In sintesi
Coordinato non ci si nasce: lo si diventa, a qualsiasi età. La coordinazione è una capacità che il sistema nervoso allena con l’esposizione, non un dono di partenza, ed è per questo che puoi ancora migliorarla oggi. L’American College of Sports Medicine raccomanda l’esercizio neuromotorio, che include equilibrio, agilità e coordinazione, per 2-3 giorni a settimana negli adulti sani.
- Cos’è: la capacità di far collaborare più parti del corpo in uno schema di movimento efficace.
- Perché ti senti scoordinato/a: quasi sempre poca esposizione da piccolo/a o paura di sbagliare, non un limite fisico fisso.
- Cosa fare: esercizi che alternano schemi ipsilaterali e controlaterali, 2-5 minuti a sessione, con comandi il più possibile casuali.
- Perché conta anche dopo i 60 anni: la coordinazione è uno dei pilastri della prevenzione cadute.
Cos’è la coordinazione motoria?
La coordinazione motoria è la capacità del sistema nervoso di far lavorare insieme più parti del corpo, braccia, gambe e tronco, in uno schema di movimento fluido e intenzionale. Non è una dote di nascita: è un’abilità che si costruisce con l’esposizione e la pratica, come qualsiasi altra competenza.
Nel video “Non Sei Condannato Ad Essere SCOORDINATO”, Ale Demaria parte da un’idea semplice ma spesso ignorata: la coordinazione non è una caratteristica fissa con cui nasci, è il risultato di quanto ti sei esposto a compiti che la richiedono. Chi è cresciuto in un ambiente ricco di gioco, sport e movimento vario da bambino ha avuto più occasioni per allenarla senza nemmeno accorgersene. Chi non lo ha fatto parte svantaggiato, ma non per questo è escluso dal poterla costruire più avanti.
Il punto centrale, ripetuto più volte nel video, è che la coordinazione va trattata come un’abilità allenabile: se non la eserciti resta debole, se la esponi a stimoli nuovi in modo costante migliora, indipendentemente dall’età con cui inizi.
Si può migliorare la coordinazione da adulti?
Sì. Il sistema nervoso resta capace di apprendere nuovi schemi motori anche in età adulta: uno studio di risonanza magnetica funzionale su 43 adulti anziani sani ha misurato cambiamenti cerebrali e miglioramenti significativi durante l’apprendimento di una nuova sequenza motoria. Serve esposizione regolare, non l’età giusta.
Ale Demaria lo spiega con un’immagine efficace nel video: imparare la coordinazione da adulti funziona come imparare l’inglese per immersione. Non basta studiarla sui libri, bisogna essere circondati da persone che la parlano, cioè esporsi a un ambiente dove la coordinazione viene richiesta di continuo. Per il corpo vale lo stesso principio: più ti alleni in situazioni che richiedono di cambiare schema di movimento, più il sistema nervoso costruisce quella capacità.
La ricerca scientifica sull’apprendimento motorio nell’invecchiamento va nella stessa direzione: in uno studio pubblicato su Cerebral Cortex e disponibile su PubMed Central, 43 adulti anziani sani hanno mostrato attivazioni cerebrali via via più efficienti man mano che imparavano un nuovo compito motorio, con miglioramenti misurabili sia in velocità sia in precisione. La capacità di apprendimento motorio non sparisce con l’età: rallenta, ma resta attiva.
Perché mi sento scoordinato o scoordinata?
Quasi sempre per due motivi, spiega Ale Demaria: non ti sei esposto abbastanza alla coordinazione da bambino o bambina, oppure hai iniziato a evitare le situazioni che la richiedono per paura di sentirti inadeguato. In entrambi i casi è un punto debole allenabile, non un limite fisso.
Il primo motivo è il più banale: se da piccolo o piccola non hai praticato attività che richiedevano coordinazione, e non sei cresciuto in un ambiente ritmato, semplicemente non hai costruito quella base. Il secondo motivo è più sottile e riguarda l’evitamento: quando in passato ti sei trovato in situazioni dove la coordinazione contava, ti sei tirato indietro per paura di fare una brutta figura. Ogni volta che succede, perdi un’occasione di allenamento e, con essa, un pezzo di libertà di movimento: pensa a uno sport che ti piacerebbe provare ma che eviti perché temi di essere scoordinato o scoordinata.
Il primo passo pratico, secondo Ale Demaria, è cambiare il modo in cui guardi il problema: riconoscere di non essere coordinato o coordinata come vorresti non è una sconfitta, è aver trovato una nuova abilità su cui lavorare. Sciogliere un punto debole reale porta più benefici che continuare a migliorare qualcosa in cui sei già bravo.
