Oggi scopriamo, insieme al nostro fisioterapista e osteopata Iacopo Landi, i 7 falsi miti sulla salute da sfatare.

Si tratta di credenze sulla salute e sul corpo umano che ancora faticano a scomparire e infestano le nostre menti, limitando le nostre potenzialità di recupero e di benessere.

Falso mito 1: dormire a pancia in giù fa male alla schiena

Bene, cominciamo subito con l’affrontare la prima falsa credenza: “Dormire a pancia in giù fa male alla salute e alla tua schiena!”.

A meno che tu non abbia una condizione medica che influisce sulla respirazione o provi momentaneamente dolore nel dormire a pancia in giù, non c’è motivo di evitarlo se è ciò che preferisci.

Le persone, per addormentarsi e dormire, tendono ad adottare posizioni che ritengono e percepiscono comode.

Se per te una posizione non è comoda, probabilmente non lo assumerai comunque, e questo è del tutto normale.

Nessuna posizione è intrinsecamente più rischiosa o dannosa di qualsiasi altra. Né per la tua colonna vertebrale, né per la tua salute in generale.

Falso mito 2: il dolore è sempre sinonimo di lesione

Una credenza molto comune è che il dolore sia sempre associato a danni o lesioni ai tessuti del corpo. Fortunatamente non è così.

Basta pensare ad un classico mal di testa: il dolore c’è e può essere anche molto intenso, ma nella stragrande maggioranza dei casi non avviene alcun danno all’interno della nostra testa.

Inoltre, la ricerca scientifica legata ai disturbi muscolari mostra che i risultati sono addirittura lievemente migliori per le persone che lavorano con un livello tollerabile di dolore rispetto a chi lo evita completamente.

Questo non vuol dire che si debba adottare un approccio “no pain, no gain” con l’allenamento, un percorso riabilitativo o la vita in generale, ma dobbiamo sicuramente migliorare nel normalizzare il dolore occasionale.

Sul corretto uso dei carichi rispetto alla gestione del dolore abbiamo scritto anche questo articolo che potresti trovare molto utile: Che cos’è davvero il dolore?

Falso mito 3: i bambini non devono sollevare pesi

Questo deve essere molto chiaro: sollevare pesi non ostacola in alcun modo la crescita di un bambino e lo stress che si genera a livello muscolare, osseo e articolare è nettamente maggiore durante la pratica sportiva rispetto al sollevamento pesi.

Se ci pensi bene, questo è esattamente il motivo per cui i percorsi di recupero da un infortunio o da un dolore iniziano in palestra e gradualmente progrediscono verso il campo da gioco, la pista o qualunque ambiente nel quale si svolga lo sport specifico.

Il rischio di lesioni gravi, come fratture, lesioni dei legamenti o commozioni cerebrali è molto superiore durante la pratica sportiva rispetto al sollevamento di pesi.

Certo, se un bambino solleva pesi, è bene che sia supervisionato, che segua una progressione

graduale e che pratichi preferibilmente in un ambiente sicuro, incoraggiante e piacevole (e se ci pensi tutto questo può valere anche per gli adulti).

Falso mito 4: allenarsi con i pesi è molto rischioso per gli anziani

L’allenamento contro resistenza (ovvero con l’uso di pesi e non solo) diventa di grande importanza man mano che invecchiamo perché può aiutare a ridurre il rischio di cadute, la perdita di massa muscolare e lo sviluppo dell’osteoporosi.

I benefici per la salute legati a cervello, cuore, ossa, muscoli, polmoni e, in generale, all’intero corpo sono innumerevoli.

È sicuro e va promosso negli uomini e nelle donne anziane, anche quando non c’è alcuna esperienza precedente.

Falso mito 5: un percorso basato sul movimento prima di un’operazione non ha senso

FALSO. In molti casi e per due motivi. Primo, potresti seguire il tuo percorso di recupero basato sul movimento per diversi mesi e ottenere un miglioramento importante dei sintomi e della tua funzione, ELIMINANDO la necessità dell’intervento chirurgico.

Secondo, entrare in sala operatoria con meno gonfiore, una migliore mobilità, più forza e una buona comprensione del processo generale che ti attende, porta a risultati migliorati a lungo termine. Piccolo esempio pratico e, penso, tra i più significativi: l’intervento chirurgico dopo una rottura del legamento crociato anteriore.

La ricerca ha dimostrato che alcuni tipi di lesione al legamento crociato anteriore possono guarire spontaneamente.

E anche se non guariscono, molte persone riescono a tornare al loro livello desiderato di funzione e attività con un buon percorso strutturato ed intenso di riabilitazione.

L’intervento chirurgico è ancora necessario in molti casi, ma non è la soluzione miracolosa per tutti, come si pensava in precedenza.

Falso mito 6: il percorso di recupero o allenamento sarà un continuo progresso

Vorrei poter dire che tutte le persone con cui ho lavorato nel corso degli anni hanno avuto una traiettoria di risultati perfettamente ascendente fino ad essere senza dolore e più in salute che mai.

Ma equivarrebbe a mentirti.

L’allenamento e i percorsi di recupero per il dolore sono disordinati, oscillanti e ci saranno quasi sempre alti e bassi lungo il percorso.

Sapere questo e regolare di conseguenza la tua aspettativa è molto utile per non demoralizzarsi quando si verifica un cambiamento nei sintomi non desiderato, perché molto probabilmente, farà parte del processo.

Falso mito 7: se hai l’artrosi devi evitare di fare sforzi o muoverti troppo

Se hai l’artrosi e vivi una condizione di intenso dolore, alcuni esercizi, movimenti o attività potrebbero dover essere modificati o sostituiti se ti creano estremo discomfort o dolore, ma il movimento non deve assolutamente essere eliminato dalla tua vita.

Un tempo si pensava che l’artrosi fosse causata esclusivamente da un’usura delle articolazioni, ma, grazie alle numerose ricerche, abbiamo imparato che c’è una componente sistemica molto significativa nella condizione.

Questo vuol dire che migliorare la tua salute generale attraverso l’esercizio, cambiamenti nella dieta e del tuo stile di vita può avere un impatto profondo sulla tua artrosi.

Inoltre, il movimento è un’ottima strategia per aiutare a mantenere, o anche migliorare la tua funzionalità, sicurezza e indipendenza.

Conclusioni

Come hai visto esistono tante credenze e falsi miti che possono influenzare il nostro pensiero e quindi guidare le nostre azioni.

Conoscerli è il primo passo per liberarti dei limiti che generano nella tua vita.

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