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Abitudini che rendono rigidi: quali sono e come cambiarle | Moveinside

Abitudini che rendono rigidi e sconnessi dal corpo: Ale Demaria le spiega secondo il metodo Moveinside
Guida movimento Moveinside

Abitudini che rendono rigidi: quali sono e come cambiarle

Le abitudini che rendono rigidi non hanno a che fare con l’età, ma con quante volte al giorno deleghi il movimento alla comodità. Ale Demaria elenca le abitudini quotidiane che ti tengono rigido e sconnesso dal corpo, dalle scarpe alla sedia al telefono, e spiega come invertirle.

Ale Demaria ·Fondatore Moveinside ·7 min di lettura ·Aggiornato 2 luglio 2026

In sintesi

Le abitudini che rendono rigidi sono le comodità quotidiane in cui deleghi il movimento alla tecnologia. Ale Demaria spiega che non invecchi perché hai più anni, ma perché ti muovi sempre di meno: il corpo funziona secondo il principio «o lo usi o lo perdi». Ogni comodità adottata senza pensarci è un pezzo di movimento che perdi.

  • Comodità che immobilizzano: scarpe iper strutturate, sedia, computer e ascensore tolgono lavoro a piedi, anche, glutei e gambe.
  • Comodità che disconnettono: telefono, antidolorifici e schermi ti allontanano dai segnali reali del corpo come fame, tensione e dolore.
  • Comodità che spengono la natura: spesa online, aria condizionata e luci artificiali eliminano camminata, adattamento termico e ritmo circadiano.
  • Come cambiarle: spargi il movimento nella giornata, una comodità alla volta, invece di intrappolarlo in una sola ora di allenamento.
Guarda il video · 12 abitudini che ti tengono rigido e sconnesso dal corpo

Perché diventiamo rigidi? Non è l’età, sono le abitudini

Diventi rigido non perché hai più anni, ma perché sei sconnesso dal corpo e ti muovi sempre di meno. Il corpo funziona secondo il principio «o lo usi o lo perdi»: più funzioni deleghi alla tecnologia, più il corpo perde funzionalità e la qualità della vita si abbassa. La rigidità nasce dalle abitudini, non dal calendario.

Ale Demaria parte da un’idea che ribalta il senso comune: la tecnologia ti sta facendo invecchiare, non perché sia cattiva, ma perché hai delegato ad essa il movimento del corpo. Ogni comodità ti toglie un gesto che un tempo facevi con il tuo corpo, e quel gesto in meno è funzionalità in meno.

Negli ultimi dieci anni Ale ha viaggiato in tutto il mondo per scoprire quali sono le abitudini più potenti per coltivare un corpo sano e muoversi con libertà. La conclusione è che il movimento non è solo esercizio, è vita: è la differenza tra invecchiare rigido e dipendente o restare libero e funzionale fino all’ultimo giorno.

  • La rigidità dipende da quanto ti muovi ogni giorno, non solo dall’età.
  • Ogni funzione delegata alla tecnologia è una funzione che il corpo smette di allenare.
  • Il processo si può invertire riportando il movimento dalla tecnologia al corpo.
“Non stai invecchiando perché hai più anni, ma perché sei sconnesso dal corpo e ti muovi sempre di meno.”
Ale Demaria

Le abitudini che immobilizzano il corpo

Il primo gruppo di abitudini che rendono rigidi sono le comodità che immobilizzano il corpo: scarpe iper strutturate, sedia, computer e ascensore. Tolgono lavoro a piedi, anche, glutei e gambe, che a poco a poco «dimenticano» come muoversi, stabilizzarsi e generare forza.

Le scarpe moderne, con suole spesse e supporti plantari, hanno trasformato i piedi in prigionieri immobili. Ogni passo dovrebbe attivare 26 ossa, 33 articolazioni e oltre 100 tra muscoli, tendini e legamenti, ma la scarpa fa il lavoro al posto del piede, atrofizzando i muscoli intrinseci. Il risultato sono piedi deboli, caviglie instabili e una postura compromessa.

La sedia è l’equivalente moderno di mettere il corpo in una scatola: le anche si irrigidiscono, i glutei si spengono e diventano soffici cuscini, la colonna perde le sue curve naturali e il diaframma non riesce più a muoversi liberamente. Come dice Ale, la sedia ti ha rubato il movimento dell’anca, la mobilità della colonna e la capacità di accovacciarti profondamente come facevi da bambino.

