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Esercizi per il mal di schiena: perché viene e come scioglierlo

Esercizi per il mal di schiena: Ale Demaria mostra la torsione guidata dagli occhi del metodo Moveinside
Guida Moveinside · Mal di schiena

Esercizi per il mal di schiena: perché viene e come scioglierlo

Gli esercizi per il mal di schiena che funzionano non sono quelli che ti immobilizzano, ma quelli che restituiscono alla colonna gli archi di movimento che ha smesso di usare. A partire da uno che quasi nessuno allena più: la rotazione. Ecco perché la schiena si irrigidisce, cosa fare davvero e quali segnali invece impongono un medico.

Ale Demaria ·Fondatore e coach del metodo Moveinside ·8 min di lettura

In sintesi

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa il 90% dei casi di mal di schiena è aspecifico: non c’è una lesione precisa da riparare, e il movimento è la strategia con più prove a favore. La tesi di Ale Demaria è che la vita moderna sia diventata “a due dimensioni”: stiamo davanti a uno schermo, sempre sugli stessi piani, e la colonna perde per prima la rotazione.

  • Causa più comune: pochi angoli ripetuti per ore, non “usura” inevitabile della schiena.
  • Cosa fare subito: restare attivi, non stare a letto. È la raccomandazione dell’Istituto Superiore di Sanità.
  • Esercizi: tre torsioni gentili guidate dagli occhi, in piedi, senza attrezzi.
  • Tempi: nella maggioranza dei casi i miglioramenti si notano nell’arco di sei settimane (ISS).
  • Quando fermarsi: perdita di forza alle gambe, problemi di vescica o intestino, febbre, trauma. Lì serve il medico, non un esercizio.

Prima di tutto: quando il mal di schiena richiede un medico, non esercizi

La stragrande maggioranza dei mal di schiena è comune e benigna. Una minoranza no, e va riconosciuta subito. Se ti riconosci in uno di questi segnali, ferma gli esercizi e rivolgiti a un medico:

  • Perdita di forza o di sensibilità alle gambe (una gamba che cede, un piede che non risponde, formicolio persistente).
  • Perdita di controllo di vescica o intestino, o addormentamento della zona a sella: è un’emergenza, vai in pronto soccorso.
  • Dolore comparso dopo un trauma (caduta, incidente, colpo).
  • Febbre associata al mal di schiena.
  • Dolore notturno che non cambia cambiando posizione e ti sveglia sistematicamente.
  • Dolore che peggiora progressivamente invece di oscillare.

L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che, raramente, il mal di schiena può essere il segno di una malattia seria come una frattura o un’infezione della colonna vertebrale o un cancro. Raro non vuol dire impossibile: questi segnali si controllano, non si interpretano da soli.

Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Non è una diagnosi, non è una terapia e non sostituisce il parere del tuo medico o di un professionista sanitario. Se hai una diagnosi in corso, un dolore acuto o dubbi sulla tua situazione, parlane con loro prima di iniziare qualsiasi esercizio.

Guarda il video · 8 min

Perché viene il mal di schiena?

Nel 90% dei casi il mal di schiena è aspecifico: non esiste una lesione precisa che lo spieghi. Dipende soprattutto da come usiamo la colonna, cioè poco e sempre negli stessi modi. Il corpo si adatta a quello che ripete, e smette di reggere gli angoli che non pratica più.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità è netta: il mal di schiena è aspecifico in circa il 90% dei casi, cioè non è possibile identificare una malattia o un problema strutturale che ne spieghi l’origine. Fra i fattori di rischio l’OMS elenca esplicitamente i bassi livelli di attività fisica, il fumo, l’obesità e gli alti carichi fisici sul lavoro.

Ale Demaria arriva alla stessa conclusione da un’altra strada, quella dell’osservazione del movimento. La sua tesi è che la nostra vita sia diventata bidimensionale: viviamo davanti a uno schermo, ci muoviamo su pochi piani, e quando dobbiamo girarci giriamo tutto il corpo usando i piedi invece della colonna. Il risultato è che il movimento che tiene la schiena in salute, la rotazione, sparisce per primo dal repertorio quotidiano.

