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Da cosa si vede un corpo allenato bene | Moveinside

Ale Demaria mostra da cosa si vede un corpo allenato bene, polpacci glutei e collo, metodo Moveinside
Guida Moveinside · Movimento ed estetica

Da cosa si vede un corpo allenato bene: polpacci, glutei e collo

Da cosa si vede un corpo allenato bene? Non da petto e bicipiti, ma da tre zone che quasi tutti dimenticano: polpacci, glutei e collo. Sono la spia della catena posteriore e della funzione del corpo. Ecco perché, spiegato da Ale Demaria.

Ale Demaria ·Fondatore Moveinside ·6 min di lettura

In sintesi

Un corpo allenato bene si muove bene in tanti modi diversi, ed è per questo anche bello da vedere. Ale Demaria lo riconosce da tre zone trascurate: polpacci, glutei e collo. Sono la prova che la forma del corpo è il risultato della funzione.

  • Polpacci: restano assenti se ti muovi in modo statico, tornano se salti, scatti e cambi direzione.
  • Glutei: sede della potenza e parte della catena posteriore, spesso spenti da ore seduti.
  • Collo: deve sostenere una testa da circa 5 kg, si assottiglia se scivola in avanti.
  • Il principio: l’estetica è la naturale conseguenza della funzione, se ti muovi bene migliora da sola.
Guarda il video di Ale Demaria

Da cosa si vede un corpo allenato bene?

Si vede da tre zone che quasi tutti trascurano: polpacci, glutei e collo. Sono parti della catena posteriore che rispondono ai movimenti naturali come saltare, scattare e cambiare direzione. Se sono presenti e toniche, il corpo funziona bene, ed è proprio per questo che appare armonico e bilanciato.

Un corpo ben allenato, spiega Ale Demaria, non è un corpo che si muove in un modo solo: è un corpo che si muove bene in tanti modi diversi, è connesso alle proprie emozioni ed è anche esteticamente in ordine. È quel corpo che vedi per strada e ti fa chiedere: ma questo come si allena per avere una forma del genere?

Nel mondo del fitness l’estetica diventa spesso l’unico obiettivo, e per questo diventa superficiale: mi alleno per essere più bello, ma senza colmare il vuoto che me ne fa sentire il bisogno. Sull’altra sponda, nel mondo più olistico, c’è chi finge che i risultati estetici non contino e magari si allena di nascosto a casa per darsi una sistemata. La verità sta nel mezzo: un corpo che funziona bene sarà anche un corpo bello da vedere, non secondo un canone assoluto, ma bilanciato, armonico e tonico, senza essere estremamente muscoloso.

Perché i polpacci non crescono anche se ti alleni?

Perché il tuo allenamento è probabilmente statico e privo dei movimenti che stimolano davvero i polpacci: saltare, scattare, cambiare direzione, rimbalzare, lanciare, calciare. Senza quegli stimoli i polpacci restano assenti, al di là della genetica. Quando torni a muoverti in modo atletico, cambiano forma.

I polpacci sono formati da due muscoli, il gastrocnemio e il soleo, e sono fondamentali per la salute delle caviglie e delle ginocchia. Nell’uomo moderno sono carenti perché, anche quando ti alleni, è molto probabile che tu non faccia nulla di atletico: niente salti, niente scatti, niente cambi di direzione, ovvero i movimenti naturali per cui il corpo è fatto.

Ale Demaria racconta di aver creduto a lungo che fossero solo genetica: aveva i polpacci sottilissimi. Poi ha capito che nei suoi allenamenti quei movimenti erano semplicemente assenti. Era statico, e quindi non c’era nessuno stimolo oltre ai soliti due esercizi da palestra. Da quando ha iniziato a scattare, saltare e fare movimenti atletici, i polpacci hanno cambiato forma. La forma del corpo è il risultato della funzione: non sei fuori forma, ti muovi poco o nel modo sbagliato.

“Come usi il corpo prende forma. Non sei fuori forma: ti muovi poco o nel modo sbagliato.”
Ale Demaria

Perché un corpo allenato si vede da dietro?

Perché è nella catena posteriore che risiede la potenza. In palestra si vedono spesso corpi onesti da davanti (pettorali, bicipiti, addominali), ma a un esame più attento la catena posteriore è sgonfia e carente. I glutei ne fanno parte, e sono la sede della potenza del corpo.

I glutei si sviluppano quando pieghi le gambe, ma soprattutto in risposta a gesti atletici come lanciare, colpire e saltare. Oggi però sono spesso dei soffici cuscini su cui restare seduti per ore, come se fossero diventati la nostra sedia. E quando ti alzi, la postura della sedia ti resta incollata addosso: sei una sedia ambulante, dipendente dalla catena anteriore, mentre tutto ciò che sta dietro si è addormentato.

C’è anche una ragione più profonda. Secondo Ale Demaria la parte anteriore del corpo dovrebbe restare rilassata per far scorrere le emozioni: è la nostra parte vulnerabile, e se si contrae impedisce alle sensazioni più intime di circolare liberamente. La potenza sta dietro, la vulnerabilità davanti: un corpo ben allenato tiene in equilibrio le due cose.

Quali sono le tre zone da guardare?

Polpacci, glutei e collo. Sono le tre parti che nel mondo dell’allenamento tradizionale vengono dimenticate, ma che rivelano se un corpo si muove davvero bene. Guardarle è come leggere un campanello d’allarme: se sono carenti, la funzione del corpo è carente.

