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Le ginocchia le facevano male a ogni squat. Oggi Katia solleva più del suo peso

Moveinside
Caso Studio · Katia

Le ginocchia le facevano male a ogni squat. Oggi Katia solleva più del suo peso

Danzatrice, sarda, entrata nel percorso a 21 anni con le ginocchia che facevano male sotto carico e il perfezionismo addosso. Se ti blocchi prima di provare, per paura di sbagliare o di essere giudicata, la storia di Katia ti riguarda.

Guarda la storia di Katia · 11 min
La sua storia

Ha iniziato a 21 anni. Senza sapere dove trovare i soldi.

Katia è una danzatrice sarda. Quando entra in Moveinside ha 21 anni, le ginocchia che protestano appena mette carico e una convinzione che pesa più del bilanciere: la paura di essere giudicata. Oggi ne ha 24, squatta e stacca 65 kg, fa il ponte drop back, la ruota e sta costruendo la verticale. Ma la cosa che ripete di più non riguarda i numeri: riguarda come si tratta. Ecco com’è andata, con parole sue.

1
Prima di Moveinside

Ginocchia che facevano male e la paura di sbagliare davanti agli altri.

Katia arriva dalla danza. Segue Ale Demaria su Instagram da tempo, ma da lontano. Poi, per caso, esce il suo libro. Lo compra d’istinto: “mamma mia, mi si è aperto un mondo”. Dentro trova una parola per una cosa che sentiva da sempre senza saperla nominare: il generalismo, cioè unire mente e corpo restando fedele al proprio ritmo.

Il corpo, però, la frena. Gli squat le danno fastidio alle ginocchia: all’inizio del percorso carica pochissimo, il minimo, roba molto easy. E c’è una paura che pesa anche di più: quella di cadere. Anche solo una ruota le sembra impensabile.

Sotto, il vero blocco: il perfezionismo e la paura del giudizio. Nel primo messaggio con cui si presenta al gruppo scrive che il suo obiettivo è la libertà di esprimersi. Non una skill: la libertà. E quando decide di iniziare non ha nemmeno i soldi pronti: “ho iniziato che non sapevo neanche dove trovarli”.

“Anche solo fare una ruota per me era impensabile: avevo una paura matta. Sono cresciuta con tanta insicurezza.”

Katia, sull’inizio

2
Cosa ha ottenuto

Ponte, ruota, verticale. E 65 kg su squat e stacco.

Le ginocchia sono state il primo cantiere. Con il coach Tommaso Laganà il lavoro parte dal rinforzo dell’articolazione, non dal carico. Poi il carico sale, un passo alla volta. Oggi Katia squatta e stacca 65 kg, cioè più del suo peso corporeo. Le sue parole sulle ginocchia di prima: “se ci penso adesso, impensabile”.

Sul resto ha smontato una paura alla volta. È arrivata al ponte drop back, alla ruota che riteneva fuori portata, all’acrobatica leggera (“un sogno che si avverava”) e sta costruendo la verticale. Nel mezzo: giocoleria, parkour, trazioni, flessibilità e forza. Non una disciplina: un vocabolario di movimento che si allarga.

Il cambiamento più grande, però, lo nomina lei senza esitare: imparare a godersi il processo. Meno inseguimento, meno “oddio devo fare”, più presenza in quello che sta facendo. E una conseguenza che si vede fuori dalla palestra: si tratta molto più gentilmente, si apre agli altri con più naturalezza ed è meno rigida anche negli obiettivi.

65 kg
squat e stacco, da ginocchia che facevano male
Ponte e ruota
i movimenti che riteneva impensabili

I dati della storia di Katia, con le fonti

Numeri detti da Katia nell’intervista e riferimenti scientifici sul rapporto fra carico e ginocchia.

VoceDatoFonte
Età di ingresso nel percorso21 anni (oggi ne ha 24)Intervista video, MoveInside
Squat e stacco oggi65 kg entrambi, sopra il suo peso corporeoIntervista video, MoveInside
Punto di partenza sulle ginocchiacarichi minimi negli squat per fastidio alle ginocchiaIntervista video, MoveInside
Esercizio e dolore femoro-rotuleol’esercizio terapeutico è raccomandato come cardine del trattamentoCollins et al., Br J Sports Med, 2018
Profondità dello squat e ginocchiocon tecnica e progressione adeguate lo squat profondo non risulta dannoso; la pressione retropatellare massima è intorno ai 90 gradiHartmann et al., Sports Med, 2013
Altri casi con dolore al ginocchiopercorso documentato di Diletta, da dolore al ginocchio al ritorno in campoCaso studio Moveinside

Dati verificati a settembre 2026. Fonti linkate in tabella. I risultati raccontati sono individuali e non costituiscono una promessa di risultato: dipendono da punto di partenza, storia clinica e costanza.

“Meno rigida nel corpo, meno rigida fuori.”

Katia, oggi

“
Si può fare tutto. Appena ti apri al percorso, ti si apre letteralmente un mondo.

Katia, a chi è indeciso se iniziare

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Il metodo che ha applicato

Cosa ha fatto, concretamente.

Nessuna scorciatoia e nessun atto di coraggio. Cinque principi del metodo Moveinside, applicati con costanza insieme al coach Tommaso Laganà.

1

Partire da dove fa male, non da dove fa figura

Prima il rinforzo delle ginocchia, poi il carico. È anche quello che dicono le linee guida internazionali sul dolore femoro-rotuleo: l’esercizio terapeutico è il cardine del trattamento, non il riposo.

