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Protrusione L5 S1 e osteoporosi: avevo paura di farmi male, oggi sono libera!

Moveinside
Caso Studio · Giulia

Protrusione L5 S1 e osteoporosi: avevo paura di farmi male, oggi sono libera!

Insegnante di yoga, con una protrusione L5-S1 e un’osteoporosi scoperta lungo il percorso. Nonostante insegnasse inversioni aeree, la paura di farsi male la frenava. Se convivi con un problema alla colonna e la paura di muoverti ti blocca, la storia di Giulia ti riguarda.

Guarda la storia di Giulia · 15 min
La sua storia

Quasi due anni per smettere di avere paura del proprio corpo.

Giulia insegna yoga a Roma: consapevolezza corporea, discipline aeree, breathwork. Eppure conviveva con paure che la frenavano e con problemi alla schiena e alla cervicale. Dopo aver letto Corpo Intelligente ha contattato Moveinside a settembre 2024. Lungo il percorso ha anche scoperto di avere un’osteoporosi. Oggi si muove libera e senza paura. Ecco com’è andata, con parole sue.

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Prima di Moveinside

Insegnava, ma era la prima ad avere paura.

Giulia non è una principiante del movimento. Insegna yoga, inversioni aeree, breathwork, e si è sempre considerata prima un’allieva che un’insegnante. Ma porta con sé, da sempre, problemi alla schiena e alla cervicale, e qualche incidente da giovane. Una protrusione L5-S1 le dava una sensazione di debolezza, non proprio dolore, e limiti funzionali nella zona lombare e nel collo.

Il punto vero, però, erano le paure. Nonostante insegnasse pratiche avanzate, era la prima a essere conservatrice, quasi allarmista: se hai questo aspetta, senti l’osteopata, senti il fisioterapista. Un atteggiamento che la limitava e che, senza volerlo, rischiava di trasmettere.

Poi ha conosciuto Ale Demaria: un ragazzo giovane che aveva attraversato una condizione fisica vicina a quella del marito. Ha letto Corpo Intelligente e ha pensato: questo si avvicina davvero a ciò in cui credo. Così ha deciso: voglio sentirmi di più, voglio andare oltre queste paure.

“Voglio sentirmi di più. Voglio andare oltre queste paure.”

Giulia, all’inizio

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Cosa ha ottenuto

La colonna che può andare, e la paura che non comanda più.

Oggi Giulia si muove libera. Le paure non sono sparite, dice chiaramente che ci sono ancora, ma sono cambiate: adesso le sente e va oltre, le esplora. Quel senso di esplorazione, racconta, è enorme. Ha guadagnato molta più propriocezione e interocezione: si sente molto di più.

Lungo il percorso ha scoperto di avere un’osteoporosi importante. Non la spaventa. Sente il suo corpo stare bene, sta attenta all’alimentazione e va dove il corpo può andare. Soprattutto, ha smesso di identificarsi con la sua condizione fisica: si identifica nella sua interezza, non in una diagnosi.

Il cambiamento più grande è la fiducia. Si sveglia grata, sta bene, e questo si riflette anche nel suo insegnamento: non ha più timore di dire “anch’io ho una protrusione”. Le persone si fidano di più, perché sentono che non è fuffa, è autenticità.

Quasi 2 anni
di percorso, da settembre 2024
Verticale
a testa in giù sulla terraferma, che credeva impossibile

“Non mi identifico in quella condizione fisica, ma nella mia interezza.”

Giulia, oggi

“
Il corpo siamo noi. Il corpo sei tu. Andare oltre ciò che la mente dice che ti limita.

Il cuore del percorso di Giulia

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Il metodo che ha applicato

Cosa ha fatto, concretamente.

Niente formule magiche. Giulia ha applicato con costanza alcuni principi del metodo Moveinside, gli stessi del libro Corpo Intelligente di Ale Demaria, con la guida diretta di Fabio.

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Sentire il corpo, prima di proteggerlo

Invece di fermarsi al primo “aspetta, senti l’osteopata”, Giulia ha imparato ad ascoltare il corpo e a capire dove può andare davvero. La consapevolezza al posto dell’allarme.

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Andare oltre la paura, non eliminarla

Le paure restano, ma smettono di comandare. Giulia le riconosce, le osserva, le esplora e passa dall’altra parte. Così è arrivata persino alla verticale sulla terraferma.

