In sintesi
I pesi non ti rendono rigido: usati bene, ti aiutano a diventare più flessibile. Un piccolo carico spinge il corpo qualche grado più a fondo nell’allungamento seguendo la gravità, poi con il tempo lo si toglie per possedere quella flessibilità a comando.
- Il falso mito: “i pesi ti irrigidiscono” non è vero, dipende da come li usi.
- Primo modo: il peso ti facilita l’andare verso la gravità, guadagni ampiezza.
- Quanto peso: il minimo che ti fa scendere un po’ di più, tra il 5 e il 20% del peso corporeo.
- Underload: con il tempo diminuisci il carico fino a zero, perché l’obiettivo è il range, non il peso.
- Secondo modo: lavorare contro gravità per rendere più forte la posizione raggiunta.
I pesi rendono davvero rigidi?
No, è un falso mito. L’idea che usare i pesi faccia perdere flessibilità non regge: dipende tutto da come li usi. Con il carico giusto i pesi diventano uno strumento potente per diventare flessibili con i pesi, aiutando il corpo ad andare più a fondo negli angoli che vuoi migliorare.
Molte persone che si avvicinano allo stretching con i pesi arrivano con la stessa paura: “meglio non usare i pesi, altrimenti perdo la flessibilità”. È la vocina che quasi tutti sentono. Ale Demaria è netto nel definirla una convinzione senza fondamento: il peso, dosato bene, non irrigidisce, anzi accelera il lavoro. Il punto è che i pesi si possono usare in due modi opposti e complementari per la flessibilità.
- Primo modo: il peso ti facilita, ti spinge verso la direzione in cui vuoi andare, cioè verso la gravità e verso un’ampiezza maggiore.
- Secondo modo: il peso si oppone a te, lavora contro gravità e ti rende più forte in quella determinata posizione.
- Il principio prima dell’esercizio: ognuno ha bisogno di esercizi unici, ma i principi sono eterni e uguali per tutti.
Come aiutano i pesi a diventare più flessibili?
Il primo modo di usare il peso è sfruttarlo per andare più a fondo nell’allungamento. Il peso pesa, quindi collabora con la forza di gravità e ti avvicina all’obiettivo: aumentare l’ampiezza di un angolo. Aggiungendo un carico leggero scendi qualche grado in più di quanto faresti con la sola gravità.
L’esempio pratico del video è la flessione dorsale della caviglia, un angolo importantissimo e tra i primi a bloccarsi per lo stile di vita moderno, lontano dal pavimento. Appoggiando un peso leggero sopra il ginocchio, il carico spinge l’articolazione oltre il punto che raggiungeresti a corpo libero. Il meccanismo è intuitivo: il peso pesa, e questo peso ti aiuta ad andare verso la gravità in modo più efficace. Non a caso la gestione della forza di gravità è il primo principio della flessibilità, la base su cui poggia tutto questo lavoro con i carichi.
Come rendere forte una posizione già flessibile?
Qui entra il secondo modo di usare i pesi: lavorare contro la forza di gravità. Serve quando hai già raggiunto l’ampiezza voluta e vuoi renderla forte e utilizzabile nella vita reale. Si parte dal peso minimo che ti fa completare le ripetizioni previste, poi si aumenta il carico del 2,5 o 5% del peso corporeo, mantenendo il range completo.
Nell’esempio della caviglia, il movimento contro gravità si esegue con una kettlebell: si lascia cadere il piede verso terra e si solleva il peso grazie alla flessione dorsale, usando bene i tibiali e il dorso del piede. Uno schema tipico è otto ripetizioni per tre serie. Quando lo completi, aumenti un po’ il carico. La regola d’oro è che il range deve restare completo: aumenti la forza solo se non perdi l’ampiezza conquistata.
| Modalità | Cosa fai e perché |
|---|---|
| Verso gravità (underload) | Il peso ti facilita: guadagni ampiezza, poi lo togli nel tempo fino a zero. |
| Contro gravità | Il peso si oppone: rendi forte la posizione raggiunta, aumentando il carico a range invariato. |
| Obiettivo finale | Flessibilità a comando, utilizzabile subito nella vita, senza aiuti esterni. |
Si può diventare flessibili con i pesi da adulti?
Sì. La flessibilità da adulto è pienamente allenabile, perché i principi del movimento sono uguali per tutti e a ogni età. Usare i pesi per guidare il corpo verso l’ampiezza voluta, e poi rinforzare quella posizione, permette a un adulto di conquistare movimenti che credeva ormai impossibili.
Nel mondo Moveinside la flessibilità non è fine a se stessa: è il mezzo che ti permette di vivere una vita libera, di essere flessibile a comando quando serve, per una partita a beach volley, una corsa o scavalcare un muretto. Ne è la prova la storia di Luca, che da adulto ha conquistato una flessibilità che credeva impossibile e oggi arriva a fare la spaccata. Il segreto è sempre lo stesso: provare le cose sul proprio corpo, perché con la mente arrivi fino a un certo punto ma è il corpo a doverne vivere l’esperienza.
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