Il computer ti inchioda in posizione fetale per più di otto ore al giorno: spalle arrotolate in avanti, testa che scivola, schiena curva, anche bloccate a 90 gradi. Questa posizione forzata accorcia i flessori dell’anca, indebolisce i muscoli posturali profondi e comprime gli organi interni. L’ascensore, infine, elimina una delle forme di movimento più naturali, salire le scale, e con essa l’attivazione di glutei, quadricipiti e polpacci.

Le abitudini che ti disconnettono dal corpo

Il secondo gruppo di abitudini che rendono rigidi sono quelle che ti disconnettono dai segnali del corpo: telefono, antidolorifici e schermi. Ti allontanano da segnali reali come fame, tensione, stanchezza e dolore, che sono il modo in cui il corpo ti chiede attenzione.

Il telefono ti bombarda di notifiche e dopamina artificiale, e passi ore con la testa scivolata in avanti verso lo schermo, aumentando di 5-6 kg il peso che il collo deve sostenere e creando tensioni croniche. Gli antidolorifici, invece, mettono a tacere la voce del corpo: il dolore è un segnale di movimento disfunzionale, e silenziarlo ogni volta significa ignorare ciò che il corpo vuole dirti.

1
Riascolta i segnali del corpoInvece di lasciarti ipnotizzare dallo schermo, torna a sentire fame, tensione muscolare e stanchezza: sono informazioni reali che una volta, in natura, guidavano ogni scelta.
2
Non zittire sempre il doloreSe l’unica cosa che fai a ogni fastidio è prendere un antidolorifico, stai mettendo a tacere il corpo, che diventa sempre più rigido. Nelle occasioni importanti un antinfiammatorio va bene, ma non deve essere l’unica risposta.
3
Allena occhi e visione perifericaVivendo incollati al telefono alleniamo solo la visione centrale e perdiamo quella periferica: guarda spesso lontano durante la giornata per rimettere in movimento anche i muscoli oculari.

Le abitudini che spengono i ritmi naturali

Il terzo gruppo di abitudini che rendono rigidi sono quelle che spengono i ritmi naturali del corpo: spesa online, aria condizionata, luci artificiali e orari dei pasti imposti. Eliminano camminata, adattamento termico e ritmo circadiano, cioè gli stimoli che tenevano il corpo attivo e sintonizzato con la natura.

La spesa online ha cancellato uno dei movimenti più ancestrali, procurarsi il cibo. I nostri antenati camminavano per ore, si accovacciavano per raccogliere e trasportavano pesi; oggi si ordina tutto da casa, senza fare abbastanza movimento per meritarsi la cena né andarla a prendere. Crearti l’occasione di andare a piedi a fare la spesa è un segnale di salute importante.

Il riscaldamento e l’aria condizionata hanno eliminato l’adattamento termico. Esporsi al freddo e al caldo stimola il sistema nervoso, attiva il tessuto adiposo bruno e mantiene attivo il metabolismo, mentre vivere sempre a 22 gradi fa perdere elasticità ai vasi sanguigni. Le luci artificiali e gli schermi, infine, hanno distrutto il ritmo circadiano: esporsi presto alla luce naturale del mattino e usare luci calde alla sera aiuta il corpo a ritrovare il proprio ritmo.

Come cambiare le abitudini che rendono rigidi

Per diventare meno rigido, riporta il movimento dalla tecnologia al corpo una comodità alla volta. Ale Demaria consiglia di spargere il movimento nella giornata invece di intrappolarlo in una sola ora di allenamento tre volte a settimana: ogni scala presa, ogni camminata, ogni esposizione al freddo è funzionalità recuperata.

Abitudine che rende rigidoCosa fare invece
Scarpe iper strutturateRiattiva il piede con più tempo scalzo e scarpe più simili al piede, così muscoli, caviglie e postura tornano a lavorare.
Sedia e computerRiduci il tempo seduto a 90 gradi, alzati spesso e recupera la capacità di accovacciarti profondamente.
AscensoreOgni volta che vedi una scala, prendila: attivi glutei, quadricipiti, polpacci e spargi movimento nella giornata.
Spesa onlineCrea l’occasione di andare a piedi a fare la spesa, ripristinando il gesto ancestrale di procurarti il cibo.
Aria condizionata sempre a 22 gradiEsponiti a freddo e caldo per riattivare sistema nervoso, circolazione e metabolismo.
Luci artificiali e telefonoCerca la luce naturale al mattino, usa luci calde la sera e guarda spesso lontano per allenare la visione periferica.