Le tre cause pratiche che si sommano nella maggior parte delle schiene:

  • Pochi angoli ripetuti per ore. Scrivania, auto, divano: sempre gli stessi piani, sempre la stessa flessione in avanti.
  • Rotazione azzerata. La torsione della colonna è il primo arco articolare che si perde, anche perché viene spesso evitata per paura, dice Ale Demaria, persino da alcuni professionisti del settore.
  • Gambe e schiena scollegate. Nella vita reale le gambe sostengono e la schiena resta libera di muoversi. Se le gambe non partecipano, tutto il carico del movimento resta sulla zona lombare.

È la differenza fra “la mia schiena è rotta” e “la mia schiena ha dimenticato”. La prima è una condanna, la seconda è un problema di allenamento. Ed è anche il motivo per cui una guida come tornare ad avere una schiena flessibile anche da adulto ha senso a qualunque età.

“La nostra vita moderna è diventata due dimensioni, ovvero viviamo semplicemente davanti a noi. […] Abbiamo perso il movimento che tiene veramente in salute la schiena e che là fuori demonizzano, compresi i professionisti del settore, ovvero la torsione.”
Ale Demaria

I dati in breve: quanto è diffuso il mal di schiena?

Nel 2020 il mal di schiena ha colpito 619 milioni di persone nel mondo ed è la prima singola causa di disabilità a livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il picco dei casi si concentra fra i 50 e i 55 anni ed è più frequente nelle donne.

DatoCosa diceFonte
619 milioni Persone colpite dal mal di schiena nel mondo nel 2020. La proiezione è di 843 milioni di casi entro il 2050. OMS
1° posto Il mal di schiena è la singola causa di disabilità più diffusa al mondo. OMS
Circa 90% Quota di casi di mal di schiena aspecifico, cioè senza una malattia o un problema strutturale identificabile. OMS
50-55 anni Fascia d’età in cui si concentra il numero più alto di casi. La prevalenza è maggiore fra le donne. OMS
6 settimane “Nella maggioranza dei casi si notano miglioramenti apprezzabili dei sintomi nell’arco di sei settimane.” Oltre le sei settimane si parla di mal di schiena cronico. ISS
Attivi > a letto “In passato si riteneva che il riposo a letto fosse utile […] ma, attualmente, è riconosciuto che le persone rimaste attive hanno maggiori probabilità di guarire in breve tempo.” ISS
249 studi La revisione Cochrane sull’esercizio nel mal di schiena cronico trova prove di certezza moderata che l’esercizio riduce il dolore rispetto a nessun trattamento o cure abituali, con una differenza media di 15,2 punti sulla scala del dolore, clinicamente rilevante. Hayden et al., Cochrane 2021

Dati verificati a luglio 2026 sulle fonti originali.

Cosa fare per il mal di schiena, subito e nei giorni dopo?

La prima cosa da fare per il mal di schiena comune è non fermarsi del tutto. L’Istituto Superiore di Sanità è esplicito: chi resta attivo ha maggiori probabilità di guarire in breve tempo rispetto a chi resta a letto. Riduci gli sforzi e le posizioni che accendono il dolore, ma continua a muoverti.

È il ribaltamento più importante degli ultimi decenni, ed è ancora poco arrivato al pubblico. L’ISS scrive che in passato si riteneva che il riposo a letto fosse utile per riprendersi da un brutto mal di schiena, ma attualmente è riconosciuto che le persone rimaste attive hanno maggiori probabilità di guarire in breve tempo. Molti, invece, cercano solo un antidolorifico e aspettano che passi: la gestione del dolore è una questione da discutere con il medico, ma da sola non cambia il motivo per cui la schiena si è irrigidita.