Altri esercizi da alternare tra ipsilaterale e controlaterale
Una volta capito il principio con l’esercizio a comandi vocali, puoi applicarlo ad altri movimenti che già conosci. La tabella riassume cosa allena ciascun esercizio e come renderlo più difficile quando diventa facile.
| Esercizio | Cosa allena | Come progredire |
|---|---|---|
| Marcia a comandi vocali (ipsi/contra) | Coordinazione generale, tempo di reazione, cambio di schema al volo | Aumenta la velocità dei comandi e riduci il tempo per rispondere |
| Camminata controlaterale attenta | Lo schema naturale della camminata umana | Prova a farla più veloce mantenendo lo schema corretto |
| Camminata ipsilaterale (stesso lato) | Consapevolezza dello schema alternativo, capacità di uscire dall’automatismo | Alterna tratti ipsi e contro laterali senza fermarti, come nell’esercizio a comandi |
| Lancio di una pallina ipsi/contro laterale | Coordinazione tra arti superiori e inferiori, timing occhio-mano-piede | Cambia mano e piede di lancio a ogni ripetizione, senza deciderlo prima |
| Ruota (se sai già farla) ipsi/contro laterale | Coordinazione globale del corpo, cambio di appoggi in movimento | Alterna la partenza, mano o piede, senza pianificarla in anticipo |
Quanto tempo ci vuole per vedere risultati?
Per l’esercizio a comandi vocali, Ale Demaria consiglia dai 2 ai 5 minuti a sessione: più i comandi sono vari e imprevedibili, più profondo è l’effetto sulla coordinazione. Non esiste una tempistica magica valida per tutti: conta la costanza dell’esposizione, non un numero di settimane fisso.
Il video non fornisce una tabella di tempistiche settimanali, ed è giusto non inventarne una: quello che dice esplicitamente Ale Demaria è di ripetere l’esercizio più volte, con più comandi diversi possibile, per un tempo che va dai 2 ai 5 minuti a sessione. Per la frequenza generale con cui allenare la coordinazione, un riferimento utile viene dalle linee guida dell’American College of Sports Medicine, che raccomandano l’esercizio neuromotorio, cioè equilibrio, agilità e coordinazione, per 2-3 giorni a settimana negli adulti sani (Garber et al., 2011).
In pratica: qualche minuto, alcune volte a settimana, inserito dentro una routine di movimento più ampia, conta di più di una sessione lunga fatta una volta ogni tanto.
Coordinazione e invecchiamento: perché non è mai troppo tardi?
La coordinazione non è un capitolo chiuso dopo una certa età: è uno dei pilastri della prevenzione cadute. Una meta-analisi su 88 studi randomizzati e quasi 19.500 partecipanti ha misurato una riduzione del tasso di cadute del 21% con l’esercizio regolare, fino al 39% quando il programma include lavoro di equilibrio per oltre 3 ore a settimana.
Germano, allievo Moveinside, è un esempio concreto di quanto la capacità motoria resti allenabile anche dopo gli 80 anni: a 79 anni conviveva con attacchi di cervicale così forti da costringerlo a letto, a 83 anni si allena sulle trazioni e ha iniziato a lavorare sulla verticale con il coach. Puoi leggere la storia di Germano per vedere come si traduce, nella pratica quotidiana, l’idea che l’età non è un limite alla coordinazione.
Il legame tra coordinazione ed equilibrio è stretto ma non sono la stessa cosa: la coordinazione riguarda la collaborazione tra più parti del corpo in uno schema di movimento, l’equilibrio riguarda la capacità di mantenere o recuperare una postura stabile. Se il tuo obiettivo principale è proprio l’equilibrio, la guida Come migliorare l’equilibrio: principi ed esercizi pratici approfondisce quel lato specifico, così come il primo esercizio pensato per chi parte da zero.
Un avvertimento onesto: se hai vertigini frequenti, disturbi dell’equilibrio diagnosticati, problemi cardiovascolari importanti o sei caduto o caduta di recente, parlane con un medico prima di iniziare esercizi dinamici in piedi, e nel dubbio fai i primi tentativi vicino a un appoggio stabile.
I dati in breve
| Dato | Cosa significa | Fonte |
|---|---|---|
| 2-3 giorni a settimana | Frequenza di esercizio neuromotorio (equilibrio, agilità, coordinazione) raccomandata per gli adulti sani | ACSM, Garber et al. 2011 |
| -21% (fino a -39%) | Riduzione del tasso di cadute negli anziani con esercizio regolare, più alta se il programma include equilibrio oltre 3 ore a settimana | Sherrington et al. 2017, BJSM |
| 43 adulti anziani sani | Hanno mostrato miglioramenti misurabili nell’apprendimento di una nuova sequenza motoria in uno studio di risonanza magnetica funzionale | PMC, Cerebral Cortex |
Dati verificati a luglio 2026.
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