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Riscaldamento prima di allenarsi: serve davvero e come farlo bene

Fabio, coach Moveinside, spiega come fare il riscaldamento prima di allenarsi
Guida Moveinside · Allenamento

Riscaldamento prima di allenarsi: serve davvero e come farlo bene

Il riscaldamento non è un rituale da sbrigare: è il momento in cui riconosci come stai e prepari il corpo a muoversi bene. Ecco perché è una parte fondante dell’allenamento e come curarlo al meglio, spiegato dal coach Fabio di Moveinside.

Fabio ·Coach del metodo Moveinside ·6 min di lettura

In sintesi

Il riscaldamento serve per riconoscersi nel momento presente, valutare il proprio stato fisico e gestire la transizione da un’attività all’altra, evitando infortuni inutili. Non ha una durata fissa: è specifico per te e per la sessione di quel giorno.

  • A cosa serve: riconoscere come stai, prevenire infortuni, unire mente e corpo.
  • Quanto dura: il tempo adeguato in base a mobilità quotidiana, intensità del programma e stato psicofisico.
  • Cosa non può mancare: screening delle aree principali (colonna, piedi, mani, spalle, bacino, ginocchia, caviglie) e movimenti grossolani di integrità.
  • Come farlo bene: costruire un archivio personale di movimenti, scartando quelli non specifici per la tua condizione.
Guarda il video di Fabio, coach Moveinside

Perché il riscaldamento è importante?

Il riscaldamento è una parte fondante dell’allenamento perché ci permette di curare i dettagli e di restare attenti ai nostri bisogni, che sono in costante cambiamento. È il tempo che ci dedichiamo per riconoscere come stiamo prima di una sessione, così da prepararla al meglio.

L’attività di preparazione di una sessione non è sempre valorizzata e spesso ci si chiede se serva davvero dedicarle parte del proprio tempo. Per Fabio la risposta è chiara: riconoscere il giusto valore a questa componente contribuisce direttamente alla nostra libertà di movimento. Conoscere il proprio corpo non è scontato, e sapere di cosa abbiamo bisogno per riscaldarlo lo è ancora meno.

Il senso del riscaldamento diventa evidente quando lo si paragona alle routine di mobilità quotidiane. Entrambi i momenti hanno lo stesso scopo: prepararci a un’attività successiva. Nel dettaglio, il riscaldamento serve a tre cose:

  • Riconoscersi nel momento presente e capire come si sta davvero prima di iniziare.
  • Gestire la transizione fra uno stato di attività del corpo e quello successivo, evitando infortuni inutili.
  • Ristabilire la parità tra l’attività della mente e l’attività del corpo.
“Il riscaldamento è come tempo che ci dedichiamo per riconoscere come stiamo prima di una sessione, così da prepararla al meglio.”
Fabio, coach Moveinside

Che differenza c’è tra riscaldamento e mobilità quotidiana?

La mobilità quotidiana è il nostro riscaldamento alla vita: prepara la giornata, aiuta la transizione tra sonno e veglia e rimuove i blocchi che accumuliamo ogni giorno. Il riscaldamento pre-allenamento prepara invece una sessione specifica, gestendo il passaggio da uno stato di attività al successivo.

Le routine di movimento che eseguiamo quotidianamente sono pura cura di noi stessi: ricostituiscono la qualità delle infrastrutture interne al corpo (organi, articolazioni, catene miofasciali, flussi di liquidi), ci mantengono in equilibrio durante le ore di lavoro e aiutano a mantenere attivo il metabolismo. Quotidianamente accumuliamo blocchi e rigidità, quindi è logico agire ogni giorno per rimuoverli.

Il riscaldamento precedente a una sessione funziona con la stessa logica, ma su un’attività mirata. Le conoscenze per eseguire sia il riscaldamento sia le routine quotidiane, con la giusta durata e specifiche per noi, si acquisiscono lungo il percorso: sono frutto di un’esperienza personale costruita praticando con il proprio corpo sul lungo termine. Lo stesso principio del praticare e affinare nel tempo si ritrova nel percorso di Luca, dalla kickboxing a una pratica di movimento completa.

Quali movimenti mettere nel riscaldamento?

Fabio propone una sequenza che parte dai piedi e dall’appoggio a terra, sale lungo la colonna e arriva alle anche, con l’obiettivo di oleare bene tutte le articolazioni. Ecco alcuni dei movimenti chiave da provare per costruire il proprio archivio.