Nella pratica, nei primi giorni:

  • Continua a camminare e a fare i movimenti che tolleri, anche se lentamente.
  • Riduci, non azzerare. Togli i carichi e le posizioni che scatenano il dolore, non tutto il movimento.
  • Cambia posizione spesso. Se il dolore si attenua cambiando posizione, è un buon segnale: significa che risponde al movimento.
  • Non aspettare la scomparsa totale per riprendere: la ripresa graduale è parte del recupero, non il premio finale.

Se il dolore scende lungo la gamba, la logica cambia: in quel caso leggi quali esercizi evitare con la sciatalgia e cosa fare invece prima di aggiungere qualsiasi cosa.

Quali esercizi per il mal di schiena fare? La progressione in 3 step

Gli esercizi per il mal di schiena mostrati da Ale Demaria sono tre torsioni gentili in piedi, senza attrezzi, in progressione: torsione guidata dagli occhi con spostamento del peso, variante con lo sguardo verso l’interno per la zona lombare, e la stessa torsione con le gambe più larghe e piegate.

La regola comune a tutti e tre: il movimento parte dagli occhi. Nella vita quotidiana lo sguardo è quasi sempre passivo, anche quando ci muoviamo. Qui si inverte: guardi dietro di te, e il resto del corpo segue.

1
Torsione guidata dagli occhiIn piedi, prima senti solo lo spostamento del peso da destra a sinistra. Quando lo percepisci bene, aggiungi la torsione: sposti il peso sul piede sinistro e guardi il più possibile dietro di te a sinistra, poi peso sul piede destro e guardi dietro a destra. Le braccia sono completamente lasciate andare e sbattono contro il busto, i gomiti si piegano. Colonna verticale: più sei verticale, più torsione ottieni. Continua a respirare.
2
Variante con lo sguardo verso l’internoStessa struttura, cambia solo la relazione fra peso e sguardo: sposti il peso a sinistra e guardi verso l’interno, poi a destra e guardi verso l’interno. Il movimento resta guidato dagli occhi e le braccia continuano a sbattere libere. Sentirai l’effetto molto più sul tratto basso della schiena.
3
Torsione con le gambe piegateAllarga la distanza fra le gambe, abbassati piegando le ginocchia e ripeti esattamente lo stesso movimento. Qui la parte bassa del corpo entra nel gioco: le gambe lavorano e ti sostengono mentre la schiena ruota. Poiché sei più basso, lo spostamento del peso dura di più. Gioca con le altezze, un po’ più basso e un po’ più alto, per esplorare range di movimento diversi.

Se ti gira la testa, è normale (e va gestito così).

Ale Demaria racconta che, per sua esperienza, a circa una persona su tre all’inizio arriva una sensazione di nausea, spossatezza o vertigine. È il sistema vestibolare che ha smesso di vivere in tre dimensioni e non riconosce più la rotazione. Il consiglio è lasciare che la sensazione salga, accettarla e ripartire piano. Se diventa ingestibile: ti siedi, ti fermi, e per oggi è finita.

Come alleviare il mal di schiena durante la giornata?

Il modo più efficace per alleviare il mal di schiena non è aggiungere dieci minuti di esercizi e restare rigidi le altre quindici ore. È rimettere la rotazione dentro la giornata: ogni volta che devi guardare dietro di te, usa la schiena invece di girare tutto il corpo come un blocco unico.

È il passaggio che Ale Demaria considera decisivo. L’esercizio serve a riaprire la porta, ma è l’uso quotidiano che tiene la colonna lubrificata. L’immagine è quella delle persone che si girano “come un blocco di cemento unico”: in retromarcia con l’auto, quando qualcuno chiama alle spalle, quando si prende qualcosa da dietro. Ogni volta è un’occasione di rotazione buttata via.

