Alluce valgo: perché viene e come si cura?

Lo vediamo in questo articolo, ma prima di tutto facciamo una premessa importante, che detterà la chiave di lettura di tutto quello che leggerai dopo.

Hai mai riflettuto sul fatto che il nostro corpo ci parla, esprimendo ciò che avviene nella nostra mente (o se preferisci, il nostro stato emotivo) attraverso segnali che troppo spesso ignoriamo?

Tra questi segnali, uno particolarmente comune ma spesso sottovalutato è l’alluce valgo.

Questa condizione, che a prima vista potrebbe sembrare un semplice fastidio fisico, racchiude in realtà una storia più profonda, legata alla nostra relazione con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Che cos’è l’alluce valgo e perché ad alcuni viene, mentre ad altri no?

L’alluce valgo si presenta come una deviazione dell’alluce verso le altre dita, accompagnata spesso da dolore, rossore, e un rigonfiamento osseo alla base dell’alluce stesso.

Molti lo considerano un problema puramente estetico o di comodità, legato alla scelta delle calzature o al modo di camminare.

Un problema legato a predisposizioni genetiche.

E’ chiaro che indossare calzature troppo strette non fa bene ai piedi e influisce notevolmente sulla loro conformazione.

Più volte infatti abbiamo ripetuto qui sul blog e altrove di camminare scalzi per la maggior parte del tempo e, laddove non fosse possibile, di usare delle scarpe minimaliste.

Detto questo, però, è innegabile che non tutti soffrono di alluce valgo.

Eppure tutti utilizzano le stesse scarpe “alla moda” e assolutamente inadatte alla nostra naturale conformazione del piede (veramente in pochissimi usano scarpe minimaliste).

Ma sono molti di più quelli che non soffrono di alluce valgo.

Quindi le scarpe non sono tutto, non spiegano tutto, pur essendoci chiaramente una correlazione tra calzature e forma del piede.

Correlazione che però non spiega tutte le diverse casistiche.

E allora perché tutti quelli che usano scarpe “normali” (ovvero il 99% della popolazione) non soffrono di alluce valgo allo stesso modo?

La genetica non c’entra, secondo studi recenti, o almeno non è così determinante come si è sempre pensato.

Tuttavia, guardando oltre questa superficie, possiamo iniziare a comprendere che il nostro corpo sta tentando di comunicarci qualcosa di più profondo.

Alluce valgo: la natura atraumatica dei nostri dolori

Gran parte dei nostri dolori, incluso l’alluce valgo, non derivano da traumi diretti ma sono il risultato di abitudini posturali, stress e, sorprendentemente, da squilibri emotivi e psicologici.

Come ormai abbiamo esaminato più volte e in diversi contesti, viviamo in un mondo che ci spinge a correre, a competere, a stare sempre “sul pezzo”, e il nostro corpo assorbe e riflette queste pressioni.

Da questo punto di vista, secondo recenti ricerche che prendono in considerazione sia la sfera fisica che quella mentale senza trascurare una o l’altra, l’alluce valgo può essere interpretato come un segnale di un cammino di vita disarmonico, in cui forse stiamo andando in una direzione che non ci appartiene veramente, o stiamo mettendo troppo “peso” su aspetti della nostra vita che richiedono una ricalibrazione.

Mi rendo conto che suoni come “una roba da fricchettoni new age”, ma ti chiedo di sospendere per un momento il giudizio e almeno prendere in considerazione questa interpretazione che unisce corpo e mente.

Questo perché effettivamente il nostro corpo è una mappa vivente delle nostre esperienze, emozioni e persino dei nostri pensieri non espressi.

L’alluce valgo può riflettere quindi una difficoltà nel trovare una direzione che sentiamo veramente nostra, o la paura di affrontare i cambiamenti necessari per seguire ciò che realmente desideriamo.

Può simboleggiare una resistenza al “muoversi avanti”, sia in senso fisico che metaforico, indicando un attaccamento a modelli di pensiero, relazioni o situazioni che non ci servono più ma dai quali non riusciamo a distaccarci.

Alluce valgo: è possibile risolvere questo problema?

Perché quindi viene l’alluce valgo? Tirando le somme, potremmo dire che viene per una combinazione di fattori fisici, posturali e psicologici, come avviene praticamente per tutti i dolori di origine atraumatica (ovvero che non sono causati da traumi, incidenti e cose simili).

Affrontare l’alluce valgo (o qualsiasi altro disagio fisico della stessa natura) richiede quindi un approccio olistico, che tenga conto dell’intera persona: corpo e mente.

Al di là degli interventi medici o delle correzioni ortopediche, che chiaramente possono aiutare, è fondamentale esplorare e risolvere anche quelle tensioni interiori, quei conflitti non risolti e quelle emozioni represse che si manifestano attraverso il nostro corpo.

In questo senso, un percorso di crescita personale può aiutarti a comprendere meglio i messaggi del tuo corpo, a riconnetterti con le tue vere esigenze e desideri.

E tra tutti i percorsi di crescita personale che ci sono in giro, quello di Moveinside è davvero unico e particolare, perché è il solo che unisce corpo e mente, e che passa attraverso il movimento.

Esistono infatti bellissimi percorsi di sviluppo mentale/personale e bellissimi percorsi di sviluppo fisico/estetico, ma nessuno che unisca le due cose: in questo senso siamo davvero i primi e gli unici.

In conclusione di questo articolo, quindi, possiamo dire che l’alluce valgo non è solo una questione di comodità o estetica.

Ma piuttosto che è uno dei tanti promemoria che il nostro corpo ci manda ogni giorno, per segnalarci che dovremmo liberarci dalle nostre sovrastrutture, per diventare la “versione” più vera e non contaminata di noi stessi.

Una versione libera dal peso delle aspettative degli altri e dagli obiettivi che la società contemporanea ci inculca e ci forza a perseguire, facendoci credere che siano nostri.

Detto questo, se ora vuoi provare anche un esercizio pratico per il benessere dei tuoi piedi, ti suggerisco questo.

Dedica ogni giorno un momento per stare a piedi nudi, cercando di distribuire equamente il peso su entrambi i piedi. Mentre lo fai, chiediti: “Qual è il peso che sto portando nella mia vita che potrei alleggerire? Che cos’è che non mi lascia in pace in questo momento?”.

Questo semplice gesto può non solo aiutarti ad alleviare il sintomo fisico (dolori ai piedi, alluce valgo, fascite plantare e così via), ma può diventare un rituale simbolico per rilasciare quelle pressioni interne che non ti permettono di “camminare liberamente” nella tua vita.

Ora, se desideri approfondire ulteriormente queste tematiche, il libro “Corpo Intelligente” di Ale Demaria ti offre preziosi spunti e strumenti pratici per riscoprire il legame indissolubile tra corpo e mente, e per iniziare a trattare i tuoi dolori non solo come limitazioni ma come opportunità di crescita e di guarigione.

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