In sintesi
Il riscaldamento serve per riconoscersi nel momento presente, valutare il proprio stato fisico e gestire la transizione da un’attività all’altra, evitando infortuni inutili. Non ha una durata fissa: è specifico per te e per la sessione di quel giorno.
- A cosa serve: riconoscere come stai, prevenire infortuni, unire mente e corpo.
- Quanto dura: il tempo adeguato in base a mobilità quotidiana, intensità del programma e stato psicofisico.
- Cosa non può mancare: screening delle aree principali (colonna, piedi, mani, spalle, bacino, ginocchia, caviglie) e movimenti grossolani di integrità.
- Come farlo bene: costruire un archivio personale di movimenti, scartando quelli non specifici per la tua condizione.
Perché il riscaldamento è importante?
Il riscaldamento è una parte fondante dell’allenamento perché ci permette di curare i dettagli e di restare attenti ai nostri bisogni, che sono in costante cambiamento. È il tempo che ci dedichiamo per riconoscere come stiamo prima di una sessione, così da prepararla al meglio.
L’attività di preparazione di una sessione non è sempre valorizzata e spesso ci si chiede se serva davvero dedicarle parte del proprio tempo. Per Fabio la risposta è chiara: riconoscere il giusto valore a questa componente contribuisce direttamente alla nostra libertà di movimento. Conoscere il proprio corpo non è scontato, e sapere di cosa abbiamo bisogno per riscaldarlo lo è ancora meno.
Il senso del riscaldamento diventa evidente quando lo si paragona alle routine di mobilità quotidiane. Entrambi i momenti hanno lo stesso scopo: prepararci a un’attività successiva. Nel dettaglio, il riscaldamento serve a tre cose:
- Riconoscersi nel momento presente e capire come si sta davvero prima di iniziare.
- Gestire la transizione fra uno stato di attività del corpo e quello successivo, evitando infortuni inutili.
- Ristabilire la parità tra l’attività della mente e l’attività del corpo.
Che differenza c’è tra riscaldamento e mobilità quotidiana?
La mobilità quotidiana è il nostro riscaldamento alla vita: prepara la giornata, aiuta la transizione tra sonno e veglia e rimuove i blocchi che accumuliamo ogni giorno. Il riscaldamento pre-allenamento prepara invece una sessione specifica, gestendo il passaggio da uno stato di attività al successivo.
Le routine di movimento che eseguiamo quotidianamente sono pura cura di noi stessi: ricostituiscono la qualità delle infrastrutture interne al corpo (organi, articolazioni, catene miofasciali, flussi di liquidi), ci mantengono in equilibrio durante le ore di lavoro e aiutano a mantenere attivo il metabolismo. Quotidianamente accumuliamo blocchi e rigidità, quindi è logico agire ogni giorno per rimuoverli.
Il riscaldamento precedente a una sessione funziona con la stessa logica, ma su un’attività mirata. Le conoscenze per eseguire sia il riscaldamento sia le routine quotidiane, con la giusta durata e specifiche per noi, si acquisiscono lungo il percorso: sono frutto di un’esperienza personale costruita praticando con il proprio corpo sul lungo termine. Lo stesso principio del praticare e affinare nel tempo si ritrova nel percorso di Luca, dalla kickboxing a una pratica di movimento completa.
A cosa serve davvero il riscaldamento?
Il riscaldamento è utile per riconoscersi nel momento presente, come valutazione del proprio stato fisico e come fase di transizione da un’attività all’altra. Non è una formalità: è il momento in cui prepari corpo e mente alla pratica che stai per fare.
| Funzione | Cosa ti dà |
|---|---|
| Riconoscimento | Ti fa riconoscere come stai nel momento presente prima di iniziare. |
| Valutazione | È una valutazione del tuo stato fisico, che cambia di giorno in giorno. |
| Transizione | Gestisce il passaggio da uno stato di attività al successivo, prevenendo infortuni inutili. |
Quali attenzioni avere per un buon riscaldamento?
Dedica più serie alle aree più deboli o delicate del tuo corpo, porta enfasi sulle aree target della sessione del giorno, tieni una vasta gamma di movimenti, ripercorri le regressioni degli esercizi che allenerai e attiva i complessi articolari del setup posturale.
Per capire di cosa hai bisogno, parti da tre variabili: se hai già fatto la mobilità quotidiana (il tuo riscaldamento alla vita), il livello di frequenza e intensità del tuo programma e il tuo stato psicofisico in quel preciso momento. Non può poi mancare uno screening delle aree principali del corpo (colonna vertebrale, piedi, mani, spalle, bacino, ginocchia e caviglie) e qualche movimento grossolano, non specifico, che richiami la sensazione di integrità e di unione fra le parti.
Il passo finale è personalizzare: individua quali movimenti fanno al caso tuo per preparare una sessione e quali invece non sono specifici per la tua condizione attuale, scartandoli. Così costruisci il tuo bagaglio di conoscenza, un archivio di movimenti da eseguire prima di ogni allenamento.
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