Tre agganci facili da inserire senza ritagliare tempo:

  • Quando ti giri, gira la schiena. Tieni i piedi dove sono e lascia che lo sguardo porti la colonna.
  • Interrompi la seduta lunga. Una torsione gentile in piedi vale più di un’ora di postura “perfetta” da seduto.
  • Esplora le altezze. Alternare posizioni alte e basse rimette in gioco anche gambe e anche, che nella vita reale sostengono la schiena.

La stessa logica sta dietro all’idea, apparentemente controintuitiva, che si possa togliere il mal di schiena con un unico esercizio fatto con costanza: non è l’esercizio a essere magico, è la ripetizione quotidiana.

Come far passare il mal di schiena: quanto tempo serve?

Per il mal di schiena comune, l’Istituto Superiore di Sanità indica che nella maggioranza dei casi si notano miglioramenti apprezzabili dei sintomi nell’arco di sei settimane. Oltre le sei settimane si parla di mal di schiena cronico e serve una valutazione. Sul movimento, la progressione utile è aumentare il tempo di esposizione, non l’intensità.

Il criterio di progressione suggerito nel video è semplice e misurabile: se oggi riesci a fare 30 secondi di torsioni, dopo due settimane saranno 60 secondi, dopo circa un mese un minuto e mezzo, e così via. Non aumenti la forza né l’ampiezza a strappi: aumenti quanto tempo il corpo tollera quel movimento.

PeriodoCosa aspettarti
Giorno 1Circa 30 secondi di torsioni gentili. Possibile nausea o senso di vertigine: normale, si accetta e si riparte piano.
Dopo 2 settimaneCirca 60 secondi. Il senso di vertigine tende a ridursi, la rotazione diventa più naturale.
Dopo circa 1 meseCirca un minuto e mezzo, e la torsione inizia a comparire nei gesti quotidiani senza pensarci.
Entro 6 settimaneNella maggioranza dei casi di mal di schiena comune i sintomi migliorano in modo apprezzabile (fonte: Istituto Superiore di Sanità).

I tempi delle prime tre righe sono la progressione indicata da Ale Demaria nel video, non una previsione clinica: servono a darti un ritmo, non una scadenza. Se dopo sei settimane il dolore è lì uguale o peggiore, il passo successivo è una valutazione, non più esercizio.

Come dormire con il mal di schiena?

Non esiste una posizione valida per tutti: la posizione giusta per dormire con il mal di schiena è quella in cui il dolore si attenua e riesci a riposare. Il dato che conta non è la postura in sé, ma il fatto che il dolore cambi cambiando posizione. Se non cambia mai, va valutato.

Vale la pena distinguere due situazioni. La prima: il dolore c’è, ma girandoti, mettendo un cuscino sotto le ginocchia o cambiando lato migliora. È il comportamento tipico del mal di schiena comune, sensibile al movimento e alla posizione. La seconda: il dolore è identico in ogni posizione, ti sveglia sistematicamente di notte e non si attenua. Quello è uno dei segnali che merita una valutazione medica, come indicato nel riquadro in cima a questa guida.

Nel mal di schiena comune, la rigidità del risveglio è spesso il riflesso di ore passate nello stesso identico assetto. Rimettere la rotazione nella giornata cambia anche quello, perché la colonna arriva alla notte con più escursione disponibile.

Come curare il mal di schiena lombare se c’è una causa specifica?

Quando esiste una causa specifica (ernia del disco, sciatalgia, scivolamento vertebrale, frattura, infiammazione) il percorso lo definisce il medico, e gli esercizi generici non bastano. Resta vero che, anche in quei casi, il movimento adeguato quasi sempre fa parte della soluzione, ma va scelto sulla diagnosi.

L’OMS distingue il mal di schiena aspecifico da quello specifico, cioè causato da una malattia o da un problema strutturale della colonna, oppure irradiato da un altro organo. È una distinzione onesta e utile: circa il 90% dei casi sta nel primo gruppo e risponde bene al movimento, il restante va indagato. Sul fronte del mal di schiena cronico, la revisione Cochrane di Hayden e colleghi (2021), che ha analizzato 249 studi clinici, ha trovato prove di certezza moderata che l’esercizio riduce il dolore rispetto a nessun trattamento o alle cure abituali.