3

Costruire autonomia con gli strumenti giusti

Con la guida di Fabio ha imparato a gestirsi da sola. Una guida che non crea dipendenza, ma ti rende autonoma: gli strumenti restano tuoi.

4

Integrare poche abitudini, tutti i giorni

Appendersi alla sbarra ogni mattina, la doccia fredda, stare seduta a terra. Piccole abitudini sane che mantengono la colonna aperta e il corpo pronto.

5

Allenare propriocezione e interocezione

L’obiettivo di partenza era proprio questo: sentirsi di più. Più percezione del corpo nello spazio e dentro di sé, per muoversi con fiducia invece che con paura.

“
“Continuare a imparare è fondamentale, fino a che non creperò.”

Giulia

Prima e dopo

Due modi di stare nel proprio corpo.

✕ Prima di Moveinside
  • ✕Insegnava yoga e inversioni aeree, ma era frenata dalle proprie paure
  • ✕Protrusione L5-S1: sensazione di debolezza e limiti funzionali a schiena e collo
  • ✕Conservatrice, quasi allarmista: “se hai questo, aspetta, senti l’osteopata”
  • ✕Si identificava con la sua condizione fisica
  • ✕Cercava di sentirsi di più: voleva propriocezione e interocezione
  • ✕Non si aspettava di poter arrivare a certe cose, come la verticale
✓ Dopo Moveinside
  • ✓Le paure restano, ma le esplora e va oltre: si muove libera
  • ✓“La mia colonna può andare”: più apertura, estensione e anche più aperte
  • ✓Convive con un’osteoporosi senza paura, sente il corpo stare bene
  • ✓Si identifica nella sua interezza, non in una diagnosi
  • ✓Molta più propriocezione e interocezione: si sente molto di più
  • ✓Verticale a testa in giù sulla terraferma, e voglia di esplorare ogni giorno
Quasi 2 anni
di percorso, da settembre 2024
Senza paura
convive con protrusione e osteoporosi
Verticale
a testa in giù, che credeva impossibile
Moveinside
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Parti dai libri di Ale Demaria

Giulia è arrivata a Moveinside proprio dopo aver letto Corpo Intelligente. È il punto di partenza: la nuova intelligenza del corpo da cui nasce tutto, a qualsiasi età.

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Domande frequenti

Protrusione, osteoporosi e paura di muoversi: le domande più comuni

Si può fare attività fisica con una protrusione lombare L5-S1?
Sì, con la guida giusta. Giulia conviveva con una protrusione L5-S1, una sensazione di debolezza e la paura di farsi male. Ha imparato ad ascoltare il corpo e a capire dove può andare davvero, e oggi si muove libera, con una colonna più aperta. Non si tratta di forzare, ma di recuperare consapevolezza e mobilità un passo alla volta.
Ci si può muovere e allenare con l’osteoporosi?
Giulia ha scoperto di avere un’osteoporosi lungo il percorso e non l’ha vissuta come uno stop. Sente il suo corpo stare bene, sta attenta all’alimentazione e va dove il corpo può andare. Il movimento consapevole e guidato è diventato parte della sua libertà, non un rischio. Con osteoporosi ha comunque senso muoversi con la guida di un professionista che tara il lavoro su di te.
Come si supera la paura di muoversi e di farsi male?
Non eliminando la paura, ma imparando ad andarci oltre. Giulia dice che le paure ci sono ancora, ma adesso le riconosce, le osserva e le esplora, invece di lasciarsene bloccare. È così che è arrivata persino alla verticale a testa in giù sulla terraferma, una cosa che non pensava di poter fare.
Serve essere già allenati o insegnanti per iniziare?
No. Giulia era già insegnante di yoga e discipline aeree, eppure aveva paure e limiti funzionali. Il percorso Moveinside parte da dove sei: il valore non è quanto sai fare, ma imparare a sentire il tuo corpo e a guidarti da solo, a qualsiasi livello.
Come si inizia un percorso Moveinside?
Se già segui Ale Demaria e senti che è il tuo momento, puoi candidarti al percorso. Se parti da zero, il punto di partenza è il libro Corpo Intelligente, lo stesso che ha portato Giulia a Moveinside: ti insegna la nuova intelligenza del corpo da cui parte tutto, a qualsiasi età.
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