Di solito alleniamo gambe, braccia, addominali e a volte la schiena, dimenticando i polpacci perché crediamo che tanto non crescano, il collo perché non sappiamo nemmeno che si possa allenare, i glutei perché li lavoriamo con scarsi risultati. Ecco cosa raccontano davvero.

ZonaPerché contaCosa la sviluppa
PolpacciSalute di caviglie e ginocchiaSaltare, scattare, cambiare direzione
GluteiSede della potenza, catena posteriorePiegare le gambe, lanciare, colpire, saltare
ColloSostiene una testa da circa 5 kgMuovere e usare il collo, non tenerlo fisso

Come leggere il tuo corpo davanti allo specchio

Non servono misurazioni: bastano tre sguardi onesti. Guardati polpacci, glutei e collo e chiediti se sono presenti o spariti. Sono i tre punti in cui Ale Demaria riconosce chi si allena da tempo con movimenti naturali, e in cui il corpo racconta la propria funzione.

1
Guarda i polpacciSe sono sottili nonostante ti alleni, il problema non è la genetica: è che ti muovi in modo statico. Chiediti quando è stata l’ultima volta che hai saltato, scattato o cambiato direzione. Sono quei movimenti a dare forma ai polpacci.
2
Guardati di spalleGirati e osserva i glutei e la catena posteriore. Da davanti molti corpi sono onesti, ma è dietro che si vede la potenza. Se i glutei sono spenti e usati solo come cuscino per stare seduti, la catena posteriore si è addormentata.
3
Osserva il collo di profiloControlla se la testa è allineata o scivolata in avanti. Un collo forte sostiene la testa, un collo debole si assottiglia e la lascia cadere in avanti. La forma del collo cambia letteralmente l’estetica di tutto il corpo.

Perché il collo è così importante per l’estetica?

Perché la forma del collo cambia letteralmente l’estetica di un corpo. Una figura perfetta con la testa scivolata in avanti o un collo sottilissimo perde armonia. La testa pesa circa 5 kg e il collo deve essere abbastanza forte da sostenerla: se smette di farlo, si indebolisce.

Oggi assistiamo a una vera e propria diffusione della testa scivolata in avanti: più che esseri umani, dice Ale Demaria, sembriamo diventati dei gamberetti. Il collo si incurva, si assottiglia e perde la capacità di sostenere il peso della testa. Il motivo è un principio semplice: se non lo usi, lo perdi. Passi la giornata con lo sguardo fisso davanti e vicino, non muovi il collo, e il sistema nervoso riceve il messaggio che non ti serve.

Il corpo è tutto connesso: quando la testa scivola in avanti perché il collo è debole, a cascata l’intero corpo diventa più rigido e più debole, e i dolori iniziano a bussare alla porta. Ecco perché il collo, insieme a polpacci e glutei, dice così tanto su quanto un corpo sia allenato bene, e perché l’estetica è la naturale conseguenza della funzione: se ti muovi bene, senza nemmeno pensarci, la tua estetica migliora.

L’autore
Ale Demaria
Fondatore e coach del metodo Moveinside
Ale Demaria è il fondatore del metodo Moveinside, la prima scuola di intelligenza fisica del corpo in Italia, ed è passato da una postura terribile, una grave malattia autoimmune, rigidità e attacchi di panico a trasformare la sua vita attraverso il movimento. Nei suoi contenuti traduce i principi del movimento naturale in criteri concreti, come i tre segni di questa guida.

Vuoi un corpo che funziona (e si vede)?

La forma del corpo è il risultato della funzione, e la funzione si costruisce con le abitudini giuste. Ale Demaria le raccoglie nel suo libro L’ultimo programma, oppure puoi partire da una consulenza gratuita con il team Moveinside.

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Domande frequenti

Le risposte veloci

Da cosa si vede se un corpo è allenato bene?
Da tre zone spesso trascurate: polpacci, glutei e collo. Sono parti della catena posteriore che rispondono ai movimenti naturali (saltare, scattare, cambiare direzione). Se sono presenti e toniche, il corpo funziona bene e per questo appare anche armonico ed esteticamente bilanciato.
Perché i polpacci non crescono anche se mi alleno?
Perché il tuo allenamento è probabilmente statico e privo dei movimenti atletici che stimolano i polpacci: saltare, scattare, cambiare direzione, rimbalzare. Senza quegli stimoli i polpacci restano assenti, al di là della genetica. Quando torni a muoverti in modo atletico, cambiano forma.
Cosa vuol dire che l’estetica è il risultato della funzione?
Vuol dire che la forma del corpo dipende da come lo usi: le parti che alleni con movimenti naturali prendono forma, quelle che non usi si assottigliano. Non sei fuori forma, ti muovi poco o nel modo sbagliato. Muoviti bene e l’estetica migliora da sola.
Perché è importante allenare la catena posteriore?
Perché è lì che risiede la potenza del corpo. In palestra si curano petto, bicipiti e addominali, ma glutei, catena posteriore e polpacci restano carenti. Un corpo ben allenato lo si vede da dietro, non solo da davanti.
Il collo si può allenare?
Sì. La testa pesa circa 5 kg e il collo deve essere forte per sostenerla. Se passi la giornata con la testa scivolata in avanti, il collo perde la funzione di sostegno e si assottiglia. Vale il principio: se non lo usi, lo perdi.
Fai il primo passo Costruisci un corpo che funziona ↑

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