1
Equilibrio ed attivazione dei piediSi passa dall’equilibrio sulle punte a quello sui talloni in modo dinamico e controllato; poi skip basso, flessione delle dita dei piedi come per afferrare l’erba, camminata sul bordo esterno e interno del piede e weight shifting includendo ginocchia, anche e caviglia.
2
Rilascio e rotazioni delle bracciaBraccia sopra la testa lasciate cadere spingendo bene il terreno, in versioni a uno o due bracci; poi rotazioni del braccio sul piano frontale, sia anteriore sia posteriore, fino a coordinare due movimenti diversi.
3
Colonna e onde vertebraliRotazione dinamica di colonna con braccia leggere, poi onde vertebrali in entrambe le direzioni per scaldare la flesso-estensione di tutte le vertebre.
4
Anche e ginocchiaCirconduzioni ampie di bacino, circonduzioni di ginocchia (gambe divaricate e poi unite, in senso orario e antiorario), il four pose per la rotazione interna ed esterna delle anche e l’estensione del bacino dalla quadrupedia supina.
5
Stretching balistico degli arti inferioriDue proposte per chiudere: una per la componente anteriore (quadricipite) e una per la componente adduttoria.

A cosa serve davvero il riscaldamento?

Il riscaldamento è utile per riconoscersi nel momento presente, come valutazione del proprio stato fisico e come fase di transizione da un’attività all’altra. Non è una formalità: è il momento in cui prepari corpo e mente alla pratica che stai per fare.

FunzioneCosa ti dà
RiconoscimentoTi fa riconoscere come stai nel momento presente prima di iniziare.
ValutazioneÈ una valutazione del tuo stato fisico, che cambia di giorno in giorno.
TransizioneGestisce il passaggio da uno stato di attività al successivo, prevenendo infortuni inutili.

Quali attenzioni avere per un buon riscaldamento?

Dedica più serie alle aree più deboli o delicate del tuo corpo, porta enfasi sulle aree target della sessione del giorno, tieni una vasta gamma di movimenti, ripercorri le regressioni degli esercizi che allenerai e attiva i complessi articolari del setup posturale.

Per capire di cosa hai bisogno, parti da tre variabili: se hai già fatto la mobilità quotidiana (il tuo riscaldamento alla vita), il livello di frequenza e intensità del tuo programma e il tuo stato psicofisico in quel preciso momento. Non può poi mancare uno screening delle aree principali del corpo (colonna vertebrale, piedi, mani, spalle, bacino, ginocchia e caviglie) e qualche movimento grossolano, non specifico, che richiami la sensazione di integrità e di unione fra le parti.

Il passo finale è personalizzare: individua quali movimenti fanno al caso tuo per preparare una sessione e quali invece non sono specifici per la tua condizione attuale, scartandoli. Così costruisci il tuo bagaglio di conoscenza, un archivio di movimenti da eseguire prima di ogni allenamento.

Fabio
Coach del metodo Moveinside
Fabio è coach del team Moveinside e accompagna gli studenti nei percorsi Forza Organica e Mobility 101.

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Domande frequenti

Le risposte veloci

Il riscaldamento prima di allenarsi serve davvero?
Sì. Il riscaldamento è una parte fondante dell’allenamento: è il tempo che ci dedichiamo per riconoscere come stiamo prima di una sessione, gestire la transizione tra due stati del corpo ed evitare infortuni inutili. Non è tempo perso, è cura dei dettagli.
Quanto deve durare il riscaldamento?
Non esiste una durata fissa. Va stabilito un tempo adeguato considerando se hai già fatto la mobilità quotidiana, la frequenza e l’intensità del tuo programma e il tuo stato psicofisico in quel momento. Il riscaldamento giusto è specifico per te, non uguale per tutti.
Che differenza c’è tra riscaldamento e mobilità quotidiana?
La mobilità quotidiana è il riscaldamento alla vita: ci prepara alla giornata, ci aiuta nella transizione tra sonno e veglia e rimuove i blocchi che accumuliamo. Il riscaldamento pre-allenamento prepara invece a una sessione specifica, gestendo il passaggio da uno stato di attività al successivo.
Cosa non può mancare in un riscaldamento?
Movimenti di screening delle aree principali del corpo (colonna, piedi, mani, spalle, bacino, ginocchia, caviglie) e movimenti grossolani, non specifici, che richiamano la sensazione di integrità e di unione fra le parti del corpo.
Come costruisco il mio archivio di esercizi per il riscaldamento?
Provando i movimenti e individuando quali fanno al caso tuo per preparare la sessione e quali invece non sono specifici per la tua condizione attuale, scartandoli. La conoscenza si acquisisce lungo il percorso, praticando con il proprio corpo sul lungo termine.
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