Se hai già una diagnosi, parti dalla guida giusta:

Che il cambiamento sia possibile anche dopo anni lo racconta bene la storia di Michele, dal mal di schiena alla libertà di movimento: coach con studi in scienze motorie e osteopatia, aveva un forte mal di schiena e ha visto il dolore sparire nelle prime settimane di percorso. E la storia di Pina, partita da una lombosciatalgia e dal bastone, mostra che la finestra non si chiude con l’età.

Ale Demaria, fondatore Moveinside
Ale Demaria
Fondatore e coach del metodo Moveinside
Ale Demaria è il fondatore di Moveinside, la scuola di intelligenza del corpo che insegna ad adulti di ogni età a recuperare mobilità e movimento senza dolore. Insegna dal vivo e nei programmi online, e sul suo canale YouTube pubblica ogni settimana un video per sprigionare l’intelligenza del corpo.

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Domande frequenti

Le risposte veloci

Quali esercizi per il mal di schiena si possono fare a casa?
La progressione mostrata da Ale Demaria si fa in piedi, senza attrezzi e in pochi metri quadrati: spostamento del peso da un piede all’altro, torsione gentile guidata dagli occhi con le braccia lasciate andare, poi la variante con lo sguardo verso l’interno e infine la stessa torsione con le gambe più larghe e piegate. La colonna resta verticale e il movimento parte dallo sguardo.
Cosa fare quando il mal di schiena è forte?
Se il dolore è forte ma non ci sono segnali di allarme, la raccomandazione dell’Istituto Superiore di Sanità è di restare comunque attivi: chi resta attivo ha maggiori probabilità di guarire in breve tempo rispetto a chi sta a letto. Riduci gli sforzi e le posizioni che scatenano il dolore, continua a camminare e a muoverti in modo gentile, e se il dolore è difficile da contenere o ti preoccupa consulta il medico.
Come dormire con il mal di schiena?
Non esiste una posizione valida per tutti: la posizione giusta è quella in cui il dolore si attenua e riesci a dormire. Il segnale importante non è la postura in sé, ma il fatto che il dolore cambi cambiando posizione. Un dolore notturno che non si attenua in nessuna posizione e che ti sveglia sistematicamente va valutato dal medico, perché non rientra nel quadro tipico del mal di schiena comune.
Quanto tempo ci vuole per far passare il mal di schiena?
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nella maggioranza dei casi si notano miglioramenti apprezzabili dei sintomi nell’arco di sei settimane. Se il mal di schiena persiste oltre le sei settimane si parla di mal di schiena cronico e serve una valutazione. Sul fronte del movimento, Ale Demaria consiglia di aumentare gradualmente il tempo di esposizione all’esercizio: dai 30 secondi iniziali a 60 secondi dopo due settimane, fino a un minuto e mezzo dopo circa un mese.
Il mal di schiena può dipendere dallo stare seduti?
Tra i fattori di rischio del mal di schiena l’Organizzazione Mondiale della Sanità elenca esplicitamente i bassi livelli di attività fisica. Stare seduti non è dannoso in sé: il problema è la ripetizione degli stessi pochi angoli per ore, che toglie alla colonna gli archi di movimento che non usa più, a partire dalla rotazione.
Quando il mal di schiena richiede un medico?
Servono una valutazione medica e non esercizi in presenza di: perdita di forza o di sensibilità alle gambe, perdita di controllo di vescica o intestino (in questo caso è un’emergenza, vai in pronto soccorso), dolore comparso dopo un trauma o una caduta, febbre associata al mal di schiena, dolore notturno che non cambia cambiando posizione, dolore che peggiora progressivamente. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che raramente il mal di schiena può essere il segno di una malattia seria come una frattura, un’infezione della colonna vertebrale o un cancro.
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