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Come fare la spaccata sagittale (anche da adulti)

Ale Demaria mostra come fare la spaccata sagittale con il metodo Moveinside
Guida Moveinside · Spaccata e flessibilità

Come fare la spaccata sagittale (anche da adulti)

La spaccata sagittale non è un privilegio di chi ha fatto danza o ginnastica artistica da bambino: si costruisce a qualsiasi età con un lavoro progressivo su due leve precise, la gamba davanti e la gamba dietro. Ale Demaria, che l’ha raggiunta da adulto partendo dal nuoto, spiega come farla passo dopo passo.

Ale Demaria ·Fondatore e coach del metodo Moveinside ·8 min di lettura

In sintesi

La spaccata sagittale si costruisce lavorando separatamente sulla gamba davanti (flessione dell’anca a gamba tesa) e sulla gamba dietro (estensione dell’anca), poi mettendo insieme il posizionamento corretto del bacino. Non serve una base di danza o ginnastica: Ale Demaria l’ha raggiunta partendo da nuotatore, a 23 anni, con un lavoro di mobilità a carico progressivo.

  • Due leve separate: gamba davanti in flessione d’anca, gamba dietro in estensione d’anca.
  • Metodo: mobilità a carico progressivo, non stretching passivo isolato.
  • Tempi: percorso personale; nell’esperienza di Ale, circa due anni di lavoro costante.
  • Errore più comune: non ruotare internamente l’anca della gamba dietro.
Guarda il video con Ale Demaria · 3 esercizi

Cos’è la spaccata sagittale e ti serve davvero?

La spaccata sagittale è la posizione in cui una gamba è completamente flessa in avanti e l’altra completamente estesa indietro, sullo stesso piano del corpo. Non è un fine in sé: è un mezzo per guadagnare mobilità dell’anca, utile a chi pratica danza, arti marziali o vuole semplicemente muoversi meglio.

Se il tuo obiettivo finale è la spaccata come traguardo in sé, puoi stare benissimo anche senza: basta avvicinarsi, migliorando la mobilità in flessione ed estensione delle anche, per compensare le troppe ore passate seduti. Se invece vuoi calciare più alto perché pratichi arti marziali, o ti serve più ampiezza quando balli perché sei una ballerina, allora ha senso dedicare tempo alla spaccata sagittale vera e propria.

Questo è anche il principio alla base del metodo Moveinside: la mobilità non è un esercizio isolato, è funzionale a qualcosa che vuoi fare col tuo corpo.

  • Beneficio diretto: danza, arti marziali, ginnastica, ogni sport che richiede ampiezza dell’anca.
  • Beneficio indiretto: più mobilità generale delle anche, utile a chi passa molte ore seduto.
“Quando ti dico che le ho provate tutte è perché le ho provate veramente tutte.”
Ale Demaria

Come si prepara la gamba davanti nella spaccata sagittale?

Isolando due movimenti: l’antiversione del bacino e la flessione dell’anca a gamba tesa. Lavorarli separatamente, con mobilità a carico progressivo invece che stretching passivo isolato, prepara la gamba davanti in sicurezza prima di comporre la spaccata completa.

1
Antiversione del bacinoImmagina una coda che prolunga la tua colonna vertebrale e portala verso l’alto: questo è il movimento di antiversione del bacino, la base su cui si costruisce la flessione dell’anca della gamba davanti.
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Flessione dell’anca a gamba tesaIn piedi, solleva una gamba il più possibile tenendola tesa. Allena questo range con la mobilità a carico progressivo, non con lo stretching passivo isolato: costruisce forza nel nuovo range, non solo elasticità temporanea. Un esercizio complementare utile qui è il Good Morning avanzato, che lavora sulla flessibilità dei femorali necessaria alla gamba davanti.

Come si prepara la gamba dietro per la spaccata sagittale?

Lavorando sull’estensione dell’anca della gamba dietro, la direzione opposta a quella in cui passiamo la maggior parte della giornata da seduti. Il movimento più utile nel lungo periodo è lo split squat, che permette di progredire in sicurezza senza forzare l’articolazione.

Questo lavoro ha importanza non solo per la spaccata sagittale, ma soprattutto per il benessere generale: passiamo molte ore in flessione (quando sei seduto sei in flessione d’anca), e l’estensione è il movimento che manca di più nella giornata tipo. Anche qui la mobilità a carico progressivo è lo strumento principale; le altre tecniche, come lo stretching passivo, restano utili come complemento.

Per la gamba dietro, un esercizio mirato è il weighted psoas stretch, che allena l’estensione dell’anca lavorando in contemporanea anche sul ponte.

Qual è il posizionamento corretto per chiudere la spaccata sagittale?

L’ultimo passaggio è mettere insieme gamba davanti e gamba dietro trovando il corretto posizionamento del bacino: la chiave è ruotare internamente l’anca della gamba dietro, così che la coscia guardi verso il pavimento invece che verso l’esterno.

L’errore principale, nell’esperienza di Ale, è proprio non ruotare internamente l’anca della gamba dietro: questo produce la classica postura con la coscia rivolta verso l’esterno, meno efficace per chiudere la posizione. Non si tratta di giusto o sbagliato in senso assoluto, ma di più o meno efficace per raggiungere la spaccata completa.

Se vuoi la lista completa gli errori più comuni nella spaccata sagittale li trovi nell’articolo dedicato, con gli altri sbagli che rallentano o bloccano il percorso.

Quanto tempo serve per la spaccata sagittale?