Sono gli stessi principi di movimento e ascolto del corpo su cui si fonda il percorso della scuola: puoi vedere come cambia il rapporto con il proprio corpo leggendo le storie degli allievi Moveinside.

La tecnologia fa diventare rigidi? Solo se ti fai usare da lei

La tecnologia non è il nemico: lo diventa quando le deleghi il movimento del corpo. Ale Demaria non chiede di tornare all’età della pietra, ma di educare la tecnologia: capire quando ti serve davvero e quando invece ti sta rubando movimento, presenza e funzionalità.

La differenza tra libertà e dipendenza sta tutta qui, nell’educazione tecnologica. Devi imparare a usare la tecnologia tu, e non farti usare da lei. Ogni comodità che adotti inconsapevolmente è un pezzo di movimento che perdi, e il movimento non è solo esercizio: è vita.

Il punto di partenza pratico è scegliere una sola di queste abitudini e introdurre il movimento nella tua vita quotidiana in modo consapevole. Non serve rivoluzionare tutto: basta smettere di delegare un gesto alla volta e riprendertelo. È così che si torna liberi e funzionali.

Ale Demaria, fondatore Moveinside
Ale Demaria
Fondatore e coach del metodo Moveinside
A 21 anni ad Ale Demaria hanno asportato l’intero colon a causa di una malattia autoimmune: era completamente rigido, con una postura orribile e attacchi di panico. Da allora ha intrapreso una ricerca che gli ha permesso di invertire lo stato infiammatorio cronico e superare i dolori, dando vita alla scuola di intelligenza del corpo Moveinside, oggi la più grande d’Italia.

Vuoi riprenderti il movimento?

Se vuoi il sistema completo per sprigionare l’intelligenza del tuo corpo, Ale Demaria lo ha raccolto in oltre 50 abitudini nel libro L’ultimo programma. Oppure parti da una consulenza gratuita con il team Moveinside.

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Domande frequenti

Le risposte veloci

Quali abitudini rendono il corpo rigido?
Le abitudini che rendono rigidi sono soprattutto quelle in cui deleghi il movimento alla comodità: scarpe iper strutturate che immobilizzano il piede, ore sulla sedia e al computer, ascensore al posto delle scale, spesa online al posto della camminata, telefono che ti disconnette dai segnali del corpo. Ale Demaria le riassume così: ogni comodità che adotti senza pensarci è un pezzo di movimento che perdi.
Perché sto diventando sempre più rigido?
Non perché hai più anni, ma perché ti muovi sempre di meno e sei sconnesso dal corpo. Il corpo funziona secondo il principio «o lo usi o lo perdi»: più funzioni deleghi alla tecnologia, più il corpo perde funzionalità e diventa rigido. La rigidità è il risultato di comodità ripetute che tolgono movimento, non del semplice passare del tempo.
Stare seduti a lungo rende rigidi?
Sì. Secondo Ale Demaria stare seduti per ore è come mettere il corpo in una scatola: le anche si irrigidiscono, i glutei si spengono, la colonna perde le sue curve naturali e il diaframma non si muove più liberamente. Il computer, in particolare, ti blocca in posizione fetale con le anche a 90 gradi, accorciando i flessori dell’anca e comprimendo gli organi interni.
Come posso diventare meno rigido nella vita quotidiana?
Riportando il movimento dalla tecnologia al corpo, una comodità alla volta. Ale Demaria consiglia di spargere il movimento nella giornata invece di intrappolarlo in una sola ora di allenamento: prendi le scale invece dell’ascensore, vai a piedi a fare la spesa, esponiti al freddo e al caldo, mangia cibi che richiedono masticazione e riduci il tempo seduto sulla sedia.
La tecnologia fa davvero diventare rigidi?
La tecnologia non è il problema in sé: lo diventa quando le deleghi il movimento del corpo. Ale Demaria non chiede di buttarla via, ma di educarla: capire quando ti serve davvero e quando invece ti sta rubando movimento, presenza e funzionalità. La differenza tra libertà e dipendenza sta tutta qui: usare la tecnologia tu, senza farti usare da lei.
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