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Allenarsi tanto ma non essere felici: perché e come cambiare

Ale Demaria spiega perché allenarsi tanto ma non essere felici dipende dalla connessione con il corpo, metodo Moveinside
Guida Moveinside · Movimento e crescita personale

Allenarsi tanto ma non essere felici: perché succede e come cambiare

Allenarsi tanto ma non essere felici è più comune di quanto sembri: ti alleni anche due volte al giorno, hai imparato skills che sembravano impossibili, eppure dentro hai sempre le stesse paure e non ti senti in pace. Non è un tuo difetto, è un segnale che la tua pratica di movimento non ti sta trasformando. Ecco perché accade e i tre passi con cui Ale Demaria lo ha ribaltato.

Ale Demaria ·Fondatore Moveinside ·6 min di lettura

In sintesi

Puoi allenarti tanto, accumulare decine di skills di movimento e restare con le stesse paure dentro. Il motivo è semplice: l’allenamento sposta il corpo ma non ti rende presente nel corpo. Se ti alleni molto ma non sei in pace, la tua pratica non ti sta trasformando la vita.

  • Il segnale: se ti alleni tanto ma non sei in pace, lo stai facendo nel modo sbagliato.
  • La causa: muoverti non significa essere presente e connesso al corpo, puoi eseguire come una macchina.
  • Il cambio di sguardo: l’allenamento fisico dovrebbe allenarti a essere te stesso, non solo a fare movimenti difficili.
  • I tre passi: sentire il corpo, ascoltare le sue sensazioni, riportare questa presenza nella vita di tutti i giorni.
Guarda il video di Ale Demaria

Perché mi alleno tanto ma non sono felice dentro?

Perché accumuli skills di movimento senza mai portare presenza nel corpo. Puoi imparare decine di esercizi difficili ed essere comunque sconnesso dal corpo, quindi le paure di sempre restano intatte. Se ti alleni tanto ma non sei in pace dentro, vuol dire che la pratica non ti sta trasformando la vita.

È la storia con cui Ale Demaria apre il video. Per anni si è allenato anche due volte al giorno, arrivando a movimenti che riteneva impossibili, come i piegamenti sulle braccia in verticale, le spaccate, il salto mortale, il sollevare due volte il proprio peso corporeo sotto un bilanciere o nello stacco da terra. Eppure continuava a giudicare se stesso e gli altri, aveva problemi nelle relazioni in ogni ambito, il terrore assoluto di parlare in pubblico e si sentiva perennemente insoddisfatto e in ritardo.

Da lì la domanda che dà il via a tutto: che senso ha continuare ad accumulare skills di movimento, se poi dentro restano le stesse paure che ti impediscono di essere in pace? Questo accade nel fitness, nello yoga e anche nel movement, il mondo da cui Ale proviene: quello che dal suo punto di vista si avvicina di più alla natura del corpo umano, ma che ha comunque una pratica interiore oscurata da quella di movimento.

Come capisco se l’allenamento mi sta davvero trasformando?

Guarda cosa succede fuori dalla palestra. Se ti alleni tanto ma non sei in pace dentro, l’allenamento non sta trasformando la tua vita, e se non la sta trasformando vuol dire che lo stai facendo nel modo sbagliato. Un allenamento che trasforma ti rende più te stesso anche nelle relazioni e nel lavoro.

Non devi crederci sulla parola. Il ragionamento di Ale è lineare: se in questo momento ti alleni tanto, che tu faccia movement o qualsiasi altra disciplina, ma non sei in pace dentro, allora la tua pratica di movimento non sta trasformando la tua vita. E se non la sta trasformando, la stai facendo nel modo sbagliato.

