Il concetto di “colpo di frusta” si riferisce a un tipo di trauma che può verificarsi a seguito di un’accelerazione o decelerazione improvvisa, tipicamente in un incidente d’auto, che causa un movimento rapido e violento della testa in avanti e poi indietro.

Tuttavia, l’esistenza e la percezione del colpo di frusta variano notevolmente da cultura a cultura, come dimostra l’esempio affascinante dalla Lituania.

Dove di fatto i dati dimostrano che, miracolosamente, il colpo di frusta non esiste!

Perché in Lituania il colpo di frusta non esiste?

Sorprendentemente, in Lituania, il fenomeno del colpo di frusta come condizione medica cronica post-incidente è praticamente inesistente.

Questa differenza notevole rispetto ad altri paesi, come l’Italia, dove il colpo di frusta può diventare una condizione cronica e invalidante che persiste per mesi o addirittura anni, solleva questioni interessanti sul ruolo delle credenze culturali nella percezione e nella gestione del dolore.

Come è possibile che ci sia questa differenza? In Lituania non ci sono incidenti d’auto?

No, non si tratta di questo.

Si tratta unicamente di un fatto di percezione del dolore e di come questo aspetto varia da cultura a cultura.

Evidentemente, in Lituania, non vi è alcuna nozione preconcetta su dolore cronico da tamponamento e nessun coinvolgimento sociale (assicurazioni, contenziosi, risarcimenti, ecc.), il che suggerisce che il dolore associato al “colpo di frusta” è percepito e gestito in modo molto diverso rispetto e all’Italia e alla cultura italiana.

Ma le curiosità oggi non si fermano qui. Sapevi infatti che negli Stati Uniti non esiste il “colpo d’aria”?

Non solo non esiste, ma ci prendono anche in giro a questo proposito con un sacco di reel virali su Instagram!

Il colpo d’aria? Non esiste neppure quello!

Bene, abbiamo capito che in alcuni paesi il colpo di frusta non esiste. Ed è interessante sapere che anche il colpo d’aria esiste praticamente solo in Italia.

Anche qui, come può essere possibile?

L’aria italiana è più fredda e dannosa dell’aria degli altri paesi? Poco probabile.

Il “colpo d’aria” è un concetto molto radicato nella cultura italiana che fa riferimento all’idea che l’esposizione improvvisa a una corrente d’aria fredda possa causare malattie, come dolori muscolari, mal di gola, o persino una forma di paralisi facciale. 

In Italia, il colpo d’aria è considerato un rischio per la salute tanto che le persone adottano addirittura misure preventive, come evitare correnti d’aria o coprirsi il collo e la schiena anche in estate.

Queste pratiche e credenze sono trasmesse attraverso le generazioni e sono così integrate nella cultura da essere accettate senza metterle in discussione.

Questa convinzione, però, non è universalmente riconosciuta o accettata in molte altre culture, compresa quella americana, dove il concetto sembra strano e senza fondamento scientifico.

Negli Stati Uniti e in molte altre culture, non esiste un concetto direttamente comparabile al “colpo d’aria”.

Le malattie vengono generalmente attribuite a virus, batteri, o altri fattori scatenanti identificabili, piuttosto che a correnti d’aria. 

Di conseguenza, gli americani trovano l’idea del “colpo d’aria” come causa di malattia piuttosto divertente o confusa, dato che non si allinea minimamente con la loro comprensione medica o esperienza culturale.

E’ evidente quindi che la differenza nella percezione di fenomeni come il “colpo d’aria” o il “colpo di frusta” ci fa capire chiaramente come le credenze culturali possono influenzare la comprensione e la percezione della salute, della malattia e del dolore.

La percezione del dolore: ecco perché è soggettiva e mentale

Curioso, non trovi? Quello che noi diamo per scontato e a cui attribuiamo il potere di farci soffrire in qualche modo, per alcune culture non esiste affatto!

Colpo d’aria, colpo di frusta? Per molti non esistono neppure!

E quindi gli americani e i lituani non soffrono di dolori cervicali? Sicuramente ne soffrono anche loro, ma gli attribuiscono un’origine diversa, li gestiscono in modo diverso, li vivono in modo diverso.

Perciò, torniamo di nuovo a ripetere un fatto ormai acclarato: che più spesso di quanto vogliamo ammettere, il dolore (e il modo o l’entità con cui lo percepiamo) è una questione assolutamente soggettiva, anche in presenza di incidenti e traumi.

Per non parlare poi del dolore atraumatico o cronico, che spesso non sappiamo neppure da dove derivi (e di cui abbiamo già parlato moltissimo su questo blog)!

Certo, è chiaro che un corpo preparato, ovvero con una maggiore capacità di carico, potrà gestire carichi e traumi di entità maggiore (per una spiegazione completa di questo processo, leggi questo articolo: Che cos’è davvero il dolore?).

Ma è altrettanto chiaro che la nostra mente gioca un ruolo cruciale nel modo in cui percepiamo e in cui reagiamo al dolore.

Gli esempi che abbiamo visto oggi mostrano in modo plateale come le pratiche culturali e soprattutto le convinzioni e credenze personali continuino ad essere determinanti nel modo in cui le persone vivono il dolore fisico, ne interpretano i sintomi e decidono quando e come cercare un trattamento.

La mancanza di aspettative sul dolore e l’assenza di un sistema di risarcimenti e assicurazioni (che incentivano inconsciamente la cronicizzazione del dolore) spiega senza ombra di dubbio il caso della Lituania.

Questo dovrebbe farci capire di nuovo l’importanza di considerare gli aspetti psicosomatici e le credenze personali nella diagnosi e nel trattamento delle condizioni di dolore cronico.

Per approfondire ulteriormente questi concetti e scoprire strategie pratiche per vivere una vita libera dal dolore, puoi leggere il libro “Corpo Intelligente” di Ale Demaria.

Nel libro viene spiegato chiaramente come e perché corpo e mente sono connessi in ogni momento della nostra vita, influenzandosi a vicenda.

Ecco una piccola anticipazione: lo sapevi che la maggior parte dei tuoi dolori viene in realtà dalla tua mente e dal “paradigma comportamentale” che ti hanno installato fin da bambino?

Se la risposta è no, allora leggi immediatamente il libro, ti aprirà gli occhi a scenari e prospettive che non hai mai considerato e che potrebbero potenzialmente rivoluzionare la tua vita e il tuo benessere, sia fisico che mentale.

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