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Come imparare a saltare bene a ogni età: i 5 passi

Ale Demaria mostra i 5 passi per imparare a saltare bene a ogni età, metodo Moveinside
Guida Moveinside · Movimento

Come imparare a saltare bene a ogni età: i 5 passi

Il salto è un movimento fondamentale del corpo umano e mantiene in salute tutta la parte inferiore. Se oggi non salti liberamente non è una condanna: ecco perché l’hai perso e i 5 passi con cui Ale Demaria lo fa recuperare in sicurezza, anche da adulto.

Ale Demaria ·Fondatore Moveinside ·7 min di lettura

In sintesi

Se non salti da anni, o ti sei dimenticato come si fa o hai paura di farti male: entrambe si sciolgono tornando a saltare gradualmente. Il segreto è atterrare leggeri come un gatto, con l’avampiede e non con le tallonate, e crescere un passo alla volta.

  • Causa principale: ti sei dimenticato come si fa oppure non ti fidi del tuo corpo, non l’età.
  • Come iniziare: scalda i piedi con il guanto e attiva l’elasticità dei tendini.
  • Cosa fare: 5 passi progressivi, dalla discesa da un rialzo basso al superamento del box.
  • Regola d’oro: arriva con i piedi, resta poco a terra, idealmente non ti sente nessuno.
Guarda il video di Ale Demaria

Perché da adulto non riesci più a saltare?

Se oggi non salti liberamente ci sono due cause. La prima è che ti sei semplicemente dimenticato come si fa, perché non lo fai da tempo. La seconda è che non ti fidi del tuo corpo e hai paura di farti male. Nessuna delle due è l’età.

Il salto è un movimento fondamentale del corpo umano, e Ale Demaria è netto: non puoi permetterti di non farlo. Mantiene in salute tutta la parte inferiore del corpo, la tiene elastica e pronta agli urti, agli impatti e alle cadute, e tiene tendini, legamenti e muscoli in salute. Per questo uno stimolo di salto dovrebbe far parte del tuo programma e della tua vita.

La buona notizia è che qualsiasi cosa tu abbia in testa in questo momento riguardo al salto si può sciogliere. Anche se non salti da anni, sei adulto e hai paura, si può tornare a capire, scoprire e incorporare come si salta. Le cause del blocco sono concrete e reversibili.

  • Disabitudine: non salti da tempo e il corpo ha perso il gesto.
  • Paura di farsi male: non ti fidi del corpo e lo eviti.
  • Piedi e tendini disattivati: anni senza stimolo tolgono elasticità ai tendini sulla terra ferma.
“Saltare diventa un piacere se sai come farlo e lo fai progressivamente.”
Ale Demaria

Come prepari il corpo prima di saltare?

Prima di saltare prepari i piedi e i tendini. Scaldi i piedi con l’esercizio del guanto, inserendo un dito alla volta tra le dita del piede. Poi fai qualche atterraggio a gambe tese e attivi l’elasticità dei tendini d’Achille con piccoli rimbalzi sul posto.

Il primo esercizio è il guanto: inserisci un dito della mano alla volta tra le dita del piede e mobilizzi il piede in base a quello che senti giusto, creando spazio tra le dita. Bastano 30-60 secondi per lato. Attraverso il tatto senti la forma dei piedi e, anche solo toccandoli, dai energia, consapevolezza e li prepari a saltare. Se hai problemi ai piedi, Ale rimanda alla sua routine per sviluppare piedi funzionali.

Poi passi a un atterraggio a gambe tese: in piedi, lasci il corpo scendere in una sorta di atterraggio, scaldando a livello articolare, muscolare e del sistema nervoso. Puoi mantenere i talloni a terra o, per aumentare la difficoltà, arrivare sugli avampiedi, scegliendo tu la profondità.

L’ultimo passaggio prima del salto è l’elasticità dei tendini d’Achille. Pieghi leggermente le ginocchia e lasci sollevare i talloni: quando il ginocchio va avanti, il tallone si stacca leggermente e bacia il pavimento. Non è mettere forza, è riciclare energia con un rimbalzo soft e gentile, spendendo meno tempo possibile a terra e spingendo con la base dell’alluce. È il requisito per un salto che funzioni bene.

Quali sono i 5 passi per tornare a saltare?

I 5 passi sono progressioni misurabili: dalla discesa da un rialzo basso, al primo saltello sopra il rialzo, all’aumento di spinta e flessione dell’anca, alla pliometria, fino al superamento del box con una componente di paura. Ognuno si affronta solo quando il precedente è sostenibile.