Lui stesso era finito in questa trappola: aveva paura a dire certe cose per non stare male e non far stare male gli altri, temeva di dimenticare tutto quando iniziava a parlare in pubblico, temeva di sbagliare in generale. Il punto è che c’è un solo problema: esistono aree della vita dove ancora ti impedisci di essere completamente te stesso, dove non ci sono più errori ma solo esperienza. E l’allenamento fisico dovrebbe allenarti proprio a questo, a essere te stesso.

“Puoi imparare un sacco di robe, ma alla fine dei conti hai sempre le stesse paure dentro.”
Ale Demaria

Basta muoversi tanto per essere connessi al corpo?

No. Puoi muoverti liberamente, fare skills complesse ed essere comunque completamente sconnesso dal corpo, eseguendo i movimenti come una macchina o un robot. Muoversi non significa in automatico essere presente e connesso: per esserlo devi sentire il corpo mentre lo fai, non solo far girare gli esercizi.

Ale racconta di averlo scoperto quando una persona a lui vicina, fortissima nel muoversi, molto più forte di lui, ha iniziato a soffrire di depressione. Dalla sua visione la depressione non è altro che non voler ascoltare delle sensazioni nel corpo che ti buttano giù l’energia. Ecco perché saper fare cose difficili non basta: si può essere bravissimi a muoversi e comunque scollegati dal proprio sentire.

Spesso nel mondo dell’allenamento si parla di presenza e meditazione, ma poi ci si perde in un bicchiere d’acqua: fai la tua meditazione a casa e poi ti dimentichi di essere presente nel corpo proprio quando ti alleni. La presenza va riportata dentro l’allenamento, non tenuta in una pratica separata.

Quali sono i passi per trasformare la vita con il movimento?

Sono tre, in ordine. Primo, assicurarti di essere connesso al corpo mentre ti alleni. Secondo, ascoltare il linguaggio del corpo, cioè le sensazioni che si presentano. Terzo, smettere di separare l’allenamento dalla vita di tutti i giorni e riportare quella presenza in ogni ambito.

Non è un percorso astratto: è la sequenza che Ale usa per non allenarsi più come una macchina. Ogni passo prepara il successivo, e insieme cambiano il modo in cui vivi, non solo il modo in cui ti muovi. Ecco i tre passi a colpo d’occhio.

PassoCosa faiA cosa serve
1. ConnessioneSenti il corpo mentre ti alleni, dalle mani su per le braccia fino ai piediSmettere di eseguire come un robot
2. AscoltoRiconosci le sensazioni, paura, rabbia, frustrazione, che salgono negli eserciziImparare il linguaggio del corpo
3. TrasferimentoRiporti questa presenza dove non ti permetti di essere te stessoTrasformare davvero la vita

I tre passi, uno alla volta

Puoi provarli già mentre guardi il video. Il primo ti riporta dentro il corpo, il secondo ti insegna ad ascoltarne il linguaggio, il terzo porta quella presenza nella vita quotidiana. Ricorda: come fai una cosa, fai tutte le cose.

1
Assicurati di essere connesso al corpoSmetti di eseguire i movimenti come una macchina e senti davvero il corpo. Porta l’attenzione alle mani, che sono facili da sentire, poi sali lungo le braccia, nella testa, giù nella colonna fino alle gambe e ai piedi, aiutandoti con il pavimento per sentire tutto il corpo. Questo è il primo passo, e fa tutta la differenza del mondo.
2
Ascolta il linguaggio del corpoSono le sensazioni fisiche che si presentano quando ti alleni. Alleni la verticale e sale la paura tipica di cadere, un peso nel petto o un nodo alla gola: invece di far finta di niente e forzare, ascolta quella sensazione. Fai giocoleria e non ti riesce una combinazione: ascolta la rabbia e la frustrazione nel corpo. La domanda vera è come si muovono le sensazioni mentre ti alleni.
3
Smetti di separare l’allenamento dalla vitaSei super corporeo quando ti alleni, ma al lavoro o con gli amici torni soffocato nei pensieri. Riporta quella presenza fisica in ogni ambito, soprattutto dove non ti permetti di essere te stesso. Quando stai per dire o fare qualcosa in un certo modo, senti prima cosa ne pensa il corpo, ascolta le sensazioni e solo dopo interagisci con il mondo esterno.

