Affrontare il senso di insoddisfazione per la propria vita è una sfida che molti di noi incontrano nel corso del tempo.

È una sensazione che può emergere improvvisamente o costruirsi nel tempo, spesso portandoci a mettere in discussione le nostre scelte, il nostro percorso e il senso di soddisfazione personale.

L’insoddisfazione può essere vista come un campanello d’allarme che ci segnala l’importanza di riallineare le nostre azioni e desideri con i nostri valori e obiettivi più profondi.

La prima cosa da fare quando l’insoddisfazione ci assale

Immagina di svegliarti un mattino invaso da un senso di vuoto e insoddisfazione.Non è la prima volta che ti senti così, ma oggi decide di affrontare questo sentimento anziché ignorarlo.O magari oggi ti peso più degli altri giorni, rendendoti difficile fare cose normali come andare a lavoro.Forse, come molti, hai cercato sollievo in distrazioni temporanee o hai provato a soffocare questi sentimenti.
La prima cosa da fare in questi momenti è fermarsi e trasformare questo senso di profonda insoddisfazione in una guida, non in un nemico.
L’insoddisfazione spesso si manifesta attraverso sentimenti di angoscia, demotivazione e persino attraverso sintomi fisici.È come se la nostra anima, o se vuoi la parte più vera di noi stessi, cercasse di comunicarci che siamo fuori rotta, che stiamo negando parte di noi stessi o che semplicemente ci stiamo muovendo in una direzione che non rispecchia chi siamo o ciò che desideriamo veramente dalla vita.

Senso di insoddisfazione: le domande da porsi per capire

Quando il senso di insoddisfazione ci assale, quindi, la prima cosa da fare è fermarci e chiederci:

  • Cosa non mi soddisfa?
  • Perché quella cosa che ho sempre fatto ora non mi soddisfa più?
  • E’ perché sono sempre alla ricerca di cose nuove, guidato dal bisogno di avere sempre di più?
  • Oppure davvero sto rinnegando una parte importante di me stesso o uno dei miei valori?
  • Nel primo caso, come posso disintossicarmi dalla dopamina responsabile di farmi desiderare sempre di più, sempre la novità, sempre la prossima cosa?
  • Nel secondo caso, quali valori sto rinnegando e come possono invece cambiare me stesso e la mia vita per tornare ad essere la versione più vera di me?

In ogni caso, il senso di insoddisfazione della propria vita deriva proprio dalla distanza tra il ruolo che ricopriamo e chi siamo veramente, tra le sovrastrutture che ci portiamo addosso e la versione più vera di noi stessi.

E’ evidente quindi che il lavoro da fare non è quello di aggiungere, ma quello di togliere, per arrivare proprio alla versione più onesta (onesta prima di tutto con noi stessi) di noi.

Il ruolo della mente nel senso di insoddisfazione per la propria vita

Sorprendentemente, ma neanche troppo, la nostra mente gioca un ruolo cruciale nell’alimentare l’insoddisfazione. Questo perché la mente filtra il modo in cui interpretiamo la realtà, ma soprattutto le storie che ci raccontiamo su noi stessi, le nostre vite e le nostre capacità, che possono amplificare o addirittura creare sentimenti di insoddisfazione.
Questi “racconti interni” possono radicarsi in credenze limitanti, paura del giudizio, timore del fallimento o semplicemente nella disconnessione dai nostri veri desideri e bisogni.
Per navigare attraverso l’insoddisfazione, quindi, è fondamentale prendersi un momento per riconnettersi con la propria natura più profonda.Questo può significare fermarsi, ascoltare veramente cosa ci sta dicendo il nostro corpo e la nostra mente, e riflettere su cosa ci manca o cosa desideriamo cambiare. Riconoscere e accettare questi sentimenti, piuttosto che respingerli, è il primo passo verso la serenità.Per aiutarti in questo processo, le domande che trovi qui sopra sono sicuramente un valido strumento, così come la meditazione quotidiana oppure il tenere un diario scritto dei tuoi pensieri.In ogni caso, il nostro consiglio è: se la tua vita non ti soddisfa, allora cambia vita.Purché tu sia sicuro che non si tratti di un capriccio guidato dalla dopamina e dal bisogno di “avere”, ma sia piuttosto un togliere strati per riconnetterti alla versione più vera di te stesso.

Affronta l’insoddisfazione con l’amore verso te stesso

Infine, è cruciale avvicinarsi all’insoddisfazione con un atteggiamento di curiosità, amore e accettazione. 

Chiedersi cosa possiamo imparare da questi sentimenti, come possiamo crescere attraverso di essi, e quali azioni possiamo intraprendere per allineare la nostra vita esterna con il nostro mondo interiore è sempre il modo corretto per affrontarli.

Quello che non vuoi fare è parlarti con cattiveria e rimprovero.

Al contrario è importante che verso te stesso mantieni un tono di amore, rispetto e gratitudine per questa opportunità.

Perché di opportunità si tratta.

Ricorda che l’insoddisfazione non è il segno di una vita fallita, ma piuttosto un invito a esplorare nuove possibilità e a riallinearti con la versione più autentica di te.

Sicuramente non sarà un processo facile, ma ti renderà più felice.

Tutto ciò che ti permette di essere più onesto con te stesso e più vero ha un potere enormemente terapeutico.

In conclusione, affrontare l’insoddisfazione richiede coraggio e volontà di guardare dentro di sé.

È un viaggio che può portarci a una maggiore comprensione di noi stessi e alla realizzazione di una vita più piena e soddisfacente.

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