1
La discesa dal rialzoInizia con un gradino o un rialzo molto basso: non saltare sopra, solo scendi. Il rialzo giusto è quello che non ti fa provare dolore e ti mette leggermente a disagio, ma non troppo. Atterra con gli avampiedi, senza tallonate: idealmente non ti sente nessuno. Poi aumenti l’altezza, lasciandoti cadere in stile parkour, fino a superare l’altezza delle ginocchia.
2
Il primo saltello sul rialzoTorni all’altezza da cui hai iniziato e fai il primo salto vero. Usi le braccia per aiutarti, ti protendi in avanti e arrivi sul rialzo con l’avampiede, non con la tallonata. Ora c’è sia la fase in cui vai sopra qualcosa sia quella in cui scendi: è un salto completo.
3
Più spinta e flessione dell’ancaAumenti la spinta dei piedi e la flessione dell’anca, così il ginocchio sale di più. Usa lo sguardo: guarda dove vai ad atterrare, con occhi attivi e non passivi. Sentirai il gesto completamente diverso. La qualità da cercare è quella di un gatto: non ti vuoi far sentire.
4
La pliometria nel saltoAggiungi elasticità e consapevolezza. Parti dal pavimento, fai un salto e, appena tocchi, salti subito sopra il tuo rialzo iniziale, tenendolo a due passi di distanza. Ti aiuti con le braccia e il focus è stare meno tempo possibile a contatto con il pavimento, mettendo in pratica tutto quello che hai fatto finora. Ricordati di respirare.
5
Superare il boxL’ultima progressione aggiunge una componente di paura, fondamentale quando saltiamo: invece di salire sul box, lo superi. Solleva bene le ginocchia per non entrare con le tibie. L’atterraggio lo fanno prima i piedi che prendono il pavimento, poi il resto del corpo: non arrivi verticale né con le spalle in avanti. Se non hai un box, adattati con un libro o un dischetto di peso.

Come capisci quando passare al passo successivo?

Passi al passo successivo solo quando quello attuale è sostenibile e senza dolore. La regola è misurabile: se una progressione funziona bene, aumenti l’altezza del rialzo o il livello. Se non funziona, resti dove sei. Il corpo detta il ritmo, non l’orologio.

PassoCosa aspettarti
Discesa dal rialzoScendi da un rialzo basso e senti l’atterraggio leggero, senza tallonate. Aumenti fino a superare l’altezza delle ginocchia.
Primo saltelloTorni all’altezza iniziale e completi un salto vero, con la fase di salita e quella di discesa, aiutandoti con le braccia.
Più spinta e pliometriaIl ginocchio sale, lo sguardo guida l’atterraggio, stai sempre meno a contatto con il suolo. Senti anche un po’ di cardio.
Superamento del boxSuperi l’ostacolo con la componente di paura, sollevando bene le ginocchia e prendendo il pavimento prima con i piedi.

Come porti il salto nella vita di tutti i giorni?

Ogni volta che trovi una staccionata, un muretto o un gradone non evitarlo e non passarci di fianco: scavalcalo, passaci attraverso, superalo. Non serve il salto della vita. È questo stile di vita che prevede il salto a fare la vera differenza, più di qualsiasi allenamento isolato.

Ale lo definisce una sfida quotidiana: non c’è allenamento che tenga a uno stile di vita che prevede il salto. Un gradone diventa un’occasione per un piccolo balzo invece di una discesa passiva. È il modo in cui il gesto smette di essere un esercizio e torna a essere movimento naturale, integrato nella giornata. Lo stesso principio di costanza vale per ogni capacità del corpo: lo racconta bene la storia di Iacopo, che ha costruito forza e mobilità un passo alla volta.

Ale Demaria
Fondatore e coach del metodo Moveinside
Ale Demaria è fondatore del metodo Moveinside, la prima scuola di crescita personale attraverso il movimento in Italia. Aiuta adulti a eliminare il dolore e diventare liberi di muoversi in modo definitivo.

Vuoi il metodo completo, un passo alla volta?

Recuperare movimenti fondamentali come il salto è il cuore dell’approccio Moveinside: poche cose fatte bene, ogni giorno, in modo progressivo. Nel libro L’ultimo programma di Ale Demaria trovi il sistema per cambiare le abitudini del corpo con una tecnica semplice. Oppure parti da una consulenza con il team Moveinside.

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Domande frequenti

Le risposte veloci

Si può imparare a saltare anche da adulti?
Sì. Se non salti da anni, nella maggior parte dei casi ti sei solo dimenticato come si fa o non ti fidi del tuo corpo. Lavorando passo passo, in modo progressivo e sicuro, puoi tornare a saltare a qualsiasi età.
Perché ho perso il salto?
Per due cause principali: ti sei dimenticato come si fa perché non lo fai da tempo, oppure non ti fidi del tuo corpo e hai paura di farti male. In entrambi i casi il salto si può recuperare tornando a incorporare il movimento gradualmente.
Con cosa devo iniziare prima di saltare?
Prima di saltare scalda i piedi con l’esercizio del guanto, inserendo un dito alla volta tra le dita del piede per 30-60 secondi per lato. Poi fai qualche atterraggio a gambe tese e attiva l’elasticità dei tendini d’Achille con piccoli rimbalzi sul posto.
Come atterro senza farmi male?
Atterra come un gatto: prendi il pavimento prima con i piedi, arrivando con l’avampiede e non con le tallonate, e resta il meno possibile a contatto con il suolo. Idealmente nessuno deve sentirti atterrare: l’atterraggio deve essere leggero e silenzioso.
Come porto il salto nella vita di tutti i giorni?
Ogni volta che trovi una staccionata, un muretto o un gradone non evitarlo: scavalcalo, passaci attraverso, superalo. Questo stile di vita che prevede il salto fa più differenza di qualsiasi allenamento isolato.
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