In sintesi
I glutei diventano mosci non per colpa della genetica, ma perché il corpo prende forma in base a ciò che fa più spesso: se stai seduto tutto il giorno, i glutei restano spenti e si trasformano in cuscini morbidi. Per riattivarli servono uso quotidiano, movimento e carichi progressivi.
- Errore 1: incolpare la genetica. Ha solo un ruolo minimo, il corpo risponde a ciò che fai.
- Errore 2: allenarli in palestra e poi dimenticarli il resto della giornata da seduto.
- Errore 3: sfondarsi di esercizi monoarticolari leggeri, senza carichi progressivamente maggiori.
- Il punto di partenza: la consapevolezza che, dopo i 20 anni, i tuoi glutei sono una tua responsabilità.
Perché i glutei diventano mosci?
Perché il corpo prende forma in risposta a ciò che fa più spesso. Nella maggior parte di noi i glutei sono diventati dei sofficissimi cuscini su cui stare seduti tutta la giornata, mentre dovrebbero essere il centro della potenza del movimento. Non li usiamo come madre natura ha previsto, quindi si spengono e diventano mosci.
I glutei sono tra i muscoli più importanti per muoverti bene, avere una buona postura che ti costa poco fatica e prenderti cura della tua salute. Tutti parlano di come allenarli, ma in pochissimi ottengono risultati. Il motivo è che ogni movimento organico e globale passa attraverso il centro del corpo, e quindi attraverso l’attivazione dei glutei: saltare, scattare, sollevare pesi, lanciare, ma anche il semplice piegare le gambe.
Quando invece li usi solo come appoggio per stare seduto, mandi al corpo il segnale opposto. E il corpo, obbediente, li lascia spegnere. Per questo Ale Demaria parla dei glutei come del centro della potenza del movimento umano: si sviluppano solo se vengono usati, e diventano mosci quando smetti di usarli.
È colpa della genetica se ho i glutei piatti?
Quasi mai. Chi si sente “senza glutei” crede di essere nato privo di quel muscolo, destinato a una vita di piattezza. In realtà il corpo prende forma in risposta agli stimoli ambientali, cioè a ciò che fai. Come per ogni altra parte del corpo, la genetica ha solo un minimo ruolo potenziale.
È il primo dei tre errori: incolpare la genetica. Certo, se confronti glutei di popolazioni diverse noterai delle differenze, ma restano marginali rispetto all’effetto delle tue abitudini. La verità scomoda è più semplice: i glutei mosci non sono un destino, sono una conseguenza.
Da qui parte il vero primo passo, che è la consapevolezza: la consapevolezza che, dopo i 20 anni, i tuoi glutei sono una tua responsabilità. Non è un giudizio, è una buona notizia: se dipendono da ciò che fai, allora puoi cambiarli.
Basta allenarli in palestra per averli tonici?
No, ed è il secondo errore: allenare i glutei e poi dimenticarli il resto della giornata. Se li alleni due o tre ore a settimana e per il resto del tempo stai seduto con una postura che non li ingaggia, fai molta fatica per ottenere zero o pochi risultati. Il corpo prende forma in base a ciò che fa più spesso.
Quando stai seduto più di otto ore al giorno, i glutei diventano cuscini morbidi. E quando poi ti alzi per andare ad allenarti, ti porti dietro la forma della sedia: i glutei restano disattivati se non ci porti attenzione. La postura più diffusa oggi è governata dalla catena anteriore, con la testa scivolata in avanti, le spalle chiuse e il bacino in eccessiva antiversione o retroversione. Tutta la parte anteriore è contratta, quella posteriore, glutei compresi, è ipotonica.
Per questo è importante tornare a usare i glutei durante la giornata, ripartendo dal movimento più accessibile che li attiva: piegare le gambe. Posiziona gli oggetti che usi ogni giorno il più vicino possibile al pavimento e piega le gambe per raggiungerli. Il traguardo è tornare a toccare il pavimento con le sole gambe, senza l’aiuto delle mani, e farlo il più frequentemente possibile.
Quali sono i 3 errori che rendono i glutei mosci?
Sono tre abitudini che quasi tutti sottovalutano: incolpare la genetica invece delle proprie abitudini, allenare i glutei in palestra ma poi restare seduti tutto il giorno, e sfondarsi di esercizi monoarticolari leggeri senza mai aumentare i carichi. Correggere questi tre punti è ciò che riattiva davvero i glutei.
Messi in fila, i tre errori raccontano lo stesso schema: il corpo prende forma in base a ciò che fa più spesso, e quasi tutto quello che facciamo oggi lavora contro i glutei. Ecco come riconoscere ciascun errore e cosa fare al suo posto.
| L’errore | Cosa fare invece | |
|---|---|---|
| 1 | Incolpare la genetica, sentirsi “nati senza glutei” | Prendersi la responsabilità: il corpo risponde a ciò che fai |
| 2 | Allenarli in palestra e stare seduto il resto del giorno | Usarli spesso: piegare le gambe per raggiungere il pavimento |
| 3 | Solo esercizi monoarticolari leggeri, sempre uguali | Carichi progressivi in squat e stacchi a gambe semitese |
Quali esercizi rendono i glutei forti e tonici?
Il terzo errore è sfondarsi di esercizi monoarticolari evitando pesi progressivamente maggiori. I glutei sono muscoli antigravitari e si sviluppano in risposta alla gravità: per svilupparli servono carichi crescenti in esercizi multiarticolari come squat e stacchi a gambe semitese, puntando a sollevare almeno il proprio peso corporeo.
Ale Demaria racconta che da giovane nuotatore agonista un team medico gli aveva letteralmente diagnosticato il “gluteo moscio”: in acqua la forza di gravità è come annullata, e proprio per questo i glutei restavano poco sviluppati. Fuori dall’acqua vale il contrario: è la gravità, con carichi via via maggiori, a dare forma al muscolo.
Per questo esercizi leggeri e sempre uguali non bastano. Servono movimenti che coinvolgono più articolazioni e un carico che cresce nel tempo, fino ad ambire al proprio peso corporeo e anche una volta e mezza. È così che i glutei passano da mosci a forti e tonici, come naturale conseguenza di un corpo che funziona bene.
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