il suo linguaggio, da cui quasi tutti siamo sconnessi. È la chiave che ha cambiato il rapporto di Luca con se stesso.

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Essere seguiti da un coach

Una guida che il percorso l’ha già fatto. Per Luca è stato il coach Tommy: presente per ogni dubbio, dagli esercizi alla pratica interna, e una fonte di fiducia cresciuta nel tempo.

“
“Quello che si vede da fuori è solo la punta dell’iceberg. Dentro, cambia tutto.”

Luca

Prima e dopo

Due modi di stare nel corpo e nella testa.

✕ Prima di Moveinside
  • ✕Mobilità persa dall’adolescenza
  • ✕Forza tutta da costruire, le trazioni impensabili
  • ✕Mondo interiore ignorato, non sapeva ascoltarsi
  • ✕Scelte guidate dalla paura del giudizio
  • ✕Terrorizzato dal confronto e dalle situazioni nuove
  • ✕Sensazioni represse quasi del tutto
✓ Dopo Moveinside
  • ✓Mobilità ritrovata: pancake, ponte, spaccata sagittale
  • ✓Forza nuova: trazioni e forza organica di tutto il corpo
  • ✓La pratica interna: ha imparato ad ascoltarsi
  • ✓Sceglie da ciò che sente, non dalla paura
  • ✓Le persone affini si avvicinano quasi da sole
  • ✓Più autentico: “quasi non mi riconosco”
Spaccata
sagittale, da adulto
Trazioni
forza prima impensabile
Più libero
nel corpo e nella testa
Moveinside
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Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

Si può recuperare la mobilità da adulti, anche se è calata negli anni?
Sì. Luca aveva perso gran parte della mobilità dall’adolescenza e l’ha ricostruita da adulto, partendo dagli elementi più carenti come il pancake e il ponte toracico. Si riparte dal proprio livello reale e si progredisce un passo alla volta, fino a traguardi come la spaccata sagittale.
Cos’è la pratica interna di cui si parla?
È una sorta di meditazione, anche se a MoveInside preferiscono non chiamarla così: significa imparare ad ascoltare com’è fatto il corpo e il suo linguaggio, da cui la maggior parte di noi è sconnessa. Per Luca è stata la chiave del cambiamento più profondo, dentro e fuori.
L’altezza o la rigidità sono un limite per iniziare?
No. Luca è alto 1,90, un’altezza che molti userebbero come scusa, eppure è arrivato alla spaccata sagittale. Si lavora tranquillamente a qualsiasi statura e da qualsiasi punto di partenza: l’altezza, come l’età, è solo una scusa.
Quanto è importante avere un coach nel percorso?
Molto. Ogni studente è seguito da un coach che il percorso l’ha già fatto. Per Luca è stato il coach Tommy: presente per ogni dubbio, dagli esercizi alla pratica interna, e una fonte di fiducia cresciuta nel tempo.
Va bene anche per chi si allena o lavora già nel movimento?
Sì. Luca è fisioterapista ed ex pattinatore artistico agonistico: cercava strumenti pratici per la sua professione e una prospettiva più ampia di quella vista all’università. Ha trovato entrambe, e molto altro sul piano personale.

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