Conoscere il funzionamento degli atti respiratori al minuto è un passo fondamentale per comprendere meglio la nostra salute e il nostro benessere.

Il respiro è una funzione vitale che spesso diamo per scontata, ma la frequenza e la qualità dei nostri atti respiratori possono rivelare molto sul nostro stato fisico ed emotivo.

In questo articolo, esploreremo l’importanza di prestare attenzione alla frequenza respiratoria, come misurarla e come influisce sul nostro corpo e sulla nostra mente.

Scopriremo anche come pratiche consapevoli come la meditazione e il controllo del respiro possono migliorare non solo la nostra frequenza respiratoria, ma anche la qualità generale della nostra vita.

Che cosa sono e perché sono importanti gli atti respiratori?

Gli atti respiratori sono fondamentalmente i cicli di inspirazione (inalazione) ed espirazione (esalazione) che compiamo ogni giorno, ogni momento, senza nemmeno pensarci. 

Ogni atto respiratorio rappresenta una delle funzioni più vitali e automatiche del nostro corpo. 

La frequenza degli atti respiratori, cioè quante volte respiriamo in un minuto, varia a seconda dell’età, dello stato di salute e dell’attività fisica che stiamo svolgendo.

In media, un adulto a riposo respira circa 12-20 volte al minuto.

Questo numero può aumentare significativamente durante l’esercizio fisico o in situazioni di stress, quando il corpo richiede più ossigeno e deve eliminare l’anidride carbonica più rapidamente.

Ma il respiro è molto più di un semplice scambio di gas. È profondamente intrecciato con il nostro stato emotivo e mentale. 

Quando siamo ansiosi o stressati, il nostro respiro tende a diventare più veloce e superficiale, mentre nei momenti di relax diventa più lento e profondo.

Questa stretta relazione tra respiro e stato emotivo è sfruttata in pratiche come la meditazione, dove il controllo consapevole del respiro è utilizzato per calmare la mente e rilassare il corpo.

Sapendo questo, possiamo di conseguenza sfruttare a nostro vantaggio il controllo del respiro come calmante naturale per migliorare non solo le nostre prestazioni fisiche, ma anche il nostro stato mentale.

Gli effetti positivi del respiro consapevole

Una corretta respirazione può influenzare positivamente vari aspetti della salute. 

Il respiro profondo e regolare migliora la circolazione, stimola il sistema linfatico (che aiuta a eliminare le tossine dal corpo), riduce la pressione sanguigna e potenzia addirittura il sistema immunitario.

Per non parlare dei benefici sul sistema nervoso: la respirazione profonda attiva il sistema nervoso parasimpatico, responsabile della risposta di “riposo e digestione” del corpo, contrastando gli effetti dello stress e della tensione.

Abbiamo già parlato di questo processo in questi articoli: 

In breve, gli atti respiratori non sono solo un processo biologico essenziale per la sopravvivenza, ma anche una potente leva per influenzare la nostra salute fisica, mentale ed emotiva.

Imparare a comprendere e controllare la propria respirazione può essere uno strumento incredibilmente efficace per migliorare il nostro benessere complessivo.

Come riconoscere uno stato respiratorio normale da uno alterato

Generalmente, in uno stato di riposo, la frequenza respiratoria a riposo è di 12-20 atti al minuto.

Tuttavia, durante l’esercizio fisico, la frequenza può arrivare sino a 35-45 respiri al minuto.

Chiaramente si tratta di un valore molto soggettivo e che può essere allenato.

L’importante è che comunque la respirazione prevalente avvenga dal naso e non dalla bocca, soprattutto in uno stato di riposo.

Fatta questa precisazione, ci sono alcuni valori riconosciuti ufficialmente come “alterati” (anche se non sempre patologici, sia chiaro) dalla medicina contemporanea, ovvero:

  • Tachipnea: un aumento della frequenza respiratoria superiore ai 20 cicli al minuto nell’adulto (normalissima comunque in ambienti con poco ossigeno come in alta montagna o in stati di forte emozione, ansia e agitazione)
  • Bradipnea: un calo della frequenza respiratoria al di sotto dei 12 respiri al minuto nell’adulto (attenzione: questo valore è comunque del tutto normale durante il sonno)
  • Iperpnea: situazione in cui gli atti respiratori aumentano di profondità (spesso collegata alla tachipnea, ma non sempre)

In ogni caso, senza scendere troppo nel tecnico, la cosa importante da ricordare è che una persona, in uno stato “normale”, dovrebbe quantomeno respirare dal naso.

Invece sono sempre di più le persone che respirano in modo quasi continuativo dalla bocca.

Cosa che limita e penalizza il corretto uso del nostro apparato respiratorio e soprattutto il corretto uso sia dell’ossigeno, che dell’anidride carbonica!

Questo significa non respirare adeguatamente, e non utilizzare appieno gli strumenti che la natura ci ha dato.

La corretta respirazione nasale, perciò, è sicuramente qualcosa su cui vale la pena lavorare, un abilità da acquisire o almeno da migliorare, per aumentare la qualità della nostra vita sotto innumerevoli punti di vista.

Infatti, i benefici di una corretta respirazione nasale sono infiniti: dalle prestazioni sportive, alla salute del cuore, dalla gestione dell’ansia e dell’insonnia, alla rigenerazione della pelle, e via dicendo.

Nel nostro corso “Crescita Personale Attraverso il Movimento” abbiamo riservato più di un modulo alla respirazione, spiegandone non solo i principi e il funzionamento, ma dando anche degli esercizi pratici per iniziare a lavorarci sopra.

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