In sintesi
Un corpo allenato bene si muove bene in tanti modi diversi, ed è per questo anche bello da vedere. Ale Demaria lo riconosce da tre zone trascurate: polpacci, glutei e collo. Sono la prova che la forma del corpo è il risultato della funzione.
- Polpacci: restano assenti se ti muovi in modo statico, tornano se salti, scatti e cambi direzione.
- Glutei: sede della potenza e parte della catena posteriore, spesso spenti da ore seduti.
- Collo: deve sostenere una testa da circa 5 kg, si assottiglia se scivola in avanti.
- Il principio: l’estetica è la naturale conseguenza della funzione, se ti muovi bene migliora da sola.
Da cosa si vede un corpo allenato bene?
Si vede da tre zone che quasi tutti trascurano: polpacci, glutei e collo. Sono parti della catena posteriore che rispondono ai movimenti naturali come saltare, scattare e cambiare direzione. Se sono presenti e toniche, il corpo funziona bene, ed è proprio per questo che appare armonico e bilanciato.
Un corpo ben allenato, spiega Ale Demaria, non è un corpo che si muove in un modo solo: è un corpo che si muove bene in tanti modi diversi, è connesso alle proprie emozioni ed è anche esteticamente in ordine. È quel corpo che vedi per strada e ti fa chiedere: ma questo come si allena per avere una forma del genere?
Nel mondo del fitness l’estetica diventa spesso l’unico obiettivo, e per questo diventa superficiale: mi alleno per essere più bello, ma senza colmare il vuoto che me ne fa sentire il bisogno. Sull’altra sponda, nel mondo più olistico, c’è chi finge che i risultati estetici non contino e magari si allena di nascosto a casa per darsi una sistemata. La verità sta nel mezzo: un corpo che funziona bene sarà anche un corpo bello da vedere, non secondo un canone assoluto, ma bilanciato, armonico e tonico, senza essere estremamente muscoloso.
Perché i polpacci non crescono anche se ti alleni?
Perché il tuo allenamento è probabilmente statico e privo dei movimenti che stimolano davvero i polpacci: saltare, scattare, cambiare direzione, rimbalzare, lanciare, calciare. Senza quegli stimoli i polpacci restano assenti, al di là della genetica. Quando torni a muoverti in modo atletico, cambiano forma.
I polpacci sono formati da due muscoli, il gastrocnemio e il soleo, e sono fondamentali per la salute delle caviglie e delle ginocchia. Nell’uomo moderno sono carenti perché, anche quando ti alleni, è molto probabile che tu non faccia nulla di atletico: niente salti, niente scatti, niente cambi di direzione, ovvero i movimenti naturali per cui il corpo è fatto.
Ale Demaria racconta di aver creduto a lungo che fossero solo genetica: aveva i polpacci sottilissimi. Poi ha capito che nei suoi allenamenti quei movimenti erano semplicemente assenti. Era statico, e quindi non c’era nessuno stimolo oltre ai soliti due esercizi da palestra. Da quando ha iniziato a scattare, saltare e fare movimenti atletici, i polpacci hanno cambiato forma. La forma del corpo è il risultato della funzione: non sei fuori forma, ti muovi poco o nel modo sbagliato.
Perché un corpo allenato si vede da dietro?
Perché è nella catena posteriore che risiede la potenza. In palestra si vedono spesso corpi onesti da davanti (pettorali, bicipiti, addominali), ma a un esame più attento la catena posteriore è sgonfia e carente. I glutei ne fanno parte, e sono la sede della potenza del corpo.
I glutei si sviluppano quando pieghi le gambe, ma soprattutto in risposta a gesti atletici come lanciare, colpire e saltare. Oggi però sono spesso dei soffici cuscini su cui restare seduti per ore, come se fossero diventati la nostra sedia. E quando ti alzi, la postura della sedia ti resta incollata addosso: sei una sedia ambulante, dipendente dalla catena anteriore, mentre tutto ciò che sta dietro si è addormentato.
C’è anche una ragione più profonda. Secondo Ale Demaria la parte anteriore del corpo dovrebbe restare rilassata per far scorrere le emozioni: è la nostra parte vulnerabile, e se si contrae impedisce alle sensazioni più intime di circolare liberamente. La potenza sta dietro, la vulnerabilità davanti: un corpo ben allenato tiene in equilibrio le due cose.
Quali sono le tre zone da guardare?
Polpacci, glutei e collo. Sono le tre parti che nel mondo dell’allenamento tradizionale vengono dimenticate, ma che rivelano se un corpo si muove davvero bene. Guardarle è come leggere un campanello d’allarme: se sono carenti, la funzione del corpo è carente.
Di solito alleniamo gambe, braccia, addominali e a volte la schiena, dimenticando i polpacci perché crediamo che tanto non crescano, il collo perché non sappiamo nemmeno che si possa allenare, i glutei perché li lavoriamo con scarsi risultati. Ecco cosa raccontano davvero.
| Zona | Perché conta | Cosa la sviluppa |
|---|---|---|
| Polpacci | Salute di caviglie e ginocchia | Saltare, scattare, cambiare direzione |
| Glutei | Sede della potenza, catena posteriore | Piegare le gambe, lanciare, colpire, saltare |
| Collo | Sostiene una testa da circa 5 kg | Muovere e usare il collo, non tenerlo fisso |
Perché il collo è così importante per l’estetica?
Perché la forma del collo cambia letteralmente l’estetica di un corpo. Una figura perfetta con la testa scivolata in avanti o un collo sottilissimo perde armonia. La testa pesa circa 5 kg e il collo deve essere abbastanza forte da sostenerla: se smette di farlo, si indebolisce.
Oggi assistiamo a una vera e propria diffusione della testa scivolata in avanti: più che esseri umani, dice Ale Demaria, sembriamo diventati dei gamberetti. Il collo si incurva, si assottiglia e perde la capacità di sostenere il peso della testa. Il motivo è un principio semplice: se non lo usi, lo perdi. Passi la giornata con lo sguardo fisso davanti e vicino, non muovi il collo, e il sistema nervoso riceve il messaggio che non ti serve.
Il corpo è tutto connesso: quando la testa scivola in avanti perché il collo è debole, a cascata l’intero corpo diventa più rigido e più debole, e i dolori iniziano a bussare alla porta. Ecco perché il collo, insieme a polpacci e glutei, dice così tanto su quanto un corpo sia allenato bene, e perché l’estetica è la naturale conseguenza della funzione: se ti muovi bene, senza nemmeno pensarci, la tua estetica migliora.
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