Non esiste un tempo universale: dipende dal punto di partenza e dalla costanza. Nella sua esperienza diretta, Ale Demaria ha costruito la spaccata sagittale in circa due anni di lavoro progressivo e continuo, partendo da zero flessibilità. Conta più la costanza nel tempo che la velocità.

QuandoCosa è successo (percorso di Ale)
Punto di partenzaArriva dal nuoto, a 23 anni, senza alcuna base di flessibilità per la spaccata sagittale.
Circa due anni di lavoroCostruisce il range con mobilità a carico progressivo, in modo solido e costante.
Anni successiviLa mantiene senza allenarla in modo specifico, riuscendo a eseguirla anche da freddo.

Non è una promessa di tempi uguali per tutti, è un esempio reale: la variabile che conta è la costanza. Se preferisci seguire una progressione strutturata invece di procedere da solo, il programma di allenamento per la spaccata sagittale mette in ordine le tappe.

Si può imparare la spaccata sagittale da adulti?

Sì. Non serve una base di danza o ginnastica artistica da bambino: la mobilità dell’anca si costruisce a qualsiasi età con un lavoro progressivo e costante. Ale Demaria stesso è arrivato alla spaccata sagittale da adulto, partendo dal nuoto e senza alcuna preparazione specifica di flessibilità.

È un percorso lungo, non immediato, ma non richiede doti particolari: richiede lavorare le due gambe separatamente, con metodo, e mettere insieme il posizionamento corretto solo alla fine. Chi parte da adulto ha in più la capacità di lavorare in modo consapevole sul carico e sulla tecnica, invece che affidarsi solo alla plasticità del corpo di un bambino.

Un esempio concreto arriva da la storia di Luca, un allievo Moveinside che ha raggiunto la spaccata sagittale partendo da adulto.

La spaccata sagittale serve anche a chi balla?

Sì, in modo diretto: per una ballerina la spaccata sagittale amplia il range di movimento disponibile nei passi e nelle figure che richiedono ampiezza dell’anca. Chi pratica arti marziali la usa per calciare più in alto. Per tutti gli altri resta utile come lavoro di mobilità generale delle anche.

La differenza è nell’obiettivo: una ballerina o un’atleta di arti marziali hanno bisogno della spaccata sagittale come strumento tecnico specifico del proprio sport, quindi vale la pena dedicarci un lavoro mirato e continuativo. Per chi invece cerca solo benessere quotidiano, basta avvicinarsi al range completo, senza l’obbligo di arrivare fino in fondo.

Per approfondire il concetto più ampio dietro questo lavoro, vale la pena leggere mobilità articolare, forza e flessibilità, l’articolo che spiega l’approccio Moveinside alla mobilità in generale.

Ale Demaria, fondatore Moveinside
Ale Demaria
Fondatore e coach del metodo Moveinside
Ale Demaria è il fondatore di Moveinside e autore dei libri Corpo Intelligente e L’ultimo programma. Ha raggiunto la spaccata sagittale da adulto partendo dal nuoto, senza alcuna base di flessibilità, e da anni insegna il suo metodo di mobilità a carico progressivo a chi vuole muoversi meglio a ogni età.

Vuoi il metodo completo, un passo alla volta?

La spaccata sagittale è un tassello dell’approccio Moveinside: mobilità costruita con metodo, non improvvisata. Nel libro L’ultimo programma di Ale Demaria trovi il sistema per allenare il corpo con una tecnica semplice, un passo alla volta. Oppure parti da una consulenza gratuita con il team Moveinside.

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Domande frequenti

Le risposte veloci

Cos’è la spaccata sagittale?
La spaccata sagittale è la posizione in cui una gamba è completamente flessa in avanti e l’altra completamente estesa indietro, sullo stesso piano del corpo. Non è un fine in sé, ma un mezzo per guadagnare mobilità dell’anca, utile a chi pratica danza, arti marziali o vuole semplicemente muoversi meglio.
Quanto tempo ci vuole per fare la spaccata sagittale?
Non esiste un tempo universale: dipende dal punto di partenza e dalla costanza. Nella sua esperienza diretta, Ale Demaria ha costruito la spaccata sagittale in circa due anni di lavoro progressivo e continuo, partendo da zero flessibilità. Conta più la costanza nel tempo che la velocità.
Si può imparare la spaccata sagittale da adulti?
Sì. Non serve una base di danza o ginnastica artistica da bambino: la mobilità dell’anca si costruisce a qualsiasi età con un lavoro progressivo e costante. Ale Demaria stesso è arrivato alla spaccata sagittale da adulto, partendo dal nuoto e senza alcuna preparazione specifica di flessibilità.
Quali esercizi servono per la spaccata sagittale?
Servono esercizi separati per le due gambe: antiversione del bacino e flessione dell’anca a gamba tesa per la gamba davanti, split squat ed estensione dell’anca per la gamba dietro. Il metodo più efficace nel lungo periodo è la mobilità a carico progressivo, non lo stretching passivo isolato.
La spaccata sagittale serve anche alle ballerine?
Sì, in modo diretto: per una ballerina la spaccata sagittale amplia il range di movimento disponibile nei passi e nelle figure che richiedono ampiezza dell’anca. Chi pratica arti marziali la usa per calciare più in alto. Per tutti gli altri resta utile come lavoro di mobilità generale delle anche.
Qual è l’errore più comune nella spaccata sagittale?
Non ruotare internamente l’anca della gamba dietro: questo produce la classica postura con la coscia rivolta verso l’esterno, meno efficace per chiudere la posizione. Non è un errore nel senso di giusto o sbagliato, ma di più o meno efficace per raggiungere la spaccata completa.
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