2

Caricare per gradi, senza saltare passaggi

Katia è passata da carichi minimi a 65 kg. Il problema quasi mai è il peso o la profondità: è andare troppo in fretta rispetto a quanto il corpo sa reggere in quel momento.

3

Allargare il vocabolario, non specializzarsi

È il generalismo che l’ha convinta a iniziare: giocoleria, parkour, acrobatica leggera, verticale, forza e flessibilità nello stesso percorso. Il corpo impara a imparare, invece di ripetere sempre lo stesso gesto.

4

Trattare la paura come si tratta un movimento

La paura di cadere non si vince con la forza di volontà: si smonta per gradi. Prima la ruota, poi il ponte drop back, poi la verticale. Ogni passo è una prova che il corpo raccoglie contro la propria insicurezza.

5

Godersi il processo, invece di inseguire il risultato

È il cambiamento che Katia mette al primo posto, prima di ogni skill. Meno “devo”, più presenza: e paradossalmente è così che i risultati sono arrivati, anche quelli che sembravano impossibili.

“
“Lo farei altre mille volte. Credo sia la scelta più potente, più bella, più libera che abbia mai fatto.”

Katia

Prima e dopo

Da 21 a 24 anni, due modi di stare nel corpo.

✕ Prima di Moveinside
  • ✕Ginocchia che facevano male: negli squat caricava il minimo
  • ✕Una “paura matta” di cadere: la ruota era impensabile
  • ✕Perfezionismo e paura del giudizio prima di ogni tentativo
  • ✕Un solo linguaggio di movimento: la danza
  • ✕Rincorreva i risultati: “oddio, devo fare”
  • ✕“Ho iniziato che non sapevo neanche dove trovare i soldi”
✓ Dopo Moveinside
  • ✓Squat e stacco a 65 kg, sopra il suo peso corporeo
  • ✓Ruota, ponte drop back e acrobatica leggera
  • ✓Si tratta molto più gentilmente e si apre agli altri
  • ✓Giocoleria, parkour, verticale: un corpo generalista
  • ✓Ha imparato a godersi il processo, con presenza
  • ✓Oggi prosegue con la formazione Moveinside
Una nota onesta

Questa è l’esperienza di una persona, non una promessa di risultato: tempi e progressi cambiano in base al punto di partenza, alla storia clinica e alla costanza. Se il tuo dolore al ginocchio è acuto, notturno, con gonfiore o segue un trauma, il primo passo è una valutazione medica, non un programma di allenamento. Il percorso Moveinside non sostituisce diagnosi o terapie: lavora sul movimento e sulla capacità di carico, in accordo con chi ti segue.

21 anni
l’età in cui si è buttata
65 kg
squat e stacco oggi
Ponte e ruota
da “impensabili” a fatti
Moveinside
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Parti dai libri di Ale Demaria

Anche Katia è partita da un libro: lì ha trovato il nome di quello che cercava. Due porte d’ingresso al metodo, a qualsiasi età.

Il nuovo libro
L’ultimo programma

55 abitudini per riconnettersi al corpo e massimizzare la salute.

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Domande frequenti

Ginocchia, carico e paura: le domande più comuni

Si può fare squat con il dolore alle ginocchia?
Spesso sì, ma partendo dal carico giusto. Katia all’inizio del percorso caricava pochissimo, perché gli squat le davano fastidio alle ginocchia: il lavoro è partito dal rinforzo dell’articolazione, poi il carico è salito fino a 65 kg. Le linee guida internazionali sul dolore femoro-rotuleo indicano proprio l’esercizio come cardine del trattamento (consensus 2018, British Journal of Sports Medicine). Se il dolore è acuto, notturno o segue un trauma, prima serve una valutazione medica.
Caricare in profondità rovina le ginocchia?
La revisione di Hartmann e colleghi (Sports Medicine, 2013) mostra che lo squat profondo, eseguito con tecnica e progressione adeguate, non aumenta di per sé il rischio per le strutture del ginocchio, e che la pressione retropatellare più alta si registra intorno ai 90 gradi. Il problema quasi mai è la profondità: è passare da zero a troppo, senza costruire prima la capacità di carico.
Come si supera la paura di cadere nella verticale o nella ruota?
Con esposizione graduale e progressioni, non con il coraggio. Katia aveva “una paura matta” e considerava impensabile anche solo fare una ruota: è arrivata alla ruota, al ponte drop back e all’acrobatica leggera lavorando per gradi, in un ambiente dove sbagliare non veniva giudicato. La paura si scioglie quando il corpo raccoglie prove di essere in grado.
Serve già essere sportivi o danzatori per iniziare?
No. Katia veniva dalla danza, quindi con una base di movimento, ma con ginocchia doloranti sotto carico, poca forza e molta insicurezza: le sue parole sono “sono cresciuta con tanta insicurezza”. Il percorso parte dal punto in cui sei: tra gli altri casi studio ci sono persone sedentarie, over 50 e over 80.
Cos’è l’approccio generalista di Moveinside?
Invece di specializzarsi in una sola disciplina, si allena l’essere umano completo: forza, flessibilità, verticali e nel tempo giocoleria, parkour e acrobatica leggera. Katia ha trovato questo concetto nel libro Corpo Intelligente di Ale Demaria ed è il motivo per cui ha deciso di iniziare: dare un nome a quello che cercava, unire mente e corpo restando fedele al proprio ritmo.
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