Allenarsi tanto ma non essere felici: cosa cambia se alleni corpo e presenza insieme?

Cambia che le tue interazioni diventano più autentiche e stai trasformando la vita attraverso il movimento. Ti stai allenando a sentire il corpo e questo ti ritorna in ogni ambito, perché come fai una cosa fai tutte le cose: lo stesso modo di trasformarti nell’allenamento lo ritrovi nella vita di tutti i giorni.

All’inizio conviene procedere in ordine: prima ascolta come ti fanno stare quelle sensazioni nelle situazioni dove non sei te stesso, poi interagisci. Con il tempo diventerai bravo a farlo contemporaneamente. Per Ale è stato proprio questo: la pratica fisica lo ha trasformato come persona, al punto di fare oggi video aperti e senza filtri e workshop dal vivo con centinaia di persone, cose che prima riteneva impossibili per paura del giudizio.

Ed è la parte più importante da ricordare: senza questi passaggi puoi anche sviluppare un vocabolario di movimento fuori dal comune, ma dentro avrai sempre le stesse paure. La libertà nel movimento e la libertà dentro si allenano insieme.

L’autore
Ale Demaria
Fondatore e coach del metodo Moveinside
Ale Demaria è il fondatore del metodo Moveinside. A 21 anni gli hanno asportato completamente il colon per una malattia autoimmune, la colite ulcerosa, aveva tendiniti in tutto il corpo, era estremamente rigido e soffriva di attacchi di panico anche solo a parlare con due persone. Da lì ha intrapreso un percorso che oggi condivide su YouTube e nei suoi libri, per sprigionare di nuovo l’intelligenza del corpo.

Vuoi trasformare la vita, non solo il fisico?

Questi tre passi sono il cuore dell’approccio di Ale al movimento, quello che racconta nel suo libro L’ultimo programma. Puoi ordinarne una copia per andare in profondità, oppure partire da una consulenza gratuita con il team Moveinside.

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Domande frequenti

Le risposte veloci

Perché mi alleno tanto ma non sono felice dentro?
Perché accumuli skills di movimento senza portare presenza nel corpo. Puoi imparare mille esercizi ed essere comunque sconnesso dal corpo, quindi le stesse paure restano intatte. Se ti alleni tanto ma non sei in pace, la pratica non ti sta trasformando la vita.
Come faccio a capire se il mio allenamento mi sta davvero trasformando?
Guarda se cambia qualcosa fuori dalla palestra. Se ti alleni tanto ma non sei in pace dentro, l’allenamento non sta trasformando la tua vita e lo stai facendo nel modo sbagliato. Un allenamento che trasforma ti rende più te stesso anche nelle relazioni e nel lavoro.
Basta muoversi per essere connessi al corpo?
No. Puoi muoverti liberamente e fare skills complesse ed essere comunque completamente sconnesso dal corpo, eseguendo i movimenti come una macchina. Per essere connesso devi sentire il corpo mentre ti alleni, non solo eseguire gli esercizi.
Cosa vuol dire ascoltare il linguaggio del corpo quando ti alleni?
Vuol dire riconoscere le sensazioni fisiche che si presentano mentre ti alleni, come la paura di cadere nella verticale o la rabbia in un esercizio che non riesce, e ascoltarle nel corpo invece di far finta di niente e forzare.
Come porto quello che imparo allenandomi nella vita di tutti i giorni?
Smetti di separare l’allenamento dalla vita. Nelle situazioni dove non ti permetti di essere te stesso, ascolta prima le sensazioni nel corpo, quelle che ti sei allenato a sentire, e solo dopo interagisci con il mondo esterno.
Fai il primo passo Allenati a essere